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DOVE ERAVAMO RIMASTI?

Non nascondo (volendo, non ci riuscirei) una certa emozione nel presentare questa nuova iniziativa della Fondazione Taras. Perché, da oggi, il nostro Trust di tifosi si dota di un “muro” telematico dove tutti i tifosi del Magico possano dire la loro. Niente di nuovo sotto il sole, se non qualche accorgimento. Ci apprestiamo, insomma, a raccogliere il testimone del guestbook di Taranto Supporters che, per quasi vent’anni, ha raccolto gli umori della tifoseria telematica rossoblu.

Tutto nacque negli anni torbidi della “prima” serie D tramite www.planio.it/tarantosupporters: pionieri (in rigoroso ordine cronologico) Company, Tifo è Amicizia e Zuffa. Foto, resoconto della partita e… un link esterno che girava su una piattaforma “dreambook”. I primi vagiti di agorà rossoblu sul web. Correva l’anno 1996? 1997? Francamente non ricordo. L’accesso ad internet era ancora appannaggio di pochi, la connessione si pagava e i modem esterni facevano casino. Ma era tutto bello, libero. Una nuova frontiera.

Il primo dreambook era avviato: non era moderato e non c’era manco una password. Molto spesso finiva sotto attacco delle tifoserie “rivali”: i più anziani sicuramente ricorderanno gli “scontri” assolutamente virtuali coi campobassani (ci giocavamo il primo posto che, manco a dirlo, fu loro). Era il duemila. Poi il dominio passò a Taranto Supporters (l’allora coordinamento prese il nome dal sito, non il contrario) e il guestbook passò in gestione controllata.

L’accesso al web diventava sempre più popolare e, come sempre, furono i fuorisede i veri protagonisti di questa rivoluzione copernicana… Poter leggere o avere notizie in tempo reale del Magico era una sensazione pazzesca per chi era abituato a rovistare avidamente tra le ultime pagine del calcio dei quotidiani sportivi per trovare qualche riga di cronaca. Una vera e propria rivoluzione popolare: il web abbatte le barriere e le distanze. Grazie al muro nascono e si cementano amicizie, si organizzano trasferte e iniziative. Per un periodo, ci si trovava nei bar di Taranto cercandosi con lo sguardo dopo un appuntamento rigorosamente virtuale, riconoscendosi dal nick. Ma tu sei “Assimepacce”? Io sono “Cozza Rossoblu”… adesso i nick hanno fatto posto ai nomi propri… la distanza e gli anni di chilometri macinati hanno trasformato tantissimi nick in gente in carne ed ossa.

Non sono stati anni facili: il web abbatte le distanze ma è anche una livella: il quindicenne brufoloso che si contrappone con il quarantenne… cose inimmaginabili dal vivo dove emergono ben altre caratteristiche come la cultura, il carisma. L’anonimato e uno schermo hanno fatto sì che molto spesso emergessero gli istinti più deteriori, così come sono aumentate vertiginosamente le visite alla polizia postale per le denunce per diffamazione.

Ma il muro è stato un “mondo”: i tifosi hanno cominciato ad essere protagonisti e a cercarsi le notizie. Io ricordo davvero con piacere la diretta “liberatorie” da Roma: Turbopeppe (fece un lavoro straordinario) che aggiornava in tempo reale su chi avesse firmato le liberatorie fuori lo studio di un ufficio legale di Roma scelto da Pieroni. Senza liberatorie, non si poteva procedere con l’iscrizione. Fu fantastica la “contro informazione” qualche mese dopo: i soliti papaveri in TV che paventavano rischi sul possibile fallimento del Taranto mentre – sul guestbook – uscivano articoli del NOIF che smentivano clamorosamente quanto affermavano gli avvocati da salotto.

Era cambiato il mondo: giornali e TV hanno smesso di essere centrali ed hanno dovuto cambiare radicalmente impostazione. Il muro si riscopre una fonte di notizie inesauribile: è bastato, per esempio, leggere un trafiletto su l’Eco di Bergamo per scoprire prima di tutti che Il misconosciuto Sciaudone era un nuovo acquisto del Taranto. A dire il vero, sono state scritte anche tantissime castronerie… ma il muro è sempre stato un bar: alla fine riconosci sempre il nick credibile dal cianfottero.

Il muro è servito anche per fare lo screening ai personaggi “pittoreschi” che si sono avvicinati al Taranto: il Magico, infatti, ha navigato in acque torbide per moltissimo tempo e non sono mancati dei personaggi a cui è stato affibbiato un nomignolo per non incappare in problemi legali: l'”Incuppinato”, il “Coccodrillo”, l'”Affossatore”, il “Capa di bomba”, il recente “Attrezzatissimo”. É storia, così come è storia che il guestbook abbia ispirato il fantastico libro di Giuliano Pavone “L’Eroe dei due Mari” (se non ce l’avete ancora, ordinatelo) o abbia ospitato un’altra grande penna tarantina, Cosimo Argentina.

Il calcio è cambiato; la repressione sempre più inutile e spinta ha portato alla radicalizzazione del tifo. E siamo cambiati un po’ tutti. Le regole di accesso al guestbook sono man mano diventate sempre più stringenti, ma è stato altresì uno strumento formidabile di solidarietà fattiva, non virtuale. Le raccolte fondi sono state numerose e sempre molto partecipate, facendo emergere sempre e comunque lo spirito più genuino ed autentico della tarentinitá.

Ad El Alamein campeggia una scritta: “Ci mancò la fortuna, non il coraggio”. Dopo quasi vent’anni di onorata carriera, Taranto Supporters ha deciso di chiudere il guestbook che ha “cresciuto” generazioni di tifosi rossoblu. Una scelta sicuramente difficile e ponderata, che va rispettata.

La Fondazione Taras, in qualità di trust trasversale e indipendente della tifoseria, prova a raccoglierne il testimone. Non so dove andremo a finire: i tempi sono cambiati e Facebook ha rivoluzionato il mondo. Ciò che vent’anni fa era all’avanguardia, oggi é obsoleto.
Ritengo che ci sia ancora spazio per un laboratorio virtuale, per una palestra di idee, per tutto ciò che possa essere una piazza di incontro per chi ama i colori rossoblu ad ogni latitudine. Lasciatemi chiosare ringraziando pubblicamente il Taras Web che ha compiuto un vero e proprio miracolo in tempi strettissimi. Ora tocca a noi riprendere da dove avevamo lasciato: dove eravamo rimasti?

https://www.taras706ac.it/guestbook/

Peppe Melucci

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