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Fino all’ultimo respiro!!! | Sempre per i 3 punti

di Marcello Fumarola

Non era difficile prevederlo (e già lo avevamo previsto qualche tempo fa) che sarebbe stato un finale di campionato di quelli che si decidono per un episodio, per un dettaglio, a volte solo per un colpo di fortuna. Certo, ora il gruppone delle contendenti si è leggermente scremato, lasciandosi alle spalle una dietro l’altra squadre di assoluto valore come il Brindisi, il Francavilla in Sinni (la cui resa casalinga contro la Turris di domenica scorsa rappresenta la nota stonata di un eccezionale campionato) e lo stesso Monopoli che, nonostante le premesse della vigilia e l’entusiasmo della piazza, domenica si è dovuto arrendere ad un Taranto certamente anche fortunato ma molto convincente e in tranquillo e autorevole controllo del match per almeno 75 minuti.

I biancoverdi volevano far volare alto il loro “gabbiano” senza sapere che dalle nostre parti “il gabbiano” è una…spiaggia (per loro l’ultima) sulla quale si sono arenati i loro sogni di promozione. Tempo fa, facendo riferimento alla situazione societaria, citavamo quella bella canzone di Gino Paoli, “Eravamo 4 amici al bar”, che torna prepotentemente nella Top Ten per descrivere l’attuale lotta al vertice: Taranto, Marcianise, Matera e…Turris, sono infatti sedute al tavolo di gioco, pronte a giocarsi al meglio le proprie carte; al “Flop” il Taranto si presenta con “un punto” migliore ma c’è da stare con gli occhi ben aperti perché sia al “Turn”, ma soprattutto al “River”, le carte in tavola potrebbero ribaltare la classifica e farci perdere la palma di chipleader.

E’ chiaro quindi che domenica prossima sul “tavolo verde” dello Iacovone bisognerà azzeccare la puntata stando attenti ai bluff di un Francavilla che, guardando i risultati delle ultime domeniche e la posizione in classifica, sembrerebbe voler giocare ormai a carte scoperte ma che (prestazione in quel di Matera docet) ha sempre ben nascosto il suo asso nella manica. Tra l’altro, dopo la sosta forzata coincidente con la Settimana Santa (sperando, senza essere blasfemi, che lo sia davvero anche per i nostri colori), si dovrà far visita ad un Marcianise che sul proprio terreno non l’ha perdonata proprio a nessuno e, a quanto pare, non l’avrebbe perdonata neanche alla Gelbison che domenica scorsa ha tirato giù dalla vetta proprio i casertani i quali però, evidentemente indispettiti, hanno presentato ricorso avverso al risultato acquisito sul campo, a seguito di presunte irregolarità nel tesseramento di un giocatore della compagine di mister Erra. Segno inequivocabile anche questo delle astute trappole che dovremo aspettarci da quelle parti ma, più in generale, durante tutto il finale di torneo che ne vedrà sorridere solo una, con tutte le altre a leccarsi le ferite.

Sarà battaglia a 360 gradi ed i colpi bassi…si sprecheranno. In tutto questo contesto, soprattutto dopo i risultati dell’ultimo turno, ecco affacciarsi quale contendente più temibile proprio la “dimenticata” Turris. Non so se qualcuno di voi ricorda la corsa del compianto Pietro Mennea, che gli valse l’oro sui 200 metri alle Olimpiadi di Mosca 1980 (spero la memoria non mi inganni). Il Barlettano, relegato nella corsia più scomoda (ovvero la 8) ma anche meno controllabile dagli avversari, sul rettilineo finale iniziò un lento ma inesorabile recupero e, proprio sul traguardo, beffò l’avversario che quasi non si accorse del suo poderoso sopraggiungere. Noi gli occhi sulla Turris li abbiamo già messi ma se i corallini dovessero sfruttare il vantaggio di non doversi fermare a Nardò per il pit stop, la beffa potrebbe concretizzarsi ugualmente.

L’entusiasmo scatenatosi in città dopo le belle vittorie contro il Matera ed a Monopoli, manifestatosi già da domenica sera in quella splendida cornice di uno Iacovone notturno nel quale i ragazzi di Papagni sono stati accolti dal festante ed orgoglioso popolo rossoblù, è sicuramente un aspetto positivo ma, non è mai superfluo ripeterlo, la mentalità e l’approccio devono essere gli stessi che ci hanno consentito, in campo e fuori, di vincere la battaglia contro il Matera. Non esistono partite già vinte, soprattutto per questa squadra che (è giusto farlo notare) anche a Monopoli, disputando una partita di assoluto valore, ha rischiato in un paio di circostanze di ritrovarsi sotto nel punteggio e, negli ultimi minuti, ha fortissimamente rischiato di sciupare tutto. Tante le indicazioni positive giunte dal Veneziani; su tutte, a mio avviso, le prestazioni autoritarie dei tre under Viscuso, Picascia e Caruso. Lo stesso Masserano sta dimostrando crescente padronanza anche se, lo diciamo con affetto, in alcune circostanze emergono lacune di natura tecnica e di posizionamento tra i pali senz’altro figlie della giovane età ma che potrebbero rivelarsi (tornando al discorso iniziale) dettagli decisivi in chiave vittoria finale. Altro aspetto fondamentale (ma personalmente non nutrivo dubbi in tal senso) è stata la prestazione ed il contributo fornito da coloro che si sono trovati a sostituire Molinari e Ciarcià (oltre a Clemente comunque non sempre titolare).

La squadra è l’ambiente si ritrovano uniti proprio in prossimità del traguardo e la cosa più significativa è che non sono stati i risultati a compattarci, ma il desiderio di ottenerli (vedasi la settimana che ha portato alla sfida con il Matera). Certo, parlare ora di quanto sia importante la continuità, anche nel caso di mancata vittoria del campionato, significherebbe attirarsi ire e bestemmie da ogni parte ma, per coerenza, credo sia giusto ribadire un concetto che troppo spesso viene ripetuto a memoria ma senza la giusta consapevolezza e condivisione: IL TARANTO SI AMA… OLTRE OGNI CATEGORIA. E ora, avanti il prossimo!…PER ALTRE 3 PARTITE…SEMPRE PER I 3 PUNTI.


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