Go to Top

DALLE STELLE ALLE STALLE

Avevamo ottenuto una grande vittoria con la riapertura dello stadio. Finalmente anche per Taranto era stata fatta giustizia o, meglio, era stata sanata un’ingiustizia palese. C’è voluto l’impegno di tutti: dai tifosi che a Vico non hanno fatto esplodere nemmeno una bombetta tenendo un comportamento ancora più esemplare di quello tenuto a Policoro al presidente Nardoni che si è speso in prima persona recandosi a Roma il giorno della sentenza e spiegando in una efficace lettera pubblica le ragioni per cui lo stadio andava riaperto. C’è stato pure un appello delle istituzioni, seppur timido e tardivo, nella persona dell’assessore Scasciamacchia. Insomma, cose che a Taranto non si vedono mai.

Poi la doccia fredda. Accade tutte le volte che ci avviciniamo alla vetta: ci vengono le vertigini e torniamo giù. Sabato è stato un disastro sotto tutti i punti di vista. Sono venuti fuori, uno dietro l’altro, tutti i limiti di una squadra costruita maldestramente in estate e tenuti nascosti dai buoni risultati del campo e dalla furbizia mediatica e, qualche volta, tattica di mister Papagni. Abbiamo toccato con mano l’inconsistenza di alcuni big, quantomeno per stipendio, come Carloto e, spiace dirlo, Clemente. Ci siamo arresi di fronte all’immaturità persistente del portiere Marani, rimasto esattamente come alla prima giornata e cioè sicuro tra i pali e assolutamente confusionario e dannoso nelle uscite. Abbiamo compreso una volta di più l’impalpabilità di una difesa che non riesce a trovare un punto di riferimento con Prosperi ormai degno del pensionamento e Miale che ormai siede stabilmente in panchina (doveroso da parte sua a questo punto un passo indietro). Anche Papagni ha commesso i suoi errori in nome di un turnover che non scontenta nessuno nello spogliatoio ma tiene fuori l’unico attaccante in forma del momento e cioè Balistreri, preferendogli oltre all’evanescente Clemente un velleitario Molinari che non fa niente di meglio che improbabili tiri da lontano. Meno psicopedagogia e più tattica calcistica sarebbero graditi.

I campionati si vincono in queste partite. Puoi battere nettamente la capolista Marcianise altre cento volte, ma se manchi la zampata decisiva non vai da nessuna parte. Eravamo partiti con l’obiettivo di schizzare al primo posto e ci ritroviamo sesti. Possiamo anche raccontarci che il campionato è ancora lungo, ma la verità è che non ci aspetta più. Domenica hanno vinto tutte e non è certamente un passo falso quello della Turris che ha pareggiato in nove in trasferta contro la Gelbison.

In weekend come questi non puoi non interrogarti sul futuro, visto che a quanto pare nemmeno quest’anno avremo la gioia della festa finale. E’ lecito e doveroso cominciare a porsi alcune domande, prima che sia troppo tardi. Una su tutte: questa società ha la forza economica e organizzativa per affrontare un nuovo campionato di serie D con l’obiettivo di vincerlo o per gestire un ripescaggio in serie C qualora ci fosse l’opportunità? La domanda viene posta senza polemica alcuna, anzi in assoluta comunione d’intenti. Più volte ho riconosciuto al presidente Nardoni i meriti della sua avventura tarantina. Proprio per non disperdere quanto di buono ha fatto deve cominciare a pensare alla prossima stagione, pur tenendo alta la concentrazione sugli obiettivi di quella in corso. Giusto per non correre il rischio di restare ancora una volta con il classico pugno di mosche in mano e vivere l’ennesima estate tribolata.

Gianluca_semeraro

About

Gianluca Semeraro alias Kuldelski.