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I 120 EROI SUL SINNI E I BIMBI DELLA JUVE

E’ stata una domenica piena di lezioni di tifo. Una è arrivata dai 120 tarantini che si sono recati a Francavilla nonostante le avverse condizioni atmosferiche. Senza peccare di retorica, sono stati degli eroi o magari dei folli. Tuttavia non ci può essere eroismo senza un pizzico di follia. Una lezione data a tutti quelli che preferiscono seguire le partite stando comodi su un divano. O che rinunciano a fare due passi verso lo Iacovone perché fa troppo freddo o troppo caldo, perché magari piove o perché i biglietti bisogna farli due giorni prima e portare pure la carta d’identità. O a quelli che “è da Taranto-Catania che non metto più piede allo Iacovone”. Pioveva già a Taranto e si sapeva che a Francavilla diluviava. Eppure tutti e 120, quelli consentiti dalla capienza dello stadio Fittipaldi, si sono mossi senza pensarci due volte e alle 2 erano già nel settore di loro competenza pronti a incitare la squadra. Squadra che, giustamente e con mister Papagni in testa, è andata a omaggiarli.

Un’altra lezione di tifo l’hanno data i bambini della curva della Juventus. Quelli messi al posto degli ultras cattivi, banditi dallo stadio per aver intonato cori discriminatori e offensivi nei confronti dei napoletani. Quei bambini hanno accompagnato ogni rinvio del portiere dell’Udinese con un sonoro “oooohhhh merda!”. Ogni sacrosanto rinvio! Non gliene hanno risparmiato nessuno. Una versione infantile e nordica del nostro “ooooohhh ricchiò!”. E si sono divertiti come matti. A dimostrazione che lo sfottò fa parte della vita di uno stadio e non diventa innocente solo perché pronunciato dai bambini e non dagli adulti. Lo è a prescindere. Perché tra uno sfottò e la violenza c’è una bella differenza. L’Italia, d’altronde, è storicamente un paese di campanili che nel calcio trovano spesso la loro espressione più goliardica e divertente.

Alcuni cori sono sicuramente da censurare. I buu razzisti contro i calciatori di colore ad esempio. E anche alcune delle frasi pronunciate dagli juventini contro i napoletani. Peccato che le stesse frasi si sentano anche nei comizi della Lega Nord a Pontida e qualche volta pure in Parlamento. E non mi risulta che nessun politico sia stato denunciato o allontanato dal Parlamento per questo. Uno stato che decide di sanzionare chi prende in giro allo stadio uno di una regione diversa dovrebbe dare l’esempio per primo. Proibire è troppo facile. Chiudere gli stadi è troppo facile. La vera ricetta sarebbe isolare i violenti con punizioni certe e controlli preventivi seri e favorire la presenza del tifo sano. Che è anche quello degli ultras con striscioni, fumogeni e gli sfottò. Purtroppo si va nella direzione opposta. Il fumogeno o lo striscione sono vietati a prescindere. Lo stadio viene sempre più descritto come una bomba pronta a esplodere e resta desolatamente vuoto.

Sono convinto che se i bambini della curva della Juve avessero incontrato a fine partita il portiere dell’Udinese gli avrebbero chiesto l’autografo. Lo sfottò, infatti, quel sano sfottò che alle volte può suonare offensivo ma non lo è, si esaurisce nei novanta minuti e fa parte del gioco. Un gioco da bambini per l’appunto. Come dovrebbe essere il calcio.

Gianluca_semeraro

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Gianluca Semeraro alias Kuldelski.