Anche la matematica certifica ciò che ormai era scontato: la corsa all’agognata serie B dovrà passare ancora una volta dalla strettoia dei playoff.
Il Taranto si concede il 23esimo risultato utile consecutivo, serie record per i colori rossoblu, mette a segno la diciottesima vittoria di una stagione da 67 punti (il Taranto di Riganò nel 2002 si fermò a quota 62…), continua a subire pochissimo ma si concede la certezza degli spareggi solo alla penultima giornata.
L’altro dato certo è che almeno la semifinale verrà giocata con il vantaggio della miglior posizione in classifica. Saranno gli ultimi 90 minuti del campionato di Prima Divisione a dirci se ciò potrà accadere sicuramente anche nel caso di un eventuale finale.
La Reggiana quasi salva scende allo Iacovone senza il suo miglior uomo, Alessi, e senza il difensore Mei, squalificati, ma con la forza dei nervi distesi: i granata sono praticamente salvi dato che gli è necessario al più un solo punto e domenica prossima hanno da affrontare in casa il demotivato Lumezzane…
Gli uomini di Zauli però non sono già in vacanza, anzi, fanno passare una mezzoretta di difficoltà all’undici rossoblu, completamente rivoluzionato da mister Dionigi rispetto alla gara vinta solo pochi giorni fa contro la Tritium.
Gli ospiti schierano un 4-4-1-1 elastico, con in mediana uomini di buona qualità del calibro di Matteini, Fedi e Viapiana che quasi a turno supportano l’ottimo Gurma, centravanti fisico ma mobile, in grado di fare reparto da solo e che già all’andata diede parecchi grattacapi alla nostra difesa.
Di contro Dionigi conferma in toto la difesa, in attacco restituisce solo la maglia di titolare a Chiaretti in luogo di Rantier (ma il francese entrerà nella ripresa) lasciando inalterato il resto, ma si permette il lusso di cambiare l’intero centrocampo: Antonazzo-Di Deo-Pensalfini-Rizzi prendono il posto di Garufo-Giorgino-Sciaudone-Bertolucci. E’ la sintesi della forza del Taranto edizione 2011/12: poter cambiare un intero reparto senza che ciò modifichi sostanzialmente le cose in termini di gioco e caratteristiche di squadra.
Tuttavia il Taranto è sorpreso dall’avvio granata: anche in campo forse ci si aspettava un avversario più “tranquillo” ed invece si soffre. La squadra è già piuttosto bassa ed è la Reggiana a comandare le operazioni. Nelle rare occasione in cui sono i padroni di casa a tener palla, la circolazione è piuttosto lenta e le idee scarseggiano, in particolare dalle fasce la spinta è scarsa e sembra più fumoso del solito Danilo Alessandro. Si intuisce che il caldo influirà parecchio e sarà necessario non subire gol per evitare sforzi supplementari al termine di un tour de force di 4 partite in 12 giorni.
Tuttavia la condizione atletica generale non sembra male.
Verso metà tempo la Reggiana sfiora il gol prima con Fedi (Rizzi salva sulla linea) poi con un cross da spingere soltanto in porta salvato in extremis da Prosperi in spaccata. Si barcolla ma poi arriva la svolta: punizione tagliata di chiaretti da destra, sul primo palo stacca capitan Prosperi e palla alle spalle del portiere. 1-0 e il più è fatto.
Segna dunque Fabio Prosperi, quasi un anno dopo quel sinistro all’incrocio dei pali del Flaminio. Non poteva mancare anche il suo nome sul tabellino dei marcatori di questo campionato rossoblu dai numeri eccezionali (è un peccato che ancora manchi il graffio del chino Sosa). E non poteva che essere lui a dare la vittoria-playoff alla truppa: l’uomo che più di tutti ormai conosce la piazza e le sue dinamiche (sarà il 5° playoff con questa maglia), colui che, causa ruolo di capitano, ha dovuto metterci la faccia nelle situazioni scomode arrivando a scontrarsi con quella testa dura di D’Addario, il giocatore che forse ha maggiore carisma e capacità di farsi seguire in una squadra che sembra fare del gruppo la sua grande forza senza mostrare di avere un leader maximo indiscutibile.
Dopo il gol il copione della gara è scontato. Ora si, il Taranto può agire di rimessa con il vantaggio in tasca e così sarà fino alla fine. Prima del riposo però un altro grande pericolo lo porta Gurma, che non concretizza un tap-in invitante da due passi: scampato pericolo.
Nonostante la Reggiana continui a provarci, i pericoli si diraderanno nella ripresa, con la fatica che si fa sentire e con i rossoblu sempre più accorti e pronti a colpire in contropiede.
Rantier e Sciaudone prendono il posto di Alessandro e Pensalfini e sarà il francese, sfruttando gli ampi spazi, a sfiorare in un paio di circostanze il raddoppio, sempre neutralizzato dall’estremo reggiano. Il tempo di annullare un gol di Gurma in netto fuorigioco e di registrare un dribbling stretto chiudo da una conclusione larga, del neo entrato Bradaschia (al posto di Chiaretti) che l’arbitro fischia la fine.
“La capolista se ne va”, ma solo agli spareggi e con tanti rimpianti per quello che poteva essere ed invece non è stato.
La Reggiana se ne va, salva nonostante la sconfitta per i concomitanti risultati favorevoli giunti dagli altri campi.
La gente se ne va, dandosi appuntamento allo Iacovone al 27 maggio, data della semifinale di ritorno e consapevole di avere una squadra forte e tosta.
D’Addario se ne va, o almeno dice di farlo, nel senso che afferma di voler passare la mano qualunque sia il risultato della stagione ma senza parlare di “fine del Martina” o cose simili.
E se ne va a casa con le pive nel sacco anche il Benevento di Vigorito, che aveva in mente di compiere l’impresa del Verona dello scorso anno e che invece finisce sconfitto a Viareggio e matematicamente sesto.
Molti hanno esultato all’ufficialità di questa notizia ma io non capisco da dove provenisse il diffuso terrore per i sanniti, squadra di ottime individualità ma lenta e prevedibile che è riuscita a spendere milioni ed arrivare sesta, per miracolo, tra l’altro… Considerando poi l’ossessione playoff anche peggiore della nostra (1 solo vinto su 10 disputati) io l’avrei senz’altro preferita come avversaria a tutte quelle che invece agli spareggi ci sono arrivate. Avevano buone referenze in lega? Evidentemente è il campo il giudice supremo…
Piuttosto Sorrento, Pro Vercelli e Carpi, ancora da definire nell’ordine, saranno avversarie terribili, da non sottovalutare nella maniera più assoluta.
Tutte ci hanno fatto soffrire in campionato e tutte hanno il vantaggio di non aver niente o quasi da perdere rispetto a noi. Ma ne parleremo a tempo debito.
Prima di chiudere una citazione anche per il “Real” Barletta, che in estate sembrava destinato a fare sfaceli e meraviglie nell’altro girone e che invece, salvo improbabili suicidi cremonesi sarà costretto ad andare in vacanza già domenica prossima senza neanche disputare gli spareggi. A proposito poi di suicidi sportivi sempre del girone B, è incredibile come il Trapani abbia dilapidato un cospicuo vantaggio facendosi raggiungere e superare dallo Spezia in volata sul traguardo. Al Picco domenica festeggeranno una promozione diretta inattesa e noi invece siamo qui a dover vincere un nuovo campionato…… Ma guai a farci distruggere dai rimpianti (la storia della capolista virtuale è diventata un tantino stucchevole) e non pensare positivo!
Alla prossima.
Di Fab_Ta

