Giunto ad un quinto del suo cammino in campionato, il Taranto che a Monopoli evita in extremis “la crisi del..la settima giornata” ci conduce in Città Vecchia, più precisamente nella storica e anch’essa abbisognevole di qualche piccolo ma indispensabile intervento di restauro,…VIA DI MEZZO.
Ma ci riporta anche ai tempi della nostra infanzia, quando si giocava a “Sacco pieno e sacco vuoto” (ora lo chiamerebbero “squat”, ma è la stessa cosa) e c’era anche l’opzione “mezzo pieno o mezzo vuoto”.
Se vogliamo rendere la discussione più…“fluida” potremmo invece parlare di “bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto”…A voi la scelta.
Sta di fatto che, come andremo ad analizzare, la vera identità di questa squadra spesso appare, ma cerca ancora conferme, certezze, continuità.
Dai singoli al collettivo, assistiamo infatti ad una sorta di riproposizione del famoso “Dr Jekyll e Mr. Hide”.
A partire da Mirarco che, come già accaduto contro la Scafatese, un attimo prima ti salva il risultato e subito dopo, forse per difetto di concentrazione, si esibisce in interventi poco accorti e pericolosi (i cocci di…Murano sono ancora sparsi sul terreno di gioco); proseguendo con Pambianchi che prima rischia di farci affondare, con uno sciagurato disimpegno, nella Laguna…“Veneziani” e poi rifila una sfogliatella (quasi due) all’inesperto portierino avversario, riaccedendo le speranze di un recupero completato “last minute” grazie alla splendida intesa Mignogna-Gabrielloni.
Passando alla squadra potremmo dire che la difesa, nell’ultima uscita, ci ha purtroppo fatto rivivere gli incubi della scorsa stagione, quando anche la palle “alte e piombe” si tramutavano in gol; ma esaminando i numeri ci renderemmo conto che 5 gol subiti in 7 partite restano uno score invidiabile e possibilmente da confermare. Inoltre quel Porcino sulla fascia sinistra ha già dimostrato di poter essere una freccia (offensiva) in più, nella faretra rossoblu.
Il centrocampo, al quale Mignogna domenica ha saputo dare quella genialità ed imprevedibilità che manca, per caratteristiche, agli altri giocatori di reparto, può comunque “vantare” due assist decisivi rispettivamente da parte di Conti (gol di Genchi alla Cavese) e di Marsili (sempre per Genchi nel derby a Brindisi). Se poi gli stessi Conti, Marsili ed Oretti hanno nelle loro corde, la sola canzone di Ligabue “Una vita da mediano”, non possiamo certo fargliene una colpa. Da valutare, al contrario, l’opportunità di riportare al centro un Ciarcià che invece, trovandosi ad affrontare sulla fascia ragazzini magari inesperti ma sempre velocissimi ed intraprendenti, spesso rivolge lo sguardo alla panchina intonando con l’ultima risorsa di fiato a disposizione, “Non ho l’età”.
In attacco Genchi, domenica impreciso all’inizio ma anche molto sfortunato sulla traversa colpita, ha già conquistato la platea ed i quattro gol realizzati (tutti di pregevole fattura) sono un bottino più che soddisfacente. E’ un po’ solo? Forse si, ma se si tiene conto del minutaggio dei vari Mignogna (due gol e due assist) Gaeta (1 gol, decisivo) e Gabrielloni (1 gol, fondamentale) si nota che “il reparto” attende solo il miglior Pià per girare al meglio, pur confermando l’assenza di un “pivot” che sappia meglio sfruttare i cross che arrivano, con una certa puntualità, in piena area di rigore.
Inoltre la mancanza di under (soprattutto classe ‘96) impiegabili sugli esterni in difesa, fa stare Favo sul…“Carbone ardente“ visto che, in assenza del virgulto locale, le uniche alternative sono Russo (impiegato domenica) e Tarallo (sino ad oggi non riuscito esattamente…con il buco).
Il rimedio per i “mal di testa“ del mister poteva essere, già questa estate, più che una Voltaren, un…Voltasio, centrocampista classe 96 (appunto) protagonista in Lega Pro con la Vigor Lamezia ed autore di un gol decisivo nel derby contro il Catanzaro. Il ragazzo era tra quelli trattati da Montervino e, considerato che di nome fa Pietro, a chi se non a lui si potevano affidare…le chiavi del centrocampo?
Peccato, occasione sfuggita; non resta che sperare in qualche piacevole “strenna natalizia“. Nel frattempo, però, la società si coccola i “suoi“ ragazzi, assistendo al gran completo alle partite disputate dalle nostre rappresentative giovanili.
Meglio a bordo campo con questi ragazzi che nella Tribuna politica…chiedo scusa…Centrale a…millantare credito.
Il segnale è, a mio modesto avviso, forte ed importante in chiave di futura programmazione ma non voglio esprimermi troppo positivamente in tal senso, per non turbare quella parte di Taranto che si è rifugiata in un “silenzio assordante“ rotto solo per argomentazioni forti ed imprescindibili riguardanti, ad esempio “la colorazione della terza maglia”…
D’altronde se all’interno dello Iacovone si gioca la Serie D nel tentativo di vincerla, la città vive la sua Serie D con un inspiegabile volontà di…rimanerci ancora per molto!
Preso atto della pesante squalifica di 4 giornate subite da Marino e preso atto (vista l’appartenenza “religiosa” del nostro giocatore) che dopo la maradoniana “mano de Dios” ora esiste anche il mariniano “pugne de Criste”, proiettandoci verso il prossimo impegno casalingo ancora imbattuti ma reduci da ben quattro pareggi consecutivi, permettetemi di concludere con un piccolo, spero decisivo, atto scaramantico…Forza Vecchio Cuore Rossoblù, quindi…SEMPRE PER… IL PAREGGIO (…Vediamo che succede!!!…)
di Marcello Fumarola

