Troppo recente la data sul francobollo della missiva inviata ai tifosi dal presidente Campitiello per esimerci dal parlarne ancora, sia pur brevemente, in questo nostro appuntamento settimanale.
Tanti (troppi) si sono espressi in merito al significato dello “scritto presidenziale”; a volte (troppe) strumentalizzando, altre volte ancora (inaccettabili) addirittura offendendo nella ossessiva ricerca di un attimo di notorietà, sintomo di una mediocrità che caratterizza da tempo la nostra città precipitata in Serie D nel calcio come nel “sociale” e che, a quanto pare, anche in campo giornalistico (?), (fatte salve, per fortuna, alcune preziose eccezioni) esprime un preoccupante livello dilettantistico.
In quest’ottica e non solo, quindi, l’ormai famosa “lettera d’intenti e di richiami” a firma Domenico Campitiello si è rivelata, a mio modesto avviso, un inutile assist agli “instancabili detrattori”
Sai “Mimmo mio” (cit), i 2500 presenti domenica scorsa sugli spalti non hanno bisogno di stimoli, di inviti o di (presunte) velate minacce. Quei cuori rossoblù sono l’attuale “zoccolo duro”, impermeabile ad ogni delusione, ad ogni risultato negativo, ad ogni “progetto millantato e poi miseramente fallito”, come tu stesso hai sottolineato.
Un’altra fetta di cuori rossoblù (che il fragore e il dolore di quegli schiaffi ancora non riesce a dimenticarlo), ha invece riposto la sciarpa in un cassetto semichiuso, pronto a riaprirlo (ci puoi contare) alla prima serie di risultati positivi.
Altri ancora hanno cancellato lo stadio Iacovone tra gli itinerari preferiti del Tom Tom, in attesa che il Taranto, come sovente invoca la Curva, ci porti via da questa categoria (atteggiamento che ritengo non condivisibile ma neanche troppo da biasimare).
Ecco perché tocca ripetere che quelle parole sarebbero state meglio indirizzate alla Taranto imprenditoriale (che non ne “imprende” una) ed industriale (ma poco “industriosa”) che sta tristemente dimostrando di preferire, ai colori rossoblù, il giallo dell’invidia se non addirittura il nero-verde del Sassuolo.
Per fortuna la lettera più bella l’ha scritta la squadra, battendo il Pomigliano, sul terreno di gioco; la firma (doppia per maggior chiarezza) è stata quella di Peppe Genchi, sempre ben coadiuvato da un Mignogna versione assist-man che, nel secondo tempo, ha anche sfiorato un gol da “cineteca”; strano come più di qualcuno lo vedrebbe ancora quale “attore non protagonista” nel film di questo campionato.
E il Taranto che riesce a sfatare la sindrome da pareggio casalingo, assume ancor più un prelibato aspetto “culinario”.
Dopo i Pambianchi, il Tarallo ed il sempre più pregiato Porcino, infatti, ecco spuntare Russo che, come si dice dalle nostre parti, “fa ad insalata” ogni avversario che si pone sul suo cammino, deliziando il pubblico con dribbling, serpentine ed assist. Russo…davvero una “Superpotenza”!.
Il mister, nel dopo partita, ha nuovamente espresso perplessità sul clima di scarsa fiducia che avverte intorno alla squadra; anche a Lei, mister, vorremmo ricordare i nostri “travagli”, facendo altresì notare che, giusto una decina di giorni fa, nella precedente uscita in quel di Monopoli, alla fine del primo tempo eravamo finiti non negli spogliatori ma…”in prigione”, dalla quale siamo usciti con la “condizionale” proprio quando il serbatoio della benzina iniziava a segnare “rosso” (vds Gabrielloni).
Il suo lavoro, sin dai primi allenamenti a Serino, è stato meticoloso, giustamente pretenzioso verso gli uomini di maggior esperienza e qualità e molto “selettivo” nei confronti degli under da confermare.
La strada sembra essere quella giusta e se forse ora ha la sensazione di percorrerla da solo, serietà, ancora tanto lavoro e (inevitabilmente) una posizione di classifica migliore, indurranno gli attuali “assenti più o meno giustificati” a scendere di casa ed unirsi a lei.
In corteo, quella strada potrebbe portarci (e di corsa) verso qualsiasi obiettivo.
Concludendo così come avevamo esordito, si potrebbe infine pensare di scrivere una bella lettera a Babbo Natale, affinchè ci porti qualche bel regalo…”UNDER”… the tree. Insomma scrivere una nuova storia, con inchiostro rossoblù, è possibile, nonostante scetticismi e penne selvagge.
Io, Tarantino orgoglioso di esserlo, voglio rendere omaggio musicale al Presidente ed alle sue origini campane, dandogli appuntamento virtuale alla prossima “lettera da capolista”.
Pertanto, Presidè, come cantava il tuo conterraneo Nino Buonocore: “Scrivimi…quando il cielo sembrerà più limpido”…
Verso “Gallipoli”…Sempre per i 3 punti!
di Marcello Fumarola
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