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Il film della stagione in 3 atti

di Bimbo Mix

Domenica, ore 13:45. Comincia presto il rituale che, tra scaramanzie e abitudini di sempre, mi porterà a vivere un’altra giornata al fianco del mio Taranto.  Sciarpa, cappellino e mi avvio con mio padre.

Per strada incrocio il mitico Alfonso Greco che mi grida: “Oggi vinciamo…le plei off l’ama fa pe forze! ”

Un po’ di ottimismo non guasta mai, ma la strada verso lo Iacovone è, purtroppo, anche oggi semi-deserta; giunti al prefiltraggio mi divido da mio padre, lui gradinata e io, manco a dirlo,  solo “Curva Nord”.

All’ingresso c’è pochissima gente…ma la solita solfa: prefiltraggio, metal detector e tornello, infine sono nel “tempio del tifo”. Quando mi avvio verso la prima scalinata, da cui salgo sempre per scaramanzia, noto una targhetta a cui non avevo mai dato peso, recita così: “Settore C 1”. Il mio pensiero va subito a quella che, sebbene ora si chiami Lega Pro, resta pur sempre quella “m**** di categoria” citata anche in un celebre coro della Curva. Ma i “messaggi subliminali” non finiscono qui, perchè arrivato all’ingresso dell’anello superiore, stampato sul muro in basso, due lettere: C (ancora quella maledetta lettera) con freccia a sinistra, B con freccia a destra. Mestamente mi avvio pensieroso verso il settore C.

Sugli spalti ci sono una ventina di persone, probabilmente saranno di più le rane che si sentono gracidare dal fossato paludoso dell’anello inferiore.

Nella tribuna inferiore spunta un bel quadretto familiare: arriva Momo Coly con la moglie e la piccola Sofia, anche se noi tifosi, lasceremmo volentieri mamma e figlia da soli preferendo Coly in campo. Il quadretto gioioso viene un po’ rovinato dall’arrivo di D’Addario… in Curva si sente qualche mugugno. Ci sono anche le voci fuori dal coro:  una signora (sempre presente in curva) si avvicina e dice “Vabbè ma il merito di questo primo posto di chi è?”. La risposta mia e degli altri vicini è secca “Della squadra e di Dionigi!”. Comincia allora un’arringa difensiva a favore del Presidente che non ho nemmeno voglia di stare a sentire, d’altronde la signora la conosco, ed è la stessa che continuava a difendere Blasi quando giocavamo con le maglie diverse (alcune delle quali rossonere!).

Mi allontano e trovo Valerio U’Boss: quattro chiacchiere e la mente vola già ai playoff, ad una possibile trasferta nella lontanissima Vercelli. Il tempo passa e finalmente dagli spogliatoi esce la squadra con Mister Dionigi, questa la formazione di giornata: Bremec, Sosa, Di Bari, Prosperi, Antonazzo, Di Deo, Pensalfini, Rizzi, Chiaretti, Girardi e Alessandro. Applausi per tutti. Il riscaldamento è il preludio a quella che sarà l’ultima stagionale in casa della stagione regolare…sarebbe potuta essere l’ultima in assoluto, la giornata della promozione in B, ed invece è soltanto l’ultima tappa casalinga prima dei playoff, gli ennesimi! C’è anche il tempo per rendere onore ai ragazzi della Berretti e degli Allievi anche loro protagonisti di una stagione sopra le righe.

L’atmosfera si scalda e non solo metaforicamente, visto che il clima è già quello torrido da play off, tuttavia la Curva è compatta. All’ingresso in campo si leva forte all’unisono: “Quando un urlo si alzerà, tutto il mondo tremerà, canteremo fino alla morte, innalzando i nostri color… e la canzone che viene dal cuor… alè alè alè… Taranto!

Nei primi minuti la Curva Nord, in soli tre atti, riassume la sceneggiatura di questa stagione:

Coro 1: “E Dionigi eh eh, e Dionigi oh oh, e Dionigi eh eh… e Dionigi alè alè!”

Coro 2: “Siete voi la Capolista!”

Coro 3 dal gusto retrò, il classico che non tramonta mai: “D’Addario, D’Addario, la senti questa voce? V…, v…!”

Sta tutta qui la stagione del Taranto: un grande mister, un grande uomo, una squadra fantastica con dei ragazzi splendidi che tra mille difficoltà, hanno onorato la maglia in ogni partita e hanno vinto il campionato sul campo… e un presidente che questa vittoria l’ha vanificata e l’ha resa effimera costringendo squadra e tifosi ad un altro mese di agonia, alla lotteria dei playoff!

Guardando le cose con obiettività non ci sarebbe nulla da eccepire, eppure dalla gradinata partono fischi in risposta al disappunto espresso dalla Curva nei confronti di D’Addario, ma d’altronde la mentalità non si compra al supermercato.

Intanto la partita scorre, la Reggiana si rende pericolosa per tre volte: c’è un salvataggio di Rizzi sulla linea, un paratone di Bremec e un contropiede sventato da Prosperi, il Capitano. E proprio lui al 34esimo fa esplodere lo Iacovone con un colpo di testa che insacca l’1-0!

Il tifo della Nord si fa sempre più forte, siamo (virtualmente) sempre più primi, ma soprattutto blindiamo i playoff e ci teniamo ancora stretto il secondo posto.

L’intervallo ci da un po’ di fiato, il sole cocente ce lo toglie, il Taranto esce tra gli applausi. Quindici minuti di tregua e si ricomincia, il Taranto amministra il risultato e di tanto in tanto prova a mettere a segno il gol della sicurezza.

Nella ripresa la Curva esprime l’orgoglio di appartenere a questa città e di rappresentare questi colori col coro “Tarantini, Tarantini uè uè…”, il solito effetto bolgia con il “Torneremo nella sud…” e un pensierino di riflesso agli odiati cugini con “Noi siamo i rossoblù, noi siamo i rossoblù… Il Taranto amiamo e il Bari lo odiamo…”

La Reggiana pressa, cerca il punticino che le serve per la matematica salvezza, la stanchezza comincia ad affiorare, non bisogna mollare e la Curva con tutto il fiato spinge la squadra negli ultimi minuti, non bisogna subire gol… “Fino alla fine forza ragazzi!”

Sono 4 i minuti di recupero e questo ritornello è ripetuto all’infinito sempre con più forza: Fino alla fine forza ragazzi!”e anche questa volta ce l’abbiamo fatta, finisce 1-0 per noi, i playoff sono assicurati, mentre per il secondo posto sarà ancora battaglia domenica prossima al Partenio.

In chiusura c’è ancora tempo per il trailer di stagione:

Coro 1: “Oh Dionigi uno di noi!”

Coro 2: “Eccola qua, la capolista eccola qua…”

Coro 3: “Che sarà, che sarà, che sarààà… che sarà della mia squadra chi lo sa… Promozioni e serie A, e D’Addario bla bla bla…”

Si può essere in disaccordo e fischiare quanto si vuole, ma purtroppo bisogna prendere atto che la storia di questo campionato sta tutta in questi tre cori e bisognerebbe avere l’onestà intellettuale per ammetterlo.

La squadra festeggia sotto la Nord l’ennesima vittoria di un campionato fantastico, saluta e rientra negli spogliatoi. A noi non resta che andare a casa orgogliosi per questa squadra, ma col rammarico di essere primi ma non promossi, ma con l’animo spartano di andarci a prendere ai playoff ciò che quest’anno ci spetta di diritto… Forza Taranto!

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