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NON APRITE QUELLA PORTA | Sempre per i 3 punti

di Marcello Fumarola

Da Alfred Hitchcock a Stephen King, nessun regista o sceneggiatore del genere thriller avrebbe potuto ideare una trama, in questo ultimo scorcio di campionato, così ricca di suspence e in grado di lasciare gli spettatori con il fiato sospeso in attesa di scoprire l’emozionante quanto (per tutti tranne che per una) triste, se non “pauroso” finale.

Il Taranto è tra gli attori di questo film e da domenica scorsa ha conquistato il ruolo di co-protagonista a braccetto con il Matera. Anche gli altri attori, però, (Marcianise, Monopoli, Francavilla, senza dimenticare la Turris) hanno dimostrato di conoscere molto bene “la parte” e di essere pronti ad assurgere loro stessi al ruolo di protagonisti se le attuali “star” dovessero sbagliare qualcosina nella “recitazione”. In tal senso, i nostri giocatori saranno chiamati a continui esami; per farci capire anche dai più giovani che sarà, quasi ogni domenica, una Sfida tipo… “Amici di Maria De Filippi”; scontri diretti contro le altre contendenti (ad eccezione della Turris) che rappresentano, a mio avviso, il miglior viatico per poter dimostrare di meritare davvero, fino alla fine, quella prima ambitissima piazza.

Non più e non solo Taranto-Matera quindi ma un poker di partite (senza assolutamente trascurare le insidie del match contro il Gelbison) che ci sveleranno il volto dell’assassino (ovvero della squadra che “ammazzerà” il campionato) e delle sue vittime. Insomma, dopo il Mariano Keller speriamo che l’esito finale ci regali un…Taranto killer!!! Neanche a dirlo anche domenica scorsa contro il Gladiator i “Papagni boys” di fronte alla visione della pubblicità “ti piace vincere facile”, hanno immediatamente cambiato canale. Una di quelle partite in cui, così si dice, diventa fondamentale sbloccarla subito. Il Taranto ci era riuscito ma, dopo il gancio destro di Miale che ha fatto piegare le ginocchia dell’avversario, anziché doppiare il colpo con un diretto o un “uppercut”, i nostri hanno iniziato a girare intorno al ring sino a quando sono stati raggiunti da un colpo largo del contendente che ha approfittato dello sbandamento dei rossoblù per tentare addirittura il colpo del clamoroso Ko. Fortuna che “la prima ripresa” volgeva al termine ed i nostri hanno avuto tempo per riorganizzare le idee e recuperare le forze per riprendere il match con piglio diverso e vincere ai punti e con verdetto unanime.

Lasciando il ring e tornando sul rettangolo verde, intelligente e “psicologicamente azzeccata” la scelta di mister Papagni di tenere inizialmente in panchina Hernan Molinari. In primis per consentire a Clemente di dare un seguito ai buoni propositi annunciati in settimana (tentativo non riuscito solo a causa delle prodezze del portiere ospite, ma prestazione positiva del puntero palermitano); in secondo luogo proprio perché l’aver “spolettato” il bomber argentino ad una mezz’oretta dal termine, ha consentito a quest’ultimo di sparare due bombe letali per l’avversario; e poco conta se la seconda, quella del 3-1, sia stata palesemente una…”bomba a mano” di quelle non consentite sui campi di gioco. In queste ultime decisive (sperando che il mister non ci legga…) partite dovremo essere in grado di creare un corpo unico, dovremo “pensare positivo” cercando di minimizzare i nostri difetti; perché se è vero che tanti gol sono stati subiti per ingenuità, disattenzione e scarsa concentrazione sulle palle da fermo è altrettanto vero che anche molti dei gol realizzati nascono da schemi ed efficaci movimenti studiati in allenamento proprio sui calci piazzati. E’ per questo che, tornando al thriller, verrebbe da suggerire ai nostri: “NON APRITE QUELLA PORTA” che un gol, prima o poi, con quei “cecchini” lì davanti…lo facciamo.

Non dimentichiamo infatti che oltre all’ormai imprescindibile Balistreri, al quanto mai prolifico Molinari e ad un Clemente comunque sempre potenzialmente in grado di tirare fuori il classico coniglio dal cilindro, in panca c’è a disposizione anche D’Angelo, un ragazzo che ha già dimostrato di poter risultare arma molto importante per scardinare le difesa avversarie. E chissà se l’avvicinarsi delle festività pasquali non ci porti la sorpresa di un ritrovato Carloto, che possa giocare almeno le ultime gare sui livelli di quel giocatore protagonista di ottimi campionati in Lega Pro e che a Taranto, purtroppo, non abbiamo avuto il piacere di ammirare. Sarò sincero: domenica scorsa, guardando il Taranto schierato a 3 a centrocampo…ho fortemente pensato al brasiliano che invece, sin quando ha giocato, ha dovuto fare il mediano in un centrocampo a 4.

Prima della conclusione, rimanendo nella zona cosiddetta nevralgica del campo, un pensiero va al presente ed al passato del centrocampo rossoblù. Il presente parla di un Ciarcià che, domenica dopo domenica, appare sempre più “uno di noi”; a dimostrazione che “la gente di Taranto” sa apprezzare, a prescindere dai risultati e dalle prestazioni, la grinta, la determinazione, il correre sino al novantesimo, la voglia di lottare su ogni pallone che il buon Giampaolo sta mettendo al servizio della squadra. Il passato ci porta a salutare con gioia il superamento da parte dell’ex Carlo Vicedomini di un brutto momento di paura, culminato con un’operazione chirurgica per fortuna perfettamente riuscita e che ha quindi consentito di tirare un bel sospiro di sollievo al giocatore e a tutti coloro che gli sono stati vicino in questi difficili momenti. Tra questi, come affettuosamente attestato dalla stessa moglie del nostro “ex faro”, tanti tifosi rossoblù a dimostrazione che, nonostante alcune incomprensioni, dialettiche e non solo, della scorsa estate, gli amici si vedono nel momento del bisogno e la tifoseria rossoblù, in queste occasioni, sa essere impareggiabile. Da un punto di vista meramente tecnico, invece, pensare ad un centrocampo con Vicedomini affiancato a Ciarcià, non può che aumentare i rimpianti per quanto accaduto durante il calcio mercato estivo; ma questo non è tempo di rimpianti; quelli speriamo di lasciarli agli altri a fine campionato. Noi, domenica prossima come le successive, avremo un unico obiettivo: correre e lottare per 95 minuti…SEMPRE PER I 3 PUNTI.

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