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Ritenta…sarai più fortunato! | Sempre per i 3 punti!

di Marcello Fumarola

Eh si, ormai è un dato certo e consolidato: questo Taranto ci fa sempre tornare indietro negli anni e, fermandosi su un impronosticabile (forse) 0 a 0 contro il modesto San Severo, ci riporta a quando scartavamo le nostre chewing gum “rosa colorante” e sulla carta leggevamo sempre “Ritenta…sarai più fortunato”.

Appunto…ritenta…perché questo Taranto “double face” che a volte incanta e subito dopo…”si incanta” domenica sembra quasi…non averci provato. Così quello scialbo pareggio ottenuto (?) in quel di Lucera in una partita giocata tra le “mura domestiche” degli abitanti delle palazzine circostanti, oltre a farci venire…L’ul…cera, ha probabilmente rappresentato una nuova svolta di questo nostro campionato e, guarda caso, nuovamente in occasione del match contro i “sanseverini”. Se all’andata però a farne le spese fu l’accoppiata De Solda/Maiuri, stavolta tocca a tutta la squadra interrogarsi e porsi la classica domanda: “Cosa voglio fare da grande?”Oppure meglio: “Riuscirò mai a diventare grande”? Si perché sinora questa squadra di grande ha avuto solo una sconcertante discontinuità.

Certo, dall’avvento di Papagni il recupero sulle prime posizioni è stato lento ma costante però, sia ben chiaro, trattasi di una sorta di “specchio per le allodole” perché basterebbe verificare i punti realizzati dalle prime in classifica (e non solo) negli altri gironi della Serie D per rendersi conto che se la matematica ci consente di sperare ancora nel primato, è solo perché quest’anno non c’è l’Ischia di turno a farla da padrona ma un Matera che, solo ora, ha preso a viaggiare a ritmi indiavolati e, probabilmente, insostenibili per le altre (…Gufata clamorosa…). E non è certo un caso se qualche rappresentante della società ha già immaginato eventuali scenari futuri e, quasi fosse “Sampei”, ha gettato sul banco l’ipotesi “ripescaggio”. “Sarà quel che sarà” cantava Tiziana Rivale in un non memorabile Sanremo ma, al di là delle depressioni da tifosi pluri-incerottati ed ustionati dal passato quali siamo, che ci portano, alle prime difficoltà, a pensare immediatamente a problematiche parallele o esterne al terreno di gioco (es: “stonne le solde”?…Stonn’è pajene le sciucature?…S’hanne vennute a partite!…e via di seguito), credo che la realtà sia piuttosto delineata e ci mostri da un lato una squadra che, piuttosto che tirar fuori le unghie per auto-difesa durante le conferenze stampa o sui social network, farebbe bene a dimostrare domenicalmente l’unica cosa che dagli spalti è stata sempre chiesta a gran voce, anche sotto il diluvio universale: ovvero l’impegno oltre ogni difficoltà e ostacolo che si presenti…In campo e fuori!!! Dall’altro una società che, nonostante le continue rassicurazioni del duo Nardoni/Petrelli, ha palese necessità di robuste iniezioni di fiducia e di…€nergia per non correre il rischio che quei due (poverelli) diventino presto, loro malgrado, come novelli Tony Curtis e Roger Moore…ovvero ATTENTI A QUEI DUE!

Stando alle voci insistenti che rimbalzano anche da Palazzo di Città l’iniezione potrebbe arrivare in soldoni, o meglio in…Boldoni, il quale verrebbe a Taranto per…”costruire qualcosa di importante”! Si, per lui certamente; per noi…chissà! Staremo a vedere anche se dubbi e perplessità sono davvero tante. Domenica arriva a Taranto la Puteolana e il ricordo viaggia verso quelle sfide in cui i vari Chimenti, Di Giaimo, ma anche D’Ottavio e Paolucci, contendevano ad Orazio Sorbello ed alla sua Campania Puteolana successi e traguardi ben più ambiziosi e prestigiosi. Successo e punti da mettere in carniere per continuare (nonostante tutto) a crederci. Mai dire mai, è chiaro; il mister lo ha sottolineato in settimana: pensiamo solo a noi stessi e a vincere le prossime partite; mister, lo diciamo da tempo …Sempre per i 3 punti!

Meno giustificabile il Papagni pensiero quando afferma che il non aver preso gol domenica rappresenta di per sé un buon segnale di miglioramento rispetto al passato. Mister, io non sono uno “statistico” come la buonanima di Tosatti ma quello contro…era il San Severo, non il San Lorenzo argentino o il San Paolo do Brazil, bensì il non prolificissimo San Severo! Ciò nonostante siamo quasi riusciti, anche in questa circostanza, a complicarci la vita. In conclusione quindi, sembra fondamentale ribadire il concetto: che sia color oro, bianca o quella tradizionale a strisce rossoblù, quella maglia sia onorata e sudata, come recitava uno striscione della Nord di qualche tempo fa. Siamo vicini a doverci giocare l’All-in; qualche carta c’è rimasta ancora ma se continueremo a titubare al momento del rilancio, l’avversario capirà il nostro bluff e, come ogni anno, perderemo l’intera posta. Meditate gente…meditate!

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