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TUTTI I NODI VENGONO…….AL PETTINICCHIO

Si potrebbe parlare di Pettinicchio e di come, con la gara di Monopoli, abbia messo in seria difficoltà tutti i suoi detrattori vincendo in casa di una delle compagini più forti del torneo, con una partita senza errori o sbavature, e per di più mettendo in campo una formazione ridotta ai minimi termini da infortuni e squalifiche.

Si potrebbe parlare del bel gesto dei calciatori del Taranto che a fine gara sono andati a festeggiare sotto la curva ospiti e a rendere omaggio ai tifosi tarantini che però a Monopoli non ci sono potuti andare, a causa degli assurdi divieti del calcio moderno. Si potrebbe anche rimarcare il paradosso per il quale le autorità proibendo ai tifosi di andare a Monopoli hanno di fatto impedito agli azionisti della società del Taranto di assistere alla gara della loro squadra.

Comprendo che il caso, più unico che raro, di Taranto in cui i tifosi sono azionisti della società di calcio sia difficile da capire in tutte le sue sfumature. Capisco anche come a molti farebbe comodo un Taranto senza la Fondazione Taras e quindi senza i tifosi azionisti. Peccato che oramai il binomio tifosi-azionisti a Taranto sia indissolubile e che non possa esistere il calcio senza la Fondazione. Che non sarà garanzia di successi sportivi, ma di certo è garanzia di trasparenza. E siccome a Taranto di bugie sul calcio negli anni passati ne sono state dette troppe, la trasparenza è diventata il bene primario.

Si potrebbe parlare di calcio e invece in questi giorni è andata in scena la seconda puntata della fiction “Ce ste ride stuè”. Patetica come la prima. Con gli stessi attori, le stesse velleità e le stesse assurde proposte. Abbiamo letto dell’intenzione del duo Zelatore-Bongiovanni di acquisire il 100% delle quote societarie a costo zero e della richiesta di epurazioni a raffica. Abbiamo letto dell’intenzione di Tonio Bongiovanni di fare a meno della Fondazione Taras. Abbiamo letto dell’amicizia sbocciata chissà quando e chissà dove tra Bongiovanni e Vittorio Galigani che spesso prendono il caffè insieme (chissà chi lo paga!). Forse Bongiovanni ha dimenticato di quando Galigani lo insultava sul blog chiamandolo “Solange dai capelli turchini”. O magari lo avrà perdonato. Chissà!

Tutti questi personaggi si riempiono la bocca del “bene del Taranto” ma poi remano sempre in direzione contraria. Chissà perché agiscono sistematicamente per distruggere l’esistente e non per costruire. Nulla ha impedito a Elisabetta Zelatore e a Bongiovanni di restare in società. E nulla impedisce loro di partecipare alla ricapitalizzazione per la propria quota. Praticamente quello che sta facendo la Fondazione Taras, portando avanti una faticosa ricapitalizzazione per arrivare alla quota dei 30mila euro necessaria a mantenere il 10%. Contando sui sacrifici dei singoli tifosi e sulla ricerca di sponsor. Questo per me è fare il bene del Taranto. Non il seminare dubbi, non il distruggere a tutti i costi, non il promettere milionate di euro in tempi e modi non definiti e intanto prendersi subito la gestione tecnica.

Per fortuna domenica abbiamo vinto su un terreno difficile. Così possiamo parlare di Pettinicchio, fantasticare sui calciatori da riconfermare per la prossima stagione, commentare l’assist di Mignogna, il gol di Grieco, la buona prova di Bongermino o la partita acerba ma volenterosa di Fonzino. E ignorare le miserie di quei signori che con il bene del Taranto c’entrano poco o nulla.

 

Gianluca_semeraro

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Gianluca Semeraro alias Kuldelski.