di Marcello Fumarola
Questa settimana potrei sfruttare lo spazio gentilmente concessomi utilizzando semplicemente un comunicato ed un numero: il comunicato è ovviamente quello della Curva Nord, fulgido esempio di “lucida passione”, ennesima dimostrazione di coerenza che si manifesta attraverso lo striscione che oramai identifica i nostri supporters in ogni partita.
“SOLO PER LA MAGLIA” non sono infatti solo quattro parole buttate lì per enfasi, ma è un concetto, uno stile, un modo di vivere il calcio che esula dai nomi e dai volti, ma si identifica solo nei colori, quei due colori che a me fanno impazzire! Il numero (appreso poco prima di iniziare a scrivere) è 3000. Tanti sono i tagliandi staccati sinora per la partita tanto attesa che ci vedrà opposti alla capolista Matera domenica allo Iacovone. Se consideriamo che siamo ancora a giovedì e che la città, anche dal punto di vista sportivo, è dormiente e poco consapevole dell’importanza della “partecipazione” a prescindere (libertà è partecipazione cantava Giorgio Gaber) il dato è, a mio avviso, assolutamente positivo. 3000, o se preferite 10 volte 300!!! Perché dopo la batosta (ennesima) di domenica scorsa servirà una prestazione da veri spartani, più forti delle provocazioni e dei malumori, più forti (è bene esserne consapevoli) dei propri limiti, messi tristemente e nuovamente in mostra a Vallo della Lucania dove i rossoblù in campo più che ai piedi del Gelbison sembravano essere “ai piedi di Cristo”.
Nel giudicare la prestazione (sicuramente non peggiore di quella di Grottaglie che fruttò i 3 punti) non possono però essere sottaciuti alcuni episodi che hanno inciso e non poco sul risultato. Senza cadere nel piagnisteo da tifoso fanatico, vado a rimarcare non tanto la topica di Caiazzo (che dopo averci provato già contro il Gladiator, stavolta l’ha combinata davvero…(g)rossa), né tantomeno l’errore dal dischetto di Hernan Molinari (“non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore” cit. Francesco De Gregori). Nulla di tutto questo; vista dalla tv, ho notato invece due momenti altrettanto importanti che nessuno ha avuto l’accortezza di evidenziare, ovvero: sulla punizione che consente ai locali di passare in vantaggio, lo stesso fallo sanzionato a Muwana era stato commesso pochi attimi prima sul nostro Caruso, senza che l’arbitro intervenisse (piccolo ma poi decisivo particolare).
Nel secondo tempo il figlio segreto di Klaus Di Biasi, ovvero il nr. 7 Santonicola (che già per il nome sarebbe da esorcizzare in quanto filo-barese) viene dapprima ammonito per una plateale simulazione ma successivamente (appena dopo l’espulsione di Caiazzo) viene graziato dal direttore di gara che avrebbe potuto e dovuto comminargli il secondo giallo per un fallo commesso su un nostro giocatore in uscita palla al piede. Talmente evidente lo scampato pericolo per i rossoblù locali che dalla panchina arriva subito la sostituzione del “reo perdonato”, per evitare di ritrovarsi in parità numerica. Per carità, lungi da me voler giustificare la mancanza di nerbo, ma molto più di personalità da parte dei nostri ma, ciò che mi chiedo e vi chiedo è, a questo punto: cosa c’è di nuovo in tutto ciò? La risposta è facile: praticamente nulla! Pertanto, dopo aver più volte sottolineato, in passato, la mancanza di un regista difensivo, la stagione anonimamente negativa dei vari Carloto o Menicozzo, con Muwana alquanto discontinuo e con un Ciarcià adattato in quel ruolo che diventa il migliore (se non l’unico) nel reparto cosiddetto nevralgico; dopo aver constatato che gli under più “inseguiti” durante il mercato, alla fine sono quelli che hanno inciso di meno (per diversi motivi) durante il campionato; se pensiamo che i 18 gol di Molinari e quelli di Balistreri hanno “mascherato” l’assenza dal tabellino di un Clemente decisivo solo ad inizio stagione; dopo aver citato Dr. Jekill e Mr. Hyde per descrivere le prestazioni altalenanti della nostra squadra; dopo tutto ciò, a cosa servirebbe perdere la bussola a poche giornate dal termine offrendo al già agguerrito e tecnicamente (ma non solo) ricco avversario, un inatteso vantaggio ambientale? Mi viene in mente la barzelletta in cui il maresciallo dei Carabinieri chiede all’appuntato se la freccia sia funzionante o meno e riceve come risposta: “Ora sì, ora no!!! Ebbene, il Taranto è come quella freccia; si illumina e si spegne con precisa quanto irritante cadenza. La speranza è quella che si possa arrivare all’ultima giornata con “le 4 frecce accese” per sottolineare che siamo fermi in quella posizione (la prima) e da lì non ci smuove nessuno.
Impresa ardua, sia chiaro, soprattutto se pensiamo che domenica non esiste alternativa alla vittoria se si vuole dare un senso ai successivi scontri diretti. Caso contrario la citazione discografica ricadrebbe su Pierangelo Bertoli ed il suo “Pescatore”..perchè solo nel ripescaggio potremmo sperare! …Ma anche in un futuro sempre più partecipato e realistico, che passa anche (se non soprattutto) dalla controproposta che la città (attraverso gli inesauribili ed illuminati Artisti Uniti per Taranto) presenterà/ha presentato proprio in questa serata al costruttore Dario Boldoni in occasione della sua “venuta” a Taranto. Una ”Cittadella dello Sport” intrisa della “Storia di Taranto”; un’altra scossa, un altro input che la città non potrà e non dovrà ignorare se si vuole davvero disegnare, scrivere, cantare o recitare il nostro futuro evitando che altri ci impongano i colori, le parole, le note ed i versi da utilizzare. Tutti allo stadio quindi, ma con spirito positivo per tutti i 90 minuti! Ci siamo ritrovati dalla vetta al terzo posto ma con una vittoria potremmo riaccendere entusiasmi, speranze ed ambizioni. Forza, quindi, togliamoci questo “sassolino” dalla scarpa, sperando che tutto vada liscio come l’olio (Sasso…ovviamente). E se non dovessero arrivare i 3 punti?…Saremmo sempre qui, ma soprattutto sempre lì, al tuo fianco…SOLO PER LA MAGLIA (e sempre per i 3 punti)
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