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QUEI PROGETTI SULLO IACOVONE

Il campionato è tutt’altro che concluso e sullo sfondo si registra un’attività senza precedenti di alcuni esponenti della nostra amministrazione comunale. E’ un fiorire di idee, progetti, promesse sul rilancio dell’impiantistica sportiva a Taranto con tanto di gita a Roma e visita alla Figc. Addirittura si torna a parlare di Cittadella dello Sport, quel progetto tanto caro a Luigi Blasi, poi naufragato un po’ per l’inconsistenza progettuale dell’ex presidente manduriano un po’ per i mille paletti che la stessa amministrazione comunale aveva posto. In tutto questo del Taranto, quello che scende in campo e che indossa i colori della città, non si parla mai. Come se la riqualificazione dello Iacovone non riguardasse la squadra di calcio. Come se si potesse concepire che il fortunato vincitore dell’appalto per i lavori allo stadio non debba assumersi anche l’onere/onore di investire nella prima squadra cittadina.

D’altronde l’amministrazione comunale non è nuova a certe contraddizioni. Se da un lato all’assessore Scasciamacchia va riconosciuto il merito di aver smosso quell’inerzia in cui l’amministrazione versava da anni, dall’altro non si può non sottolineare come modi e tempi di questa ritrovata progettualità siano totalmente distonici rispetto a tutto il resto. Il tutto condito dalla presenza, non meglio spiegata, di Dario Boldoni che offrirebbe gratuitamente una consulenza in quanto esperto di impiantistica sportiva.

Se son rose fioriranno, sperando che non portino troppe spine. Non si può dire che finora le due amministrazioni comunali targate Stefàno abbiano fatto le fortune del calcio nostrano. C’è stata la guerra indiscriminata a Blasi perché non pagava puntualmente i canoni di affitto dello stadio. C’è stata la scelta, che non poteva rivelarsi peggiore, del successore Enzo D’Addario per il quale sui canoni si sono chiusi entrambi gli occhi. C’è stata l’incapacità di trovare le risorse a metà campionato per evitare nuove penalizzazioni e volare in B con Dionigi così come la mancanza di volontà nel trovare un imprenditore che fosse disposto a ripartire dalla Serie D, compito lasciato totalmente nelle mani della Fondazione Taras. E da cittadino non posso non continuare a chiedermi se la famosa fideiussione di D’Addario a garanzia dei canoni dello stadio per tre anni sia stata mai escussa.

Nel frattempo chi non era allo stadio domenica ha avuto torto come sempre. E non perché il Taranto ha vinto, ma perché il Taranto lo si segue anche quando le cose non vanno come vorremmo. I tifosi fanno questo. E un pareggio scialbo come quello con il San Severo diventa un motivo in più per essere allo stadio la domenica successiva. Se così non fosse, il Taranto si sarebbe estinto nel 1993. Invece è sopravvissuto e ha potuto vivere momenti di grande emozione. Momenti a cui tutti hanno voluto partecipare ma che pochi avevano realmente meritato. Momenti che ti spettano soltanto se vai allo stadio anche in un pomeriggio anonimo di febbraio in una gara noiosa e spigolosa con una Puteolana qualsiasi e dopo uno 0-0 deludente in trasferta e con il Matera avanti di cinque punti.

Al campionato restiamo aggrappati malgrado il Matera continui a vincere. Domenica ne ha fatti sei a un Gladiator che in settimana pensava di non riuscire a scendere in campo, cosa che avrebbe allungato di una gara le cinque squalifiche materane. Tutto poi è rientrato grazie – nientepopodimenoche – all’intervento del sindaco di Santa Maria Capua Vetere in persona. Ora non ci resta che sperare che non cambino allenatore proprio alla vigilia della sfida con noi. San Severo docet.

Gianluca_semeraro

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Gianluca Semeraro alias Kuldelski.