E’ trascorso appena un anno dall’avvenuta iscrizione del Taranto Fc 1927 al campionato di serie D, eppure sembra passata una vita intera da quel giorno.
Tanti avvenimenti si sono freneticamente succeduti, tanti quanti ne potrebbero accadere in una vita intera appunto. Appena 365 giorni fa in un torrido pomeriggio estivo, una macchina sfrecciava sull’autostrada in direzione Roma nella speranza di poter iscrivere il neonato Taranto Fc 1927 al campionato nazionale dilettanti e dare continuità al calcio tarantino. Mai, come nella fattispecie di quegli eventi, la parola “speranza” si impose nella sua più cruda essenza. Solo di speranza, infatti, si poteva parlare perché mancavano addirittura centomila euro per poter formalizzare quella benedetta iscrizione (non proprio bruscolini !!) . Nonostante tutto, nel primo pomeriggio di quel 6 agosto 2012, un’auto partì ugualmente alla volta delle sede della Lega Nazionale Dilettanti in quel di Roma. Molti dei presenti presso lo studio del commercialista Di Fonzo si erano oramai arresi e rassegnati.
Noi no.
Noi non potevamo. Noi siamo follemente innamorati di questa città e di questi colori e, prima che si scrivesse miseramente la parola fine ad una storia centenaria, avevamo il dovere di fare il possibile ovvero di tentare l’impossibile per evitarlo.
Ebbene, non so come, ma abbiamo tentato l’impossibile!. Mentre quella macchina viaggiava a velocità “sostenuta” verso la capitale i componenti della Fondazione Taras 706 a.C. rimasti a Taranto in un moto di orgoglio inducevano gli altri partecipanti alla “cordata” a raccogliere i fondi mancanti. La risposta ricevuta grondava di altrettanto orgoglio atteso che in poco tempo fu possibile coprire la differenza mancante e provvedere al bonifico bancario (fuori orario di sportello) in favore della LND.
Il resto è storia.
Un doveroso ringraziamento va a TUTTI coloro i quali hanno generosamente reso possibile quella clamorosa iscrizione: ai rivoluzionari tifosi e cuori rossoblù che hanno creduto nella Fondazione Taras, a Fabrizio Nardoni, alla dr.ssa Zelatore, all’Avv. Bongiovanni, a Emanuele Papalia, ai componenti del gruppo Graniglia, Petrocelli, Raffo e Mongelli, alla cordata partecipata da Fabrizio Pomes, Gisberto Zaccheo ed Adriano Morales e molti altri ancora di cui sicuramente in questo momento sfuggono i nomi. Mai come in quella circostanza tante persone di buona volontà hanno dimostrato di poter cambiare il corso di una storia che sembrava drammaticamente scritta e dare vita ad un qualcosa di straordinario ed unico in Italia come una società fondata e partecipata dai tifosi. Un vero e proprio laboratorio di governance che nasce nella nostra città.
Da allora molto è cambiato, diverse persone che hanno contribuito a quel “miracolo”, oggi non partecipano più alla vita societaria del club. Probabilmente era preventivabile e fisiologico che ciò accadesse ma quella giornata rimarrà scolpita nei ricordi di tutti noi e grazie a quella giornata ed a quelle persone oggi ci apprestiamo a vivere l’ennesima avventura al seguito dei colori più belli del mondo.
Questa tifoseria non ha categoria.
Avanti Taranto FC 1927.

