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CE STE RID STUE’?

Non c’è nessuno che abbia ragione nel teatrino consumato nel dopogara di Taranto-Bisceglie. Hanno tutti torto e gli unici a perdere siamo come al solito noi tifosi ancora una volta costretti a non gioire per la bellissima vittoria ottenuta contro la seconda (ora terza) della classe e a preoccuparci per assetti societari in assestamento.

Schierarsi da una parte o dall’altra non ha senso. Questo perché in ogni rissa, verbale o fisica, c’è sicuramente un provocatore – e domenica di provocatori ce n’erano almeno due o tre – ma è altrettanto vero che colui che viene provocato ha il dovere di mantenere il sangue freddo e fare buon viso a cattivo gioco. Domenica la squadra doveva presentarsi in sala stampa senza ritardi. Soltanto così avrebbe dimostrato la totale equidistanza dalle posizioni contrapposte dei soci del Taranto. Comportandosi diversamente ha dato fiato a chi era venuto allo Iacovone solo per cercare lo scontro.

La tragicommedia ha peraltro distratto i giornalisti dalle domande che avrebbero dovuto fare per capire, e permettere a tutti noi di capire, cosa sta succedendo. E’ legittimo che la presidente Zelatore si senta amareggiata e indispettita dopo che il Cda le ha voltato le spalle dimettendosi in blocco. Dovrebbe però spiegare perché non si è presentata alle ultime tre riunioni del consiglio e non abbia affrontato in quella sede le incomprensioni con gli altri soci. Dovrebbe anche dirci se e in che misura ritiene sia corretto e produttivo che un dirigente acquisti un calciatore, per quanto talentuoso, senza consultare l’area tecnica o gli altri soci. O se sia ragionevole mettere in discussione con toni pesanti il direttore generale a quindici giornate dalla fine del campionato e senza la salvezza in tasca. E che senso abbia, dopo aver disertato le trasferte consecutive di Santa Maria Capua Vetere e Foggia e le riunioni del Cda, invitare senza una vera motivazione a cena la squadra, guarda caso il mercoledì dopo la vittoria inattesa con i dauni.

Le risposte a tutte queste domande evidentemente le avremo dopo l’assemblea del 4 febbraio. Sullo sfondo però non devono passare inosservati i segnali di pacificazione che l’altro socio forte, Fabrizio Nardoni, ha mandato già prima della gara con il Bisceglie e ha ribadito lunedì con un comunicato. Segno che qualcuno all’interno della società avrebbe preferito risolvere i problemi nel chiuso di una sala riunioni e non esponendosi al pubblico ludibrio di una sala stampa e della diretta tv. Differenza, questa, non da poco, quantomeno nello stile.

Nel frattempo la Curva Nord ha lanciato un chiaro messaggio a chi non si rassegna a non far parte della vita e dello staff del Taranto. Il personaggio in questione è sgradito al 99% della tifoseria e ieri se n’è avuta l’ennesima prova. Forse lui non si capacita di tanto astio. Se lo ritiene utile possiamo mandargli un libro illustrato, di un migliaio di pagine almeno, con le nostre ragioni e forse allora capirà che la maglia rossoblù non è più cosa per lui.

E per fortuna che abbiamo vinto! Contro una squadra che aveva 20 punti più di noi! Che era seconda in classifica e che, diversamente dalla capolista Ischia, fatta di capitani “non coraggiosi”, è venuta allo Iacovone a giocarsi la partita a viso aperto. Ha perso ma con onore. Ed è questo il calcio che ci piace. Per il resto “Ce ste rid stuè” fa il paio con “A Castellaneta v’attocche” , frasi destinate a rappresentare tra i punti più bassi della storia del calcio tarantino.

 

Gianluca_semeraro

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Gianluca Semeraro alias Kuldelski.

0 Responses to "CE STE RID STUE’?"

  • semeraro francesco
    29 Gennaio 2013 - 12:34

    sono situazioni che si creano in qualsiasi società, la differnza è che noi siamo abituati a mettere in piazza le nostre ….cazzate – ricordiamoci sempre i D’Addario quanto male ci hanno fatto!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!