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Taranto sul Post | Orgoglio e pregiudizi rossoblu

di Pierluigi Alfieri alias tarantosulposter

La “Settimana dell’Orgoglio Rossoblu” sta per aprire i battenti e, indipendentemente dall’attualità calcistica che ci sta regalando emozioni e apprensioni, questa è una buona notizia.

Per festeggiare il suo 2° compleanno la Fondazione Taras porta il Taranto a Taranto, raccontando la sua storia e ostentando i suoi colori per le vie della città, nelle scuole, a teatro, oltre che allo stadio. Lo fa proprio nella settimana che precede la gara pro-Taranto contro il Matera e anche questa è un’ottima notizia.

Basterebbe solo questo per coagulare consenso e apprezzamento attorno ad una manifestazione di respiro popolare, ma evidentemente non è così. In giro si sente e si legge qualche commento greve sul multi-evento targato Fondazione Taras. Ad alcuni non piace proprio l’idea di celebrare i propri colori (“Orgoglio di cosa?”, “Settimana dell’Orgoglio? Ma per favore…”). Altri temono che l’aria di  festa possa distrarre la squadra in un momento delicato per le sorti del campionato (“Queste cose non si organizzano prima di partite importanti”, “Era meglio fare tutto durante turno di riposo”, “Troppa pressione sulla squadra”, “Si deconcentrano”,  “In campo si squagliano”). Altri ancora, memori del precedente 2013, la mettono sul piano della scaramanzia (“Porta sfortuna”, “Va a finire come l’anno scorso”, “Lo stadio sarà pieno di occasionali”). E via dicendo.

Il campionario di comportamenti eremitici, atti scaramantici, gesti masochistici e pensieri paranoici è estremamente vasto e racchiude in sé l’eterogenea natura del tifoso tarantino, disabituato al buon umore calcistico e, troppe volte, scottato dai moti di entusiasmo.

Tuttavia non si può prescindere dal buon senso, dall’onestà intellettuale e dall’amor proprio.

Che Taranto-Matera fosse la giornata pro-Taranto è una questione di buon senso: era chiaro sin dalla stesura di calendari che il match-clou primaverile tra le due pretendenti annunciate per la vittoria del campionato sarebbe stato un boccone appetitoso. E infatti Matera e Taranto si trovano – seppur in modo rocambolesco – appaiate in testa al campionato a 7 gare dal termine. Ne consegue che l’affluenza allo stadio sarà probabilmente quella delle grandi occasioni e che le aspettative dell’ambiente siano legittimamente alte.

In tutta onestà, scorrendo il variegato programma dalla “Settimana dell’Orgoglio Rossoblu”, ci si accorge che la squadra parteciperà solo ad un paio di iniziative, al martedì e al mercoledì, proprio per non sovraccaricarla di impegni. Non può essere certo la partecipazione di qualche calciatore ad una tavola rotonda in una scuola o il saluto dal palco di un teatro per qualche minuto a condizionare l’esito di una partita di calcio o di un intero campionato. Se i giocatori e i componenti dello staff tecnico sono professionisti, i tifosi sono talora dilettanti allo sbaraglio.

Nel calcio, come nella vita, ci vuole un pizzico di amor proprio. Se non vogliamo diventare un ritrovo di veterani e nostalgici del pallone nostrano, rinchiusi in una nicchia in cui c’è spazio per pochi intimi, prima ancora di tornare nel calcio che conta, dobbiamo cogliere al volo ogni occasione per riavvicinare gli sportivi e gli appassionati al Taranto, per ripopolare i gradoni dello stadio, per far rompere gli indugi agli scettici e ai riluttanti, per far sventolare qualche bandiera rossoblu ai più piccoli.

Abbiamo il dovere di mostrare alle nuove generazioni che si può, si deve ed è meraviglioso tifare la squadra della propria città.

Buon compleanno Fondazione! Forza Taranto!

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