Squillino le trombe!
Dall’eminente balcone di un noto social network parte l’annuncio a sopresa in stile “Annuntio vobis gaudium magnum” :
“IMPORTANTE CONFERENZA STAMPA DEL COMITATO TARANTO FUTURA PER IL RILANCIO DEL CALCIO E DELLO SPORTI IN GENERE A TARANTO. DIRIGENTI DI CALCIO DEL MASSIMO CAMPIONATO PRONTI AD INVESTIRE ECONOMICAMENTE SULLO SPORT E SUL CALCIO A TARANTO . Taranto futura incaricata a prospettare il progetto. I TIFOSI ROSSOBLU, LA SOCIETA’ DEL TARANTO CALCIO E IL COMUNE DI TARANTO SONO INVITATI.”
Siamo salvi, abbiamo svoltato. Ogni tanto, capita che ci piova tra capo e collo una redenzione inaspettata, il colpo di magia salvifico che risolve i nostri mali. Verrebbe da dire: “A Madonne se l’ha viste!”…finalmente ci siamo, ste rrive u Sceicche!”
Nuovi illustrissimi e santissimi Patron pronti a far piovere milioni sul calcio rossoblu, accorrete figlioli, accorrete tutti. E’ il primo e singolare annuncio di una conferenza stampa conto terzi, ove i diretti interessati, il Comune e soprattutto il Taranto FC 1927 apprendono la notizia di una conferenza stampa che li riguarda da un social network. Già solo questo basterebbe a inquadrare una situazione alquanto grottesca. Ricordiamo tutti come finì la storia del ricorso, questione che pare sia ancora in piedi fino all’ultima corte suprema di giustizia universale di tutti i tempi.
Ma sino ad ora l’oggetto delle attenzioni era solo il vecchio AS Taranto, non era ben chiaro infatti in caso di successo del ricorso chi e cosa si sarebbero avvantaggiati di un eventuale risarcimento e con quale beneficio per la città e l’attuale società. Vabbò, mistero.
Esiste dunque il Taranto FC 1927, se ne sono accorti, meglio tardi che mai, quello poverello, fondato dai tifosi, quello che milita in Serie D, ma esiste soprattutto l’ASSOCIAZIONE DI PROMOZIONE SOCIALE “Fondazione Taras 706 a.C.” quale supporters trust che dopo aver fondato il Taranto FC 1927, ne detiene il 18% godendo di diritti particolari ben menzionati nel suo statuto e che oggi gestisce il Settore Giovanile del Club. La Fondazione rappresenta nei fatti la tifoseria, peccato che di tutta questa storia, pare proprio che non ne sapesse niente. Evidentemente questi novelli mecenati del calcio rossoblu hanno sbagliato interlocutore.
A mio parere, bisognerebbe forse riferire a chi di dovere, che la tifoseria del Taranto, da tempo ormai, non si limita più ad accorrere gaudiosamente alle conferenze stampa precedute da squilli di tromba e condite da annunci mirabolanti dei santissimi patron. La tifoseria di Taranto, invece, trova da tempo rappresentanza nella Fondazione Taras e chiunque voglia misurarsi e investire nel calcio a Taranto deve passare dal supporters trust degli sportivi tarantini, oltre che dalla società del Taranto.
Non ultimo il calcio dei santi e dei patron è quanto di più lontano dall’ideale che la Fondazione Taras persegue nella sua Mission Associativa. Evidentemente, la tifoseria rossoblu con la nascita della Fondazione ha intrapreso una strada completamente diversa dal passato e che mira al coinvolgimento della tifoseria nella governance del club, l’obiettivo finale di lungo periodo dovrà essere l’autonomia economico finanziaria del club gestito completamente dai tifosi. Ciò non significa che ci dobbiamo rassegnare a militare in campionati indecorosi come la Serie D, perchè attraverso una buona programmazione è possibile scalare i campionati, ma bisogna avere pazienza. Pertanto sulla scorta del nostro recente passato, penso che la tifoseria, abbia il dovere di crederci, di credere in se stessa. Dunque, al bando i soliti facciendieri e avventurieri. Non conosco ancora il contenuto di tale conferenza stampa (anche se è facile intuire) e gli attori che si nascondono dietro, ma già il modo di avvicinare la piazza eludendo club e Fondazione è alquanto sospetto e poco trasparente.

