Flora mastica “riso amaro”, mentre Columella già festeggia la promozione a dieci giornate dal termine. Sono i due volti, di segno opposto, dei presidenti più spocchiosi e arroganti del girone H della Serie D nel weekend che ha visto il Taranto infilare il “quadriplete”, tutto di misura, partendo con la Juniores sabato, proseguendo domenica con prima squadra e Allievi e chiudendo nel posticipo del lunedì con i Giovanissimi. E dire che Flora era venuto a Taranto sentendosi la vittoria già in tasca. Ha dovuto fare i conti con i limiti della sua squadra che sono più numerosi dei nostri. E quando Hernan Molinari segna uno dei suoi gol rossoblù più belli, che fa concorrenza a quello di Foggia dello scorso anno e alla rovesciata di San Giorgio a Cremano, non ce n’è per nessuno.
Columella, dal canto suo, dovrebbe leggere la classifica e accorgersi che tra noi e il Matera fa la differenza soltanto lo scontro diretto perso in Lucania. Se poi va a leggersi anche il calendario, scoprirà che il Matera deve ancora venire allo Iacovone. E per quanto i materani sembrano aver ingranato la quinta, domenica vanno a far visita ad altri biancazzurri che viaggiano con il vento in poppa. Il Grottaglie di mister Pettinicchio non si ferma più. Mica vorrà fermarsi proprio domenica! E siccome a Lucera probabilmente non ci faranno andare perché l’impianto non è idoneo per gli ospiti, sono sicuro che a Grottaglie ci saranno diversi tarantini a incitare la squadra delle ceramiche trascinandola alla vittoria. In fondo un passo falso del Matera ci servirebbe come il pane.
Quello col Brindisi poteva essere un derby perfetto, invece è stato un derby a metà. Mancavano i tifosi ospiti senza che, peraltro, vi fossero ragioni tangibili per impedirne la presenza allo Iacovone. Le autorità si ostinano a mettere in pratica le assurde misure di sicurezza di cui è ormai chiaro il palese fallimento. Con un danno anche economico per quelle società che puntano proprio su partite di cartello, come poteva essere Taranto-Brindisi, per fare cassa. Per il Taranto l’assenza dei brindisini ha significato qualche migliaio di euro in meno di incasso. Mica poco in una categoria che ha pochissime altre fonti di ricavo.
Molinari è stato protagonista stavolta anche fuori dal campo. In conferenza stampa ha stigmatizzato senza mezzi termini le critiche, a suo dire eccessive e ingenerose, rivolte dalla tifoseria a Fabio Prosperi dopo l’erroraccio di Torre del Greco. Legittimo da parte sua pensarlo. Legittimo da parte nostra non essere d’accordo e arrabbiarci anche un po’, perché i predicozzi proprio non ce li meritiamo. Noi che a Taranto facciamo sentire campioni del mondo anche calciatori di Serie D. Noi che trattiamo i nostri calciatori come se fossero Messi e Cristiano Ronaldo, perché sono i nostri campioni. E non può essere una colpa se poi pretendiamo impegno e concentrazione. Sarebbe stato più onorevole se Prosperi avesse chiesto pubblicamente scusa invece di fare lui l’offeso. Lui conosce come è fatta la città e quanto amore può dare. Lo sa bene perché da nove anni lo abbiamo eletto come nostra bandiera e lo abbiamo chiamato “capitano” anche quando non era il giocatore più titolato. Però quando un “capitano” comincia a sbagliare, le critiche, giustamente, sono il doppio.

