Quello che il tifoso rossoblù ha vissuto domenica 27 gennaio è stato un pomeriggio decisamente bifronte, iniziato con la prova maiuscola e vincente del Taranto contro il Bisceglie, e terminato con la indegna gazzarra successa negli spogliatoi davanti alle telecamere accese delle tv locali.
Il pomeriggio dello Iacovone ha riconciliato il pubblico, stavolta numericamente più presente, con la squadra, autrice di una prova maiuscola al cospetto di un Bisceglie che anche a Taranto ha dimostrato di essere una delle formazioni più forti del girone.
Il pomeriggio freddo e soleggiato ha accolto le squadre in campo, con i rossoblù nella formazione annunciata, quella che ha vinto con merito il derby di Foggia. Dopo il fischio iniziale dell’arbitro il Bisceglie ha provato a mettere subito in chiaro le sue intenzioni, cercando di far paura al Taranto con il suo schema 4-2-4 molto offensivo e pungente.
I baresi però hanno trovato di fronte a se’ una squadra completamente diversa da quel Taranto che nel girone d’andata si inchinò senza combattere. La difesa rossoblù guidata da capitan Prosperi ha fatto valere la propria prestanza fisica, e quando c’è stato bisogno ha spazzato la propria metà campo senza problemi. In mediana Vicedomini ha oramai lasciato alle spalle i numerosi problemi fisici e fa da guida ai suoi compagni, mentre al suo fianco è riemersa la figura di Catalano, un ragazzo del 1993 che ad inizio stagione ha mostrato buoni numeri. In attacco infine il Taranto ha dimostrato di essere finalmente una squadra capace di far male all’avversario grazie alla classe di Francesco Mignogna, alle capacità balistiche di Hernan Molinari ed alla freschezza ed all’entusiasmo, oltre alla bravura, del giovane Gatto.
La prima frazione è stata ben giocata da entrambe le squadre, e condita da un gol annullato senza un perchè.
La seconda frazione ha riproposto lo stesso clichè del primo tempo, anche se col passare dei minuti è risultata evidente la crescita del Taranto, che prima ha annullato le velleità avversarie, e poi si è preso tutto, vittoria e punti, grazie ad un gran gol di Mignogna, un ragazzo tarantino doc che domenicalmente sta iniziando a fare davvero la differenza grazie alla forma fisica ritrovata.
Il boato dello Iacovone al gol di Mignogna e lo spettacolo vissuto a fine partita rientreranno a pieno titolo tra le cose indimenticabili di questa difficile stagione di serie D. Il pubblico e la squadra che saltano insieme al grido “ci no zump è nu bares” hanno fatto capire che finalmente il feeling tra il pubblico rossoblù e i suoi giocatori sta pian pianino ricreandosi.
Le facce sorridenti della tifoseria all’uscita dello stadio hanno certificato il ritrovato entusiasmo del popolo tifoso.
Nessuno tra i tifosi ha neanche lontanamente immaginato quanto sarebbe successo negli spogliatoi.
Come un rito domenicale, ogni tifoso, sottoscritto compreso, tornato a casa dallo stadio ha sintonizzato immediatamente il proprio televisore per ascoltare i commenti di mister Pettinicchio e della squadra vittoriosa.
La sorpresa, amara, è dietro l’angolo. In una sala stampa gremita di giornalisti, dei giocatori non c’è l’ombra. C’è la Presidente, che arrabbiata discute delle problematiche societarie. La mini conferenza stampa sembra finire, con il giornalista che annuncia l’assenza dei giocatori dalla sala stampa.
Invece dopo poco tempo si presentano il DG ed il mister. Probabilmente in piazze più intelligenti nessuno avrebbe osato calcare la mano ad una situazione in società che si è capito subito incandescente, ma si sa, qui da noi fanno piu’ “notizia” le cose negative, che spesso offuscano quanto di buono viene fatto; anche in questa occasione i giornalisti non si smentiscono.
Il teatrino indecoroso avvenuto successivamente in diretta tv, con protagonisti i dirigenti del Taranto FC 1927, ha lasciato perplessa e incredula la tifoseria, ed ha evidenziato ancora una volta, qualora ce ne fosse bisogno, che a Taranto è difficile fare calcio in maniera seria, forse per colpa di chi non ha ancora capito che con il Taranto ed i suoi tifosi è meglio che non abbia più nulla a che fare.
La squallida gazzarra avvenuta negli spogliatoi dimostra in maniera inequivocabile che la strada intrapresa dalla tifoseria, quella di unirsi sotto la bandiera della Fondazione Taras, è l’unica strada possibile ed intelligente, perchè permette alla stessa tifoseria di essere partecipe della vita societaria e di conoscere e vivere finalmente in maniera diretta, e non per sentito dire, le problematiche che vive il sodalizio rossoblù.
Una domenica bifronte, dunque, che se da un lato ha riportato entusiasmo verso mister Pettinicchio e verso i suoi splendidi ragazzi, ci ha riportato successivamente con i piedi per terra, consapevoli che il processo di crescita del club verso categorie differenti e verso un futuro migliore è appena agli inizi. La strada è lughissima, e va affrontata tutti insieme, in numero possibilmente sempre più ampio.

