La trasferta di Grottaglie è stata come una gita fuori porta. Non per la consistenza dell’avversario che, anzi, ci ha dato del filo da torcere e ha perso a testa alta e con l’onore delle armi. E’ la distanza la cosa singolare: appena venti chilometri. Come giocare sotto casa per i tifosi tarantini che sono abituati a trasferte ben più lunghe (addirittura in nave a Sassari una decina di anni fa).
Proprio l’abitudine a lunghi viaggi deve aver portato alcuni tifosi a muoversi con largo anticipo. Sono state segnalate auto con vessilli rossoblù sulla strada per Grottaglie già alle sei del mattino, perché non è trasferta se non ti svegli all’alba. E c’è chi al ritorno non ha rinunciato alla sosta in autogrill, anche se è stato complicato trovarne uno e per di più aperto. Ovviamente il tutto condito da sciarpate, bandiere, striscioni e, fortunatamente, tre punti.
Naturalmente si scherza! Con una (quasi) salvezza in tasca è lecito. E’ lecito pure sognare. E a proposito di sogni è da quando ho sentito dell’esonero di Davide Dionigi a Reggio Calabria che ne ho uno nella testa. E se Dionigi l’anno prossimo tornasse ad allenare il Taranto? Siamo in D? E allora? Campilongo ha un curriculum pieno di B e C/1. Eppure quest’anno ha allenato l’Ischia. Significherebbe anche prendersi una rivincita sul campionato che ci è stato scippato dal destino (chiamamolo così) lo scorso anno. Senza troppi giri di parole in B dovevamo andarci noi non la Pro Vercelli. E con Dionigi potrebbe restare Vicedomini, potrebbero tornare Giorgino e Alessandro e chissà, Ousmane Sy! Ognuno aggiunga un calciatore. In fondo è un sogno. E se uno deve sognare lo fa alla grande.
Sui guestbook non è mancata l’annosa diatriba tra tarantini e paesani. Dati alla mano il 15% degli iscritti alla Fondazione Taras risiede in provincia e quindi, se tanto mi dà tanto, almeno un 15% delle presenze domenicali allo stadio viene dalla provincia. La verità è che siamo tutti tifosi del Taranto. I “paesani” sono quelli, di Taranto e provincia, che tifano Juve, Inter o Milan, o ancora peggio, Bari o Lecce. “Paesani” perché dimostrano tutta la loro mentalità da piccola città di provincia illudendosi di appartenere a mondi che non hanno nulla a che fare con la loro cultura. Onore a chi invece da grottagliese tifa Grottaglie ed è attaccato ai suoi colori. Poi naturalmente rivalità sportiva e sfottò ci stanno tutti.
Dal sogno alla realtà il passo è breve alle volte. Se una settimana fa mi avessero raccontato che oggi la Fondazione Taras avrebbe raccolto già 15.000 euro per la ricapitalizzazione del Taranto non ci avrei creduto. E invece è così ed è un numero destinato a crescere, in barba agli scettici e ai menagrami. Un successo della Fondazione ma soprattutto di tutti coloro, aziende e privati, che hanno contribuito e contribuiranno a realizzare appunto un sogno. Dopo anni in cui ci siamo affidati agli altri per realizzare i nostri sogni sportivi, abbiamo finalmente capito che possiamo e dobbiamo fare da soli. La Fondazione è soltanto il tramite. I protagonisti siamo tutti noi. Forza Taranto, anzi Forza magico Taras! Vero, Pat?


26 Marzo 2013 - 12:29
Anche a me piace sognare e ho fatto lo stesso sogno che hai fatto tu quando ho sentito dell’esonero di Dionigi.
Parteciperei volentieri ad una nuova raccolta fondi per pagare di tasca nostra l’ingaggio dell’allenatore.
Ma tornando alla realtà credo che stiamo vivendo un miracolo, perchè raccogliere 15000 € in una settimana per la ricapitalizzazione sia una cosa bellissima e importantissima per il rilancio della nostra società.
Il Taranto deve diventare dei tifosi e deve diventare grande insieme ai suoi tifosi!!