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LA FAVOLA DEL TRAPANI E IL SOLITO CALCIO

Domenica ci è stata raccontata una bella favola. Quella del Trapani che, per la prima volta nella sua storia, ha conquistato la serie B. Una favola fatta di sacrificio, umiltà e programmazione. Che ha come protagonisti un sognatore, il proprietario del Trapani l’armatore Vittorio Morace, e un umile operaio del pallone, l’allenatore, fino a qualche anno fa praticamente sconosciuto, Roberto Boscaglia, più un gruppo di calciatori brillanti e grintosi.

In tre anni dalla serie D alla serie B! Roba da non crederci! Mi viene da chiedere perché a Taranto questi miracoli non avvengano mai. E perché non riusciamo a importare nella nostra città questi esempi di calcio di successo. C’è anche da dire che il direttore sportivo del Trapani, tale Daniele Faggiano, è stato segnalato ai siciliani da Giorgio Perinetti, vecchia volpe del calcio, con esperienze che partono da Luciano Moggi e passano per piazze discusse come Bari e Siena e soprattutto dal calcioscommesse, quello della Procura di Cremona e del portiere Paoloni, per intenderci. Insomma favola sì, ma che ha bisogno dei giri giusti del solito calcio per avere il lieto fine.

Quel solito calcio che punisce l’Andria con otto punti di penalizzazione da scontare, però, nel prossimo campionato perché deve trattarsi di pena afflittiva. Il giudice, forse, ignora che il prossimo anno in Prima Divisione non ci saranno retrocessioni: quindi se l’Andria dovesse salvarsi la pena non sarebbe afflittiva per niente. Otto punti in meno in questo campionato, invece, avrebbero significato disputare i playout con il Barletta con lo svantaggio della classifica. E se l’Andria dovesse retrocedere? Tranquilli! C’è sempre la possibilità di essere ripescata.

Il solito calcio ci racconta infatti tante storie di squadre pluri-ripescate, come l’Avellino, che si trovano improvvisamente in serie B. Anche in questo caso si esalta la programmazione e addirittura l’oculatezza degli investimenti. Ripartito dalla serie D dopo un fallimento, l’Avellino è arrivato quinto e ha perso i playoff con la Vigor Lamezia. Fu poi ripescato in Seconda Divisione dove è arrivato quarto e ha perso i playoff con il Trapani (guarda caso!). Un altro playoff perso, un altro ripescaggio, questa volta in Prima Divisione. E lo stesso è accaduto al Barletta e alla Nocerina. Per non parlare del Pisa che, neopromosso in Seconda Divisione, saltò direttamente in Prima pagando un pass speciale. E quest’anno disputerà i playoff per la B.

Il solito calcio insomma! Che sinceramente non mi piace per niente. E che vive di scandali e difficoltà economiche più che dei risultati sul campo. E che ha fatto a pezzi la Lega Pro, ormai ridotta ai minimi termini, cullandosi dietro una riforma che ridurrà il numero delle squadre ma non risolverà i problemi. E che non sarà mai competitiva se continua a promuovere paesini di 5.000 anime e tiene fuori i grossi centri.

In questo solito calcio c’è in verità qualcosa che dovremmo copiare. Il Trapani per gli allenamenti e le giovanili può contare su un centro sportivo inaugurato nel 2011 con un campo di calcio a 11 in erba sintetica, diversi campi da calcetto, quattro spogliatoi per le squadre e due per gli arbitri, dotato di illuminazione e con una tribunetta da 700 posti. Il centro sorge in uno dei quartieri più degradati della città ed è di proprietà del Comune che lo ha dato in gestione al Trapani Calcio. Una cosa del genere a Taranto si può fare, si deve fare. Basta l’impegno di tutti. E ci piacerebbe proprio tanto avere finalmente un centro sportivo così! Noi che da tempo chiediamo la rizollatura del campo B.

Gianluca_semeraro

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Gianluca Semeraro alias Kuldelski.