Fin da piccoli uno dei primi detti che si imparava per le strade di Taranto e si usava spesso proprio nelle sfide all’ultimo sangue sui campetti improvvisati in terra o asfalto era “‘a Madonne se l’ha viste”. Era proprio un’esclamazione automatica e liberatoria che scattava non appena qualcuno che per clamorosa sfortuna aveva subito un certo danno poco tempo prima, veniva poi “risarcito” da un episodio a favore: insomma, addirittura la giustizia divina era venuta in soccorso a riparare qualcosa che non sarebbe dovuto andare in un certo modo.
Ebbene, non c’è riferimento migliore di quello appena citato per dare un “titolo” all’odierna situazione calcistica tarantina: le notizie del giorno sono due, infatti. Da una parte c’è la vittoria del Taranto a Trani nel recupero del match sospeso al 91° sul risultato di 1-0 per i rossoblu appena una decina di giorni fa all’esordio del torneo di serie D, e dall’altra c’è la notizia uscita poco fa sui giornali dell’indagine per presunti reati fiscali e previdenziali riguardo le operazioni finanziarie (spericolate?) dell’A.S. Taranto Calcio della famiglia D’Addario. Bene, pur senza entrare nel preciso merito della seconda notizia, diciamo che in entrambi i casi, appunto, “‘a Madonne se l’ha viste”…
A Trani il Taranto torna con 3 punti meritati anche se conquistati con un pizzico di fortuna. Torna con qualche incertezza in meno e probabilmente con la convinzione che solo con umiltà, attenzione e sofferenza questa squadra si potrà togliere qualche soddisfazione e, chissà, disputare ad un torneo da protagonista.
La parola d’ordine credo debba essere solo una: EQUILIBRIO. E’ necessario averlo nelle esaltazioni post vittoria quanto negli abbattimenti post sconfitta, nei giudizi che invece spesso sono troppo trancianti, nelle valutazioni talvolta affrettate e che non tengono conto di certi aspetti fondamentali, negli obiettivi dichiarati che riguardino una gara o l’intero campionato e addirittura serve equilibrio anche in campo, anzi, probabilmente è il più urgente da trovare quello tra i reparti, tra l’esperienza e lo scarso dinamismo degli over e la baldanza atletica e le ingenuità degli under. Ed il percorso è irto di insidie e difficoltà.
Nel secondo atto di Trani si ritrovano due squadre reduci da una sconfitta cocente maturata appena 3 giorni prima. Mister Pensabene ha sul groppone per la verità pure lo scivolone della gara sospesa ma si poteva parlare di “episodio”, allora. Tommaso Napoli invece sta lavorando da appena un mesetto con tanti ragazzi tutti nuovi, e far quadrare il cerchio è impresa ardua. Tuttavia il passivo di domenica scorsa contro il Gladiator appare pesante e il tecnico siciliano vuole a tutti i costi cancellarlo, lo si capisce già dalle dichiarazioni della vigilia. In campo si vede qualche novità: Maraglino, appena tesserato dopo aver comunque svolto la preparazione con il gruppo, è il nuovo custode dei pali al posto di De Deo. La difesa è la stessa con Del Bergiolo e Stigliano terzini e Terrenzio-Rosato coppia centrale. In mezzo al campo restano confermati a sinistra Zaccaro ed al centro Ermanno Cordua che però torna a far coppia con Catalano e non con Cosentini. A destra invece l’infortunato Bufalino viene sostituito dal redivivo Noviello, ex Ternana, all’esordio in rossoblu in un ruolo non suo (e sarà questa la principale novità tattica rispetto alle gare precedenti). Cosa-Sarli davanti, come sempre fino ad ora.
I padroni di casa invece ritrovano il “coloured” Ibekwe che mancava all’esordio contro di noi, così come Micallo, ex dell’incontro, al centro della difesa (era il terzino destro rossoblu nell’anno della promozione dalla C2 alla C1 del Taranto di Blasi, stagione 2005/06).
Partono forte i biancoazzurri che sfiorano subito il gol su azione d’angolo sventata da Maraglino e più in generale tengono meglio il campo. Il Taranto è timoroso, bloccato, un pò lento, ma con il passare del tempo la gara si riequilibra, diventa soprattutto lotta dura a centrocampo. Ancora Trani pericoloso con Miraglia che non trova lo specchio della porta da distanza ravvicinata, poi sul finire è Noviello a non trovare la coordinazione per battere di prima a rete chiudendo un contropiede portato avanti individualmente dal giovanissimo Zaccaro. Entrambe le squadre non sono al meglio né psicologicamente né fisicamente e si vede, tra l’altro i padroni di casa devono di nuovo fare a meno di Ibekwe dal 27° causa infortunio. Ma nelle fila rossoblu sembra esserci molta determinazione per portare a casa un risultato positivo. Pochi spunti quindi nel primo parziale, sarà nei secondi 45 minuti che il match si deciderà, e come spesso accade risulteranno decisivi episodi concentrati in pochi minuti.
Alla ripresa il copione non varia, il Trani cerca di fare la gara, il Taranto risponde colpo su colpo, con grande protagonista e migliore in campo il centrocampista classe ’93 Giovanni Catalano, barese di nascita e di scuola calcistica, che con la sua qualità permette ai suoi di non buttare palla evitando di farsi schiacciare nella propria metà campo.
Costretti a correre tanto e spesso a vuoto le punte tocca soprattutto agli esterni cercare pericolosità. Zaccaro è davvero acerbo ma l’impegno non manca, meglio l’esperto Noviello che, mancino, gioca a destra e prova a sfruttare le sue doti accentrandosi verso l’area di rigore. E’ già una buona soluzione che mette in difficoltà l’opposto tranese nella circorstanza, ma tornerà ancora più utile altre volte magari proprio da mezza punta, suo ruolo naturale.
Poi i momenti che decidono la gara, divisi in tre episodi a cavallo tra il 25° ed il 35° minuto.
Punizione dal limite per il Taranto, Noviello lambisce il palo alla destra del portiere Sestile: disperazione di Tommaso Napoli…
Passano un paio di minuti e due miracoli consecutivi di Maraglino, su inzuccata ravvicinata prima e ribattuta verso la rete poi, tengono inchiodato il risultato sullo 0-0.
Infine Cordua recupera un pallone in mezzo al campo, imbuca subito verso Cosa che non sbaglia, grazie anche alla complicità del giovane portiere avversario, e gonfia la stessa rete già battezzata pochi giorni prima su rigore. Questa volta il gol varrà 3 punti, e non basteranno i successivi sterili attacchi tranesi né alcun malore arbitrale a togliere i 3 punti ai rossoblu. Anzi, per chiudere in bellezza, Sarli al 95esimo, sfrutta un contropiede in superiorità numerica ed una deviazione su un suo tiro a tu per tu con Sestile per segnare il suo primo gol con la maglia del Taranto e chiudere la pratica sul 2-0. Mister Napoli esplode e con lui i 150 provenienti ancora una volta dai Due Mari per non lasciare mai solo ed indifeso il vessillo rossoblu. E’ trionfo, e c’è soddisfazione anche sugli spalti per la nuova dirigenza che raccoglie i primi 3 punti del campionato che risultano essere anche i primi 3 storici punti di un Taranto che vede nella propria compagine societaria una piccola partecipazione di semplici tifosi.
Era da un pò che non si commentava una vittoria “compiuta”, e onestamente era anche ora…
Da segnalare la buona prova complessiva con i già citati Catalano e Maraglino migliori in campo, ma tutti hanno fatto la propria parte. Dai marcatori che hanno sofferto ed il cui splendore fisico evidentemente è ancora da raggiungere, idem per Cordua che soprattutto nella ripresa ha messo comunque tanta tanta sostanza. Bene anche Noviello e ancora una volta i terzini. Rosato e Terrenzio hanno un pò sofferto nel primo tempo ma la loro intesa è decisamente migliorata rispetto ad appena qualche giorno fa.
E non si può che crescere, sempre considerando i limiti ovvi che l’età, la qualità individuale, la condizione fisica e la categoria impongono.
Ribadisco i complimenti a mister Napoli, che pian piano sta conquistando la fiducia e l’affetto dei suoi ragazzi e della piazza e che credo sia chiamato ad un lavoro davvero difficile, perché ripartire dalle macerie è sempre un’impresa non di poco conto.
Ora concentrati verso Taranto-Foggia, che in ogni categoria ha sempre e comunque un significato importante.
Il Taranto non muore mai!!!
di Fab_Ta

