Go to Top

IL CATTIVO CAPA DI BOMBA E IL BRAVO RAGAZZO DI CAGLIARI

A Taranto evidentemente si vive bene. Malgrado l’Ilva, l’inquinamento e i problemi economici. Ed è per questo che tutti vogliono mettervi radici. Soprattutto direttori sportivi di dubbia fama. C’è chi non se n’è mai andato e pontifica dal suo blog e nei bar del centro. C’è chi rispunta all’improvviso dopo anni di oblio alla ricerca di una vetrina da cui ripartire. Lo fa senza nemmeno pagare il biglietto ma con un accredito. E la stampa locale lo accoglie a braccia aperte intervistandolo e chiedendogli se gli piacerebbe tornare a lavorare per il Taranto e dimentica che è stato arrestato per aver partecipato alla compravendita di Potenza-Salernitana che ci è costata la Serie B. Cose che possono succedere soltanto a Taranto.

Così come succede spesso a Taranto che un acquisto dell’ultimo minuto, sconosciuto ai più, che se fosse arrivato a luglio non avrebbe portato nessun abbonamento, si dimostri costantemente il migliore in campo. Parlo di Alberto Migoni, uno con la faccia pulita da bravo ragazzo,  uno dei pochi che “suda” la maglia e che ti dà sempre l’impressione di voler vincere la partita. Ce ne vorrebbero nove come lui e saremmo a cavallo. Per gli altri due posti abbiamo Molinari che conosce la porta meglio delle sue tasche ed è in grado di segnare pure se a mezzo servizio in quanto a forma fisica e con una passione e una generosità che non vedevamo da tempo a Taranto e  Marani che tra i pali è garanzia assoluta. Non sono ancora pervenuti, invece, gli acquisti altisonanti, quelli che ci hanno fatto mettere in fila per fare l’abbonamento quest’estate: o perché sono infortunati, vedi Clemente, o perché palesemente non all’altezza della fama che si portano dietro e del compito che dovrebbero svolgere, vedi Muwana capace di farsi espellere nella gara contro l’ultima in classifica.

Il Grottaglie dei tanti ex ci ha messo in forte difficoltà domenica, ma alla fine ha prodotto più fumo che arrosto. Tanta grinta ma poca concretezza contro un Taranto in inferiorità numerica e pauroso e contratto manco stesse giocando contro la Juventus. A dimostrazione che la buona volontà non basta per vincere le partite. Devi proporti sotto porta e metterla dentro, almeno una volta in più degli avversari. A parti invertite la gara di domenica mi ha fatto venire in mente Taranto-Ischia dello scorso anno. I campani trovarono subito il gol, noi dominammo per tutto il secondo tempo. Vinsero loro per 1 a 0. Nel calcio, purtroppo, uscire dallo stadio a testa alta non fa classifica.

Per un Taranto ‘senior’ che ancora non decolla, c’è un mondo ‘junior’ che viaggia a gonfie vele. La Juniores fa la sua figura contro calabresi, lucane e pugliesi, mentre Allievi e Giovanissimi sono addirittura a punteggio pieno nelle rispettive categorie dopo quattro giornate. Risultato non da poco se si pensa che il cammino di Allievi e Giovanissimi è cominciato soltanto quest’anno e che stiamo facendo meglio di scuole calcio blasonate e con un’organizzazione consolidata. Soddisfazioni, non così piccole, per chi lavora per dare a Taranto un futuro solido, consapevole che soltanto costruendo un futuro dalle basi solide si può fare in modo che il presente viaggi sui giusti binari. Vi vogliamo così, ragazzi! Avanti tutta!

Gianluca_semeraro

About

Gianluca Semeraro alias Kuldelski.

0 Responses to "IL CATTIVO CAPA DI BOMBA E IL BRAVO RAGAZZO DI CAGLIARI"

  • davide
    4 Novembre 2013 - 23:17

    meglio di altre società blasonate come tu dici proprio no, domenica 3 novembre gli allievi del Taranto hanno perso contro una piccola società di scuola calcio (non blasonata) ma con un gruppetto di ragazzi (forse scartati dal Taranto) con la voglia di giocare e far capire che non basta una maglia importante per far un giocatore…..con affetto un sostenitore di scuole calcio

  • Gianluca_semeraro
    Gianluca_semeraro
    5 Novembre 2013 - 20:41

    X Davide. D’accordissimo con te. Le scuole calcio tarantine fanno da sempre un lavoro encomiabile sul nostro territorio.