Ragionare sulle sorti del Taranto dopo uno squallido zero-a-zero casalingo contro il Sant’Antonio Abate, che consolida la nostra precaria e deprimente posizione in classifica, è un esercizio di umiltà a cui mai avrei voluto sottopormi. I lettori mi diranno: “Nessuno ti obbliga a farlo”. E’ vero, ma voglio trovare un senso a questa morbosa passione che lacera il petto quando non può scaldarlo e per la quale continuo a profondere tempo ed energie consapevole che riceverò in cambio tanta croce e poca delizia.
L’anno scorso di questi tempi, ignaro del grande inganno che D’Addario stava per tenderci, mi preparavo ad assaporare quel Carpi-Taranto 0-2 (Guazzo-Di Deo) che, preceduto dall’omaggio della squadra e dei fuorisede ad Erasmo Iacovone, fu per me galeotto. Da lì in poi ho inanellato 9 trasferte nordiche (Carpi, Reggio, Ferrara, Pavia, Terni, Monza, Como, Como-bis, Vercelli) e 4 “trasfertissime” in casa (Ternana, Sorrento, Foggia, Pro Vercelli). A corredo di tutti questi chilometri, sono ovviamente nate anche splendide amicizie e consumate tonnellate di polpette, cannoli e paste-al-forno.
365 giorni dopo io sono ancora qui, col mio “abbonamento del cuore” attaccato alla bacheca e con l’illusione di poter rivivere anche solo un assaggio di quelle emozioni. In fondo, di quella categoria tanto vituperata chiamata Lega Pro e di quella squadra dei record targata Dionigi non è rimasto nulla. O quasi.
Nel surreale gioco dell’oca in cui siamo imprigionati da 20 anni stiamo vivendo forse la pagina calcisticamente più sventurata. Iscritti in extremis, dopo la morte dell’A.S. Taranto, al meno peggio dei campionati minori (grazie all’intuizione della Fondazione) e mal consigliati da un uomo di mercato ormai sorpassato e giustamente inviso alla quasi totalità dei tifosi tarantini, ci ritroviamo con un assembramento di calciatori sconclusionati e privi di mordente (salvo alcune eccezioni), con un allenatore sinora inadeguato alla piazza e con un assetto societario ancora in cerca di autori.
E’ tuttavia proprio oltre questo scenario da brividi che si cela la possibile soluzione ad ogni male. La soluzione potremmo essere NOI, ovvero la Fondazione Taras e chi in essa ha riposto fiducia incondizionata quale voce rappresentativa di tutte le anime del tifo rossoblu. Ma perché questo enorme patrimonio umano diventi la panacea per il calcio a Taranto, con competenze, idee concrete e prospettive rivoluzionarie, è necessario che si separi l’attualità mediocre che sta vivendo il Taranto FC 1927 dalle potenzialità che un’associazione inclusiva come la nostra può esprimere solo con pazienza e in tempi medio-lunghi.
Il 12 e il 13 ottobre si compierà l’atto catartico in grado di trasformarci definitivamente in un vero Supporters Trust: l’elezione democratica dei suoi rappresentanti. Sarebbe auspicabile che al centro della competizione elettorale, intrigante ed originale alle nostre latitudini, ci siano i temi caldi che ci appassionano: l’azionariato popolare, il museo rossoblu, il calcio giovanile, l’impiantistica sportiva, l’attenzione al sociale, la promozione del marchio RespiriAMO Taranto e della cultura tarantina in giro per l’Italia.
Se la dialettica elettorale tra chi si candida e chi vota si limitasse ad uno sterile referendum Pieroni sì vs Pieroni no, avremmo perso una grande occasione di passare oltre il calice amaro che stiamo sorseggiando da mesi. Come se avendo una Ferrari a disposizione, le preferissimo una Simca 1000. E come se peraltro non fosse già acclarato che il marchigiano fa schifo a tutti, per il suo passato a tinte fosche prima ancora che per il suo improduttivo presente.
La vera exit-strategy da questo ventennio buio e ingeneroso siamo NOI. Senza dividerci. Senza fare barricate. Costruendo ponti tra passato e futuro e riconciliandoci col nostro destino.
Partendo dalla romantica idea che sostenere i colori più belli del mondo possa passare anche attraverso un’urna elettorale, candidature eccellenti, tifosi-elettori illuminati.
Ci vediamo il 13 ottobre!
http://www.blogfondazionetaras.it/taras-the-election-day-speciale-elezioni-2012/

