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Il nostro Taranto | Progetto scuole

Christian Tomaselli è il primo studente vincitore del concorso letterario “Il nostro Taranto“, iniziativa inserita nel progetto “UN FUTURO ROSSOBLU: Scuola e Formazione” che la Fondazione Taras e il Taranto FC 1927 hanno realizzato con le scuole medie e superiori di Taranto e provincia.

Il Taranto e la Fondazione Taras, certi di fare un concreto investimento nel futuro, vogliono avviare un cammino di conoscenza reciproca coi più giovani, facendo appello alla loro creatività, alla freschezza delle loro riflessioni, alla curiosità e alla voglia di conoscere e raccontare, anche criticamente, lo sport, il calcio, il “loro” Taranto.

Il concorso letterario, aperto a tutte le scuole medie e superiori che vorranno aderire, si ripeterà tutte le domeniche in cui il Taranto scenderà in campo allo Iacovone, mentre a fine gennaio si chiuderanno altri due concorsi: uno di disegno e uno multimediale.


Di seguito pubblichiamo il tema vincitore del concorso letterario della prima settimana:

TRACCIA: “Molti sono i motivi per praticare sport: per semplice divertimento, per mantenersi in forma, per distinguersi tramite la competizione o per imparare a raggiungere un obiettivo comune, per affermarsi nella società. Cosa può insegnarci, a tuo avviso, lo sport oggi?”

AUTORE TEMA VINCITORE: Christian Tomaselli della 4° B del Liceo Aristosseno.

“Lo sport può portare speranza dove una volta c’era solo disperazione.” (Nelson Mandela).
L’illustrissimo Mandela, in così poche parole, spiega cosa lo sport ha portato nelle nostre vite nel momento in cui è stato concepito come concetto di gara, di competizione e di superamento dei propri limiti. La genesi dello sport è da ricercare già nella preistoria, come attestano alcune arti rupestri rinvenute in Francia e Africa raffiguranti uomini durante momenti di svago basati sull’attività fìsica. Il divertimento è alla base della parola “sport”: essa discende dal francese “desport” che deriva a sua volta dal latino “de portare”, letteralmente “uscire fuori”. E’ questo un concetto evidente ancora oggi: quante volte, dopo una giornata estenuante di lavoro o di studio, non sentiamo la necessità di “uscire fuori” da casa e rifugiarci in palestra, oppure andare al campo di calcetto per giocare con i nostri amici? E se non lo si è mai fatto, è un evento tanto raro da far pensare ci sia bisogno di un dottore.

Nella società moderna praticare sport, dal semplice jogging al basket, calcio o tennis, è diventato un bisogno primario ed essenziale quasi al pari del mangiare e bere, a molti sembra quasi inconcepibile l’idea di qualcuno che oggi non pratichi un’attività fìsica. Fare sport significa amare la propria vita, in tutta la sua pienezza. Cosa può insegnarci lo sport oggi?

Qualunque sport si pone come obiettivo la crescita armonica non solo del fisico, ma anche della personalità dell’individuo e della sua sfera emotiva. Praticare uno sport offre alla persona l’opportunità di socializzare con i coetanei, insegna a “lavorare” insieme per un fine comune e a rispettare delle regole, quelle del gioco. Ma insegna anche ad aver rispetto per se stessi e per gli altri, a non sentirsi “migliori” perché si riesce bene nella pratica sportiva e a non sentirsi degli sconfìtti solo perché si è meno abili di altri. Lo sport diventa allora sinonimo di determinazione nel prefissarsi un obiettivo e usare tutti i propri mezzi per raggiungerlo, ma pur sempre nel rispetto delle regole e degli altri, e impegnandosi a fondo. E non finisce qui. Si può pensare allo sport come un viso, capace di assumere moltissime espressioni diverse: felicità, tristezza, paura, rabbia, disgusto, dolore, spensieratezza. Le virtù che lo sport porta con sé sono allo stesso modo molte e mutevoli sfaccettature di una sola attività: determinazione, impegno, rispetto delle regole, divertimento, benessere fisico e psichico, unità, amicizia e fratellanza. I più importanti sono certamente questi ultimi tre, che sembrano mancare ogni giorno di più nel nostro mondo marchiato da dolore, smania di potere e corruzione. In contrapposizione a ciò, però, c’è la grande magia dello sport inteso come momento di unione, amore e condivisione. Un episodio recente è quello dell’US Open di tennis svoltisi a cavallo tra Agosto e Settembre 2015, in cui le due italiane Roberta Vinci e Flavia Pennetta hanno conquistato la finale del torneo, vinto dalla seconda. Le due tenniste si sono fatte carico dell’orgoglio dell’Italia intera portandola in finale e onorando il tricolore con un ennesimo trofeo di grandissimo prestigio. Le nostre tenniste sono solo uno degli esempi di unità e fratellanza, ma potremmo farne molti altri ancora. Basti nominare il fantastico 9 Luglio 2006 quando l’Italia di mister Lippi raggiunse per la quarta volta il tetto del mondo calcistico: non importa  con  chi  fossimo,   se  con  i  nostri parenti o in qualche locale con degli sconosciuti, ricordiamo sicuramente la tensione marcata dal ritmico, quasi snervante battere dei piedi sul terreno o, ancora, il viso dell’amico affondato sul nostro petto al momento del rigore decisivo di Grosso; ricordiamo sicuramente gli abbracci, i baci, le carezze, le pacche sulla schiena, le macchine che sfilano per la strada. Ed è tristissimo non poter ricordare lo sport solo per queste emozioni uniche ed irripetibili, perché oscurate dagli scandali che sono perpetrati all’interno del mondo sportivo. Come per esempio quello del calcio scommesse, il Calciopoli, avvenuto nel 2006 che ha coinvolto molte squadre di serie A; oppure il caso di doping con al centro l’italiano Alex Schwazer. Ma il vero sport non è questo, e non deve esserlo! Lo sport, quello vero, è quello che fa abbracciare uno sconosciuto, anche di un’altra nazionalità, alla fine di un incontro oppure durante la partita della propria squadra del cuore. Lo sport vero è quello che vola sopra ogni barriera di tipo sociale e razziale e ci permette di chiamare l’altro: “amico”, “fratello”, dimenticando le rivalità politiche, i dislivelli sociali e le differenze culturali. Lo sport è un collante che unisce tutti i popoli e le razze. Lo sport ha il potere di cambiare il mondo. “Lo sport può portare speranza dove una volta c’era solo disperazione.” Ha il potere di ispirare. Ha il potere di unire le persone come poche altre cose fanno. Ed è per questo che è necessario praticare sport.


Partecipare è ancora possibile: le scuole interessate potranno consultare facilmente il regolamento dell’iniziativa all’indirizzo web www.taras706ac.it/progetto-scuole. Per richiedere maggiori informazioni, inoltre, è possibile telefonare al numero 3280068916 o scrivere una e-mail all’indirizzo progetto-scuole@fondazionetaras.it

Traccia da sviluppare per la prossima partita casalinga:
“Alla scoperta della storia del Taranto: fatti raccontare da qualcuno della tua famiglia un campionato, una partita, un giocatore o anche semplicemente una storia o un’emozione legata al Taranto del passato e scrivine un breve racconto.”

Consegna prossimi elaborati:
Mercoledì 16.12.2015 (in vista di Taranto – Francavilla in Sinni del 20.12.2015) presso la sede del Taranto FC 1927, a Taranto, in via Principe Amedeo n°8 dalle ore 16 alle ore 19. 

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