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Erasmo Iacovone vive nel ricordo dei tarantini | Progetto Scuole

CONCORSO “IL NOSTRO TARANTO” – TEMA 4° SETTIMANA

II 6 febbraio non è una data qualsiasi per Taranto: la storia del club cittadino è, infatti, legata indissolubilmente a Erasmo lacovone, venuto a mancare in quel tragico giorno del 1978. Perché, a distanza di tanti anni dalla sua morte, il mito rossoblu è ancora vivo nella memoria di ogni tifoso tarantino?

Come ogni mito, anche quello di Erasmo lacovone è nato soprattutto dopo la sua prematura morte, mentre era ancora in attività. Oltre i dispiaceri personali e privati, a seguito della sua morte il dispiacere è stato grande per quel Taranto e i suoi tifosi che con lui lottavano per entrare nella massima serie italiana. La sua storia nel Taranto cominciò durante la stagione ’76-’77, segnò otto reti, tutte di testa, purtroppo era un giocatore un po’ cicciottello e goffo con la palla al piede e al momento del tiro, ma su elevazione e stacco era imbattibile e degno dei più grandi campioni e questo è rimasto impresso nella memoria dei più longevi tifosi tarantini.

Ricordo ancora quando mio nonno parlava con i suoi coetanei, a distanza di decenni, di come lacovone “volasse” nell’area di rigore e di come, secondo loro, giocatori del suo calibro ormai non ce ne siano più. Nella successiva stagione lacovone attirava a ogni partita sempre più tifosi e curiosi, arrivando quasi sempre a riempire lo stadio e portando l’ormai “suo” Taranto a lottare per la promozione. Non cresceva solo il Taranto e i suoi tifosi, cresceva calcisticamente e fisicamente anche lacovone, che diventava un attaccante sempre più completo: dimagrì, diventò più agile e veloce con la palla al piede, imparò a calciare come i migliori giocatori e a staccare ancora più in alto prima di impattare con il pallone.

Purtroppo la sua storia non ha un lieto fine, lacovone muore a stagione in corso e a soli 25 anni, lasciando sua moglie incinta e l’amaro in bocca a tanti tifosi. Non passa molto tempo e a lui viene intitolato lo stadio nel quale viene fatta costruire una statua in suo onore e una via adiacente ad esso. Il suo ricordo rimane indelebile nei tifosi che rimpiangono un giocatore come lui e ancora si domandano come sarebbe andata con lui alla guida della squadra; non c’è da meravigliarsi se ancora oggi si parla di quel giocatore che fece sognare, sperare e piangere una città intera.

Erasmo lacovone rivive ogni volta che un papà porta allo stadio il suo bambino per la prima volta e gli chiede chi sia l’”uomo della statua” e il padre, forse con un po’ d’orgoglio e forse un po’ di nostalgia, racconterà la storia di quel grande giocatore che lasciò il segno nelle menti e nei cuori dei tifosi e nella storia del club rossoblù.

Gianluca Gira 2-BL “I.I.S.S. Augusto Righi”


Gianluca Gira è lo studente vincitore del concorso letterario “Il nostro Taranto“ per le Scuole secondarie di secondo grado, iniziativa inserita nel progetto “UN FUTURO ROSSOBLU: Scuola e Formazione” che la Fondazione Taras e il Taranto FC 1927 hanno realizzato con le scuole medie e superiori di Taranto e provincia.

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