E’ finita. Il Cras Goldbet Taranto perde gara 2 dei quarti di finale ed è fuori dai play off scudetto, per la prima volta dopo sette anni. Un’amara delusione per la squadra campione d’Italia in carica : perdere 2 a 0 con Umbertide al primo turno dei play off era un risultato che molti di noi non avevano messo in conto. La partita ha seguito lo stesso copione di gara 1 giovedì scorso: Cras in vantaggio all’intervallo lungo si fa rimontare e battere 64-62. L’impennata finale di Greco e Mahoney non è bastata, come non è bastato il parziale riscatto di Wabara, combattiva e presente ma poi uscita per 5 falli, nè la prestazione di Petronyte, persasi anche lei nel finale.
C’era una volta il Cras, che ha vinto tre scudetti negli ultimi quattro anni, c’era una volta un GRUPPO che faceva sognare una città intera, portando Taranto al top del basket femminile italiano e ai quarti di finale di Eurolega e riempiendo il Palamazzola in ogni ordine di posti. Adesso dobbiamo prendere atto della triste realtà, e cioè che quella squadra non esiste più. Avremmo dovuto essere preparati fin dalla scorsa estate, quando l’arrivo tardivo degli sponsor aveva costretto ad un mercato in extremis, e certo sarà stato arduo per coach Ricchini assemblare dal nulla un nuovo team che potesse competere ad alto livello. Pur potendo contare su alcuni elementi di ottima caratura, la squadra non è mai riuscita ad avere quel qualcosa in più che nel basket, forse più che in altri sport, è elemento fondamentale nella conquista del risultato. Alla fine, le ragazze hanno fatto quel che hanno potuto, chi più chi meno, senza mai esprimere, però, un vero gioco corale, un reale affiatamento dall’inizio alla fine. E’ mancato, a mio parere, anche quel feeling necessario tra la squadra ed il suo allenatore. Ci eravamo illusi che questo gap potesse essere colmato in corso di stagione, ma così non è stato. Anche l’arrivo in extremis di Michelle Greco dagli USA, buttata nella mischia negli ultimi tre incontri, ci è parso privo di senso alcuno.
Ora c’è da chiedersi cosa ne sarà del Cras. Se gli sponsor resteranno o meno, se saranno disposti ad investire in acquisti importanti, come ad esempio una pivot americana ed una play di livello, ma una cosa è certa: la squadra, stavolta, è da rifondare sul serio. E se i soldi (e/o la volontà) verranno meno, allora si potrebbe creare un progetto giovani come quello iniziato cinque anni fa ad Umbertide, i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti. Come sempre, sarà il tempo a darci le risposte che cerchiamo.
Concludo augurando a tutti i tifosi di poter tornare al Palamazzola, nel prossimo campionato, per tifare un nuovo Cras, magari in grado di competere nuovamente ai livelli più alti, perchè se è pur vero che non si può vincere sempre, è altrettanto vero che non si può continuare sulla strada dell’improvvisazione come è successo per tutta la stagione appena conclusa. E come sempre, forza Cras.

