di Marcello Fumarola
Il derby fuori porta…porta i 3 punti sperati. Sofferenze antiche, problemi perduranti, riscatti ancora una volta mancati ma, per fortuna, anche la conferma di un Ciarcià sempre più anima ed immagine di una squadra che, nonostante le difficoltà, non molla la presa e quella di un Balistreri che lavora per la squadra, lotta su ogni pallone senza perdere lucidità e opportunismo sotto porta e realizza gol con puntualità superiore a quella con cui la Rai ti ricorda di pagare il canone alleviando, per i sopraffini palati rossoblù, l’ultimo periodo di…astinenza da Molinari. Un’altra lieta conferma è quella della teoria dell’ “oggi a me, domani a te”, grazie alla quale il Marcianise subisce 3 gol in 90 minuti da un San Severo che in tutto il campionato ne avrà segnati giusto qualcuno in più, mentre la marcia trionfale della capolista si ferma sul monte Gelbison nonostante il vantaggio conseguito dal “dischetto” (diciamocelo, sta diventando un’abitudine molto piacevole da quelle parti) e si fa raggiungere dai meno ambiziosi ma tignosi e competitivi corregionali, ritornando a distanza di “insicurezza” dagli inseguitori di rossoblù colorati. Tre punti che danno nuove energie e fervore ad una società, o meglio alla coppia che forse non scoppia più e soprattutto vigore alle voci sull’ interessamento da parte di diversi imprenditori intenzionati ad affiancare gli attuali timonieri alla conduzione di una scialuppa che vuol diventare, chissà quando e chissà come, una nave da crociera. Ma se prima eravamo in 12 (e tarantini) a cantare “voglio il Taranto”, adesso è solo uno (campano) a cantare “voglio il Taranto”; e anche se il suo nome (Cerruti) farebbe pensare al contrario, a modesto parere personale la…”puzza di bruciato” si sente già in lontananza. L’esperienza insegna infatti di quanto ci sia da diffidare di colui o coloro che promettono e progettano ben prima di “versare il soldo”, unico linguaggio utile e produttivo in tema di “alligalli”..pardon…di gestioni societarie. Ad ogni buon conto, se son rose fioriranno! Tanto alle spine ci abbiamo fatto abbondantemente il callo. Il dato confortante è, ad oggi, di natura meramente matematica e lapalissiana: mentre scrivo e sino a domenica prossima i rossoblù avranno un’innegabile certezza: vincendo le prossime 7 partite la Lega Pro diventerebbe infatti inevitabile (e splendida) realtà, mentre gli altri dovrebbero attrezzarsi di canna, amo e succulenta esca per poter sperare nel “ripescaggio”. Si, certo, contro il Matera necessita vincere con un punteggio migliore di quello impostoci all’andata dai “sassaioli”, ovvero il 2-1. Servirebbe quindi un 1-0 o ancora meglio una vittoria con due gol di scarto ma…Ora sta suonando la sveglia e tocca destarsi e riprendere a parlare (più o meno) seriamente. La realtà ci dice infatti che la squadra non si esprime adeguatamente ormai da oltre un mese; Papagni ha ragione da vendere nello sciorinare i suoi numeri: gol fatti e punti realizzati sono dati alquanto gratificanti, come negarlo; ma, come detto più volte questo è, per tutte le contendenti ancora in corsa, il campionato delle occasioni perse! Per noi si chiamano San Severo (tra andata e ritorno), Metapontino e Manfredonia (oltre al black-out di Torre del Greco) per le altre si identificheranno in altri punti persi qua e là; di sicuro se ci fosse stata una squadra più continua e quadrata (Matera e Taranto erano le più papabili) a quest’ora quella del ripescaggio non sarebbe una “ipotesi di ripiego” ma l’unica strada percorribile per raggiungere la Prima Divisione. Non si riesce a capire se per una questione atletica o per fisiologiche difficoltà “strutturali” e caratteriali, nelle ultime uscite la squadra appare in affanno e difficoltà nel reggere i ritmi imposti dagli avversari ed incapace di imporre il proprio gioco con trame veloci ed incisive. Le potenzialità, lo abbiamo sempre detto, sono enormi. Anche i giocatori con la miccia bagnata, da troppo tempo più prolifici davanti ai taccuini ed ai microfoni che non in area di rigore, quelli che mesi fa chiedevano garanzie ed ora chiedono fiducia, quelli che ad inizio stagione ci deliziavano con splendide parabole su calcio da fermo mentre ora si dilettano nel racconto della parabola del figliol prodigo, si…proprio quelli a cui state pensando anche voi, c’è da sperare che si sblocchino e ci regalino emozioni ed un finale di campionato indimenticabile. Se così fosse, ogni giudizio sarebbe senza alcun dubbio più…Clemente. Domenica arriva a Taranto il Gladiator che dopo il “set” mal giocato a Matera ha disputato un’ottima partita contro il Monopoli cedendo solo nel finale. Per gli innamorati delle imprese epiche e del calcio genuino e generoso, come noi siamo, la partita di andata in quel di Santa Maria Capua a Vetere, affrontata in condizioni di estrema emergenza e vinta con grande spirito di adattamento e stringendo i denti, rappresenta tuttora la pagina più bella di questo Taranto e del suo campionato, forse anche più delle vittorie magari più prestigiose ottenute contro Marcianise, Monopoli, Brindisi e Bisceglie. A distanza di un intero girone ritrovare quell’applicazione, quella grinta, quella forte determinazione nel raggiungere il risultato risulterebbe medicina dall’effetto benefico assicurato. I prezzi più bassi potrebbero convogliare qualche anima in più sugli spalti dello Iacovone rispetto all’ultimo appuntamento casalingo contro la Puteolana ma…Conta poco! Il sostegno (quello scritto minuscolo ma…non solo), non mancherà mai. Lo diciamo dai “primi passi”….Ora, come sopra scritto…è solo una questione matematica: SEMPRE PER I TRE PUNTI…E IL SOGNO SI AVVERERA’!

