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Taranto Pomigliano 1-0

TARANTO-POMIGLIANO 1-0

Si possono dare quattro aggettivi per descrivere il pomeriggio dello Iacovone che pochi “malati” hanno deciso di trascorrere, nella prima domenica delle festività natalizie, in compagnia e nello stesso tempo a sostegno dei mitici colori rossoblu: divertente, fortunato, vincente e… freddo!

Si, un gelido vento freddo ha sferzato la fatiscente casa del Taranto, quello stadio Erasmo Iacovone del quale ormai è sempre più difficile parlare considerate le condizioni fatiscenti in cui versa: è veramente un pugno nello stomaco vederlo così per chi invece lo ha vissuto, anche se per poco tempo, pieno, caldo e coloratissimo.

L’avversario di turno, il terzultimo per questo girone di andata che si chiuderà tra due settimane, era il Pomigliano, squadra nient’affatto banale che ha sfiorato per ben 4 volte negli ultimi 5 anni la promozione in Seconda Divisione (sempre eliminato ai playoff). La cittadina dell’hinterland napoletano ha poi in comune con noi la presenza ingombrante della grande industria: da noi Ilva & company, da loro c’è la FIAT, anche se il cosiddetto “impatto sul territorio” non è paragonabile: è qui chee si produce l’acciaio che lì (e non solo) utilizzano, con le relative e ben note conseguenze dal punto di vista sanitario e ambientale.

Il tecnico campano Foglia Manzillo schiera i suoi con un classico 4-4-2 nel quale la coppia d’attacco Lacava-Ferraro pare ben integrata nei movimenti ed il supporto degli esterni non manca mai. Pettinicchio risponde rispolverando il 3-4-3 con tutti i suoi pregi e difetti, ora che può disporre di un centravanti di buona esperienza e, si dice, con grande propensione al gol: l’argentino Molinari.

Maraglino quindi dirige la difesa composta da Brancato, Terrenzio ed il rientrante capitano Fabio Prosperi. Le fasce sono presidiate dagli inesauribili Papa a destra e Stigliano a sinistra. Senza Cordua tocca a Gnoni a far coppia con il ritrovato Carlo Vicedomini. Grande qualità in attacco con Molinari al centro supportato da Fumai e Mignogna.

Si parte con 5 minuti da brivido: subito svarione tra Brancato e Terrenzio, sventola da fuori di Lacava e palo pieno, quasi incrocio! Neanche il tempo di riprendersi ed altra occasione per il Pomigliano sventata da Maraglino ed ancora altro pasticcio del difensore centrale rossoblu con Lacava che recupera palla, evita l’estremo difensore rossoblu e clamorosamente mette a lato. Eppure dagli spalti non piovono le bordate di fischi che ci si possono aspettare anche perché la squadra rossoblu si riassetta ed inizia a macinare gioco. Vicedomini prende possesso del centrocampo tornando il faro del gioco (almeno in questa categoria…) che ci si aspettava al momento del suo ingaggio, Mignogna e Fumai iniziano a far impazzire i rispettivi avversari con la loro tecnica sopraffina nonostante l’ormai solito terreno arato nel quale è praticamente impossibile giocare a pallone, Molinari mostra subito consistenza e dalle fasce a turno Papa e Stigliano contengono e ripartono.

Questa è un pò la sintesi tattica del primo tempo ma in realtà il Taranto si libera da cattivi pensieri soprattutto dopo la pregevolissima marcatura del vantaggio firmata da Ciccio Mignogna, al terzo gol in campionato (il primo in casa dopo le reti a Brindisi e Nardò) che parte con i tempi giusti innescato da Fumai con un lancio morbidissimo a scavalcare la difesa campana, salta il portiere Di Costanzo con grande naturalezza e deposita in rete con il suo piede “sordo”, il destro. Un gol veramente bello da vedersi.

Il Pomigliano sembra sorpreso dalla reazione rossoblu e da quel momento si verifica il tema tattico già raccontato. Ma va segnalato che il pubblico, che prima della gara doverosamente era stato in silenzio nel minuto dedicato all’operaio Francesco Zaccaria vittima del tornado di qualche giorno fa, finalmente ha modo di divertirsi perché la gara è equilibrata, intensa, giocata a gran ritmo senza esasperati tatticismi, e le occasioni, reali o potenziali, fioccano.

Molinari cerca il gol e lo sfiora in un paio di circostanze: lancio di Migogna, stop difficoltoso con la suola del centravanti davanti al portiere e tiro sventato. Poi azione tambureggiante rossoblu che ha il suo sfogo con un morbido cross di sinistro di Vicedomini (dopo un ubriacante gioco di gambe con la palla tra i piedi) per la testa di Molinari che si eleva al massimo ma centra la traversa e sul ribalzo del pallone si coordina Stigliano in volée di sinistro esaltando i riflessi del portiere. Seguono ancora conclusioni dalla distanza imprecise sempre del numero 9 rossoblu e punizioni mal sfruttate.

I granata tuttavia non stanno a guardare cercando di ribattere colpo su colpo, ma il primo tempo finisce con il vantaggio del Taranto un pò fortunato considerato l’inizio di gara, ma poi tutto sommato meritato.

Nella ripresa il tecnico del Pomigliano subito inserisce la punta Izzo per il centrocampista De Souza passando al 4-3-3 e gli ospiti prendono subito in mano il pallino del gioco. Il Taranto non cambia, sembra ben concentrato ma con il passare dei minuti si abbassa pericolosamente soprattutto con gli esterni. Gnoni è molto più dinamico delle gare precedenti e finisce per diventare l’unico trait-d’union tra gli uomini impegnati in copertura e le tre punte che ormai tornano pochissimo o addirittura mai.

D’altra parte nel primo tempo si è speso tanto, Fumai è reduce da un infortunio e Molinari, che dall’alto assomiglia in volto clamorosamente all’ultimo…Passiatore(!!!), non gioca da diverse gare e non è al meglio.

Spingono gli ospiti, che con un tiro di Izzo cercano di approfittare di uno svarione in appoggio di Vicedomini, ma la conclusione è a lato, così come il tiro successivo di De Rosa ed il colpo di testa di Lacava. Di rimessa Mignogna ha l’occasione per chiudere la contesa ma colpisce male di testa su un cross-cioccolatino del solito Fumai, che si fa fatica ad immaginare confinato in Eccellenza fino a qualche mese fa…

I rossoblu sono sulle gambe e rischiano grosso al 24esimo quando Izzo spara clamorosamente alto da solo in area a tu per tu con Maraglino ed allora Pettinicchio rompe gli indugi ed opera il primo cambio togliendo Molinari, tra gli applausi, in luogo del redivivo Catalano, che non si vedeva in campo dal periodo di Tommaso Napoli: diventa praticamente un 5-3-2 e la certificazione arriva qualche minuto più tardi con l’ingresso di Rosato per Papa che ha macinato davvero tanti kilometri.

Non straordinario l’impatto sulla gara del compassato giovane centrocampista barese ma va ricordata al 40esimo una sua sponda di petto su un lancio lungo per l’accorrente Fumai: destro fulminante dal vertice sinistro dell’area ed incrocio dei pali opposto scheggiato da applausi. E’ il suo ultimo spunto prima del cambio con Faccini che avverrà qualche minuto dopo.

Il Pomigliano insiste fino alla fine ma i rossoblu difendono con tenacia così come il pubblico della gradinata ormai congelato da folate gelide.

L’arbitro veronese ed i suoi assistenti “barise e barlettane…”, chiudono la contesa: 1-0 e tre punti in saccoccia, utilissimi a riprendere la marcia interrotta a Nardò ed a guardare la classifica con maggiore fiducia perché questo è un Taranto diverso da quello titubante che ha iniziato la stagione.

Il discorso difesa tuttavia va sistemato perché cambiare di domenica in domenica può essere buon segno di adattamento ad ogni situazione ma di certo toglie stabilità in termini di creazione del gioco e sicurezza dei reparti. Sta alle capacità ed al buon senso di Pettinicchio risolvere l’intrigo anche perché ora gli elementi a disposizione in fase offensiva (comprendendo nel computo anche Biondo e Faccini) sono di grande qualità per la categoria e sarebbe ideale trovare il metodo di permettere a tutti loro di dare un contributo alla causa pur mantenendo quell’equilibrio di squadra che è fondamentale per vincere le gare.

I cambi ieri sono stati forse un pò tardivi ma tant’è, stavolta ci è andata bene, altre volte abbiamo perso immeritatamente punti importanti.

Il calcio tarantino con difficoltà si sta rimettendo in carreggiata, senza alcun aiuto di un comune che invece non aveva disdegnato sostegno alla gestione precedente nonostante le casse perennemente esangui. Raccolgo l’appello del presidente Zelatore affinché tutti facciano la propria parte anche per il pallone, perché in questa città non si può solo piangere (sul latte versato) e mandare letterine commoventi: servono azioni concrete!

Alla prossima.

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