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THE SHOW MUST GO ON? | Sempre per i 3 punti

di Marcello Fumarola

Inizia un nuovo anno con i soliti buoni auspici, le speranze e, nel nostro caso, con quella fastidiosa sensazione di essere, esattamente come nel 2013 ed anni precedenti, oggetto di “particolari attenzioni” da parte della cosiddetta “giustizia sportiva” quella che, per intenderci, ci tolse un punto per “responsabilità oggettiva presunta“ a seguito della “combine” sul famoso Over di Taranto-Benevento, alla quale risultavamo comunque estranei ma “colpevoli” di averne tratto involontario vantaggio….

Qualcuno, vi prego, mi aiuti a capire!!! Eviterò accuratamente di cadere nel “vittimismo cronico” di chi ritiene di non meritare il trattamento subìto, facendo una opportuna e condivisibile (almeno spero), precisazione: bello, coreografico, “passionalmente imprescindibile“ il gioco di colori di una corposa “fumogenata”, quel dover utilizzare la tua sciarpa rossoblù per evitare di respirarne l’acre odore “a pieni polmoni“, la consapevolezza di essere in “zona tifo”, pronto a sostenere e a fare la tua parte di “dodicesimo” uomo in campo. Inutile, pericoloso e assolutamente evitabile l’utilizzo di petardi e botti in genere che, oltre alle conseguenze economiche ben note e sicuramente molto “dolorose” per qualsiasi società, presta il fianco e consente “a chi di competenza” (?) di adottare provvedimenti mortificanti (PER TUTTI) come quello di far disputare una partita di calcio a porte chiuse!

A Policoro eravamo in tanti ed in tanti abbiamo assistito al lancio di questi petardi anche quando la squadra, con il capitano in testa, era venuta sotto gli spalti per deporre un mazzo di fiori; lo stesso capitano che, subito dopo il gol di Mignogna, è tornato sotto quegli spalti a comunicare l’intenzione dell’arbitro di sospendere il match se quelle “esplosioni” avessero avuto un seguito… …Insomma, punizione eccessiva, sproporzionata, a mio personale avviso certamente “non curativa”, anzi tutt‘altro…

Ma un prolungato e possibilmente definitivo momento di riflessione sull’opportunità di continuare questo autolesionistico gioco, di continuare a “sbagliare sapendo di sbagliare” diventa indispensabile! Ora non ci resta che attendere fiduciosamente (state ridendo…vi ho visti!!!) la risposta al ricorso che sarà presentato dalla Società anche se, diciamocelo francamente, la chiusura dello Iacovone nonostante la prevista diretta televisiva su RaiSport, non ha certo lo stesso “peso” della chiusura di un settore in occasione di un derby milanese trasmesso da Sky…vero Signor Giudice ?!?

Virando (decisamente e piacevolmente) sul discorso tecnico-agonistico, l’anno nuovo ha momentaneamente chiuso le porte dello Iacovone ai tifosi ma le ha aperte ad un nuovo, giovane e promettente arrivo in casa rossoblù che risponde al nome di “Nanni” Riezzo; un ragazzo che si presenta con tutte le credenziali per poter dare il proprio contributo (considerato tra l’altro che si tratta di un under classe ‘94) per il conseguimento dell’obiettivo finale. Si tratta comunque di un altro esterno d’attacco “alla Migoni“: veloce, sgusciante ed in grado di saltare l’uomo ma, proprio come “il folletto sardo” piuttosto “leggero” dal punto di vista fisico anche se il paragone con “cotanto Giaccherini“ farebbe pensare che, a differenza di Migoni, Riezzo possa coprire meglio la fascia anche in fase difensiva.

Continuo invece a ritenere necessario (se non indispensabile) l’inserimento nel competitivo mosaico già creato, di un centrale difensivo che garantisca fisicità ma soprattutto personalità nella conduzione della linea difensiva e qualità in fase di impostazione della manovra. La fastidiosa continuità con la quale, durante l’intero girone d’andata, la squadra ha subìto gol su calci piazzati, perdendo punti preziosi contro San Severo, Puteolana, Matera, Metapontino (e quasi anche contro il Gladiator), necessita altresì di attenta analisi da parte di tutto lo staff tecnico, nel tentativo di limare le palesi lacune di concentrazione e posizionamento difensivo che ci hanno reso oltremodo vulnerabili e che non ci consentono, in questo momento, di guardare il resto della compagnìa dall’alto verso il basso.

L’anno nuovo sembra però giungere opportuno e tempestivo per porre fine ai rimpianti; i buoni propositi (sportivi e “sociali”), il desiderio di rivalsa, la partecipazione alla costruzione di qualcosa di positivo e gratificante per tutta la “comunità tarantina” si spostino dai comodi “social network”…al campo di gioco (o di battaglia)… qualunque esso sia. Ad esplodere non siano né petardi, né altro genere di ordigno, ma la ben più fragorosa volontà di “ridare vita” (triste ma quanto mai giustificato gioco di parole) ad una città da ormai troppi anni suo malgrado teatro di una molto meno colorata ma molto più “irrespirabile e letale fumogenata”. In questo caso, però, vi garantisco che contro il provvedimento delle “porte chiuse” o quantomeno della “chiusura del settore“…I ricorsi sono stati sempre accolti!!!

Buon anno…Taranto nostro/a !!!

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