Le luci si sono spente sul campionato del Benevento e non c’è avvocato Chiacchio che da bordo campo possa dare ordine di far disputare ugualmente i playoff alle streghe. La squadra dei fenomeni deve rinunciare ancora alla B fermandosi stavolta anche prima degli spareggi.
Da quando è salita in C/1 tutti gli anni ha fatto sontuose quanto arroganti campagne acquisti: Evacuo, Castaldo, Clemente, La Camera, Rajcic, e i più recenti Cipriani, De Vezze, Pintori, Cia, Altinier o il nostro ex Sy giusto per citarne alcuni. Ogni anno Vigorito ha messo su una vera e propria corazzata che prometteva di ammazzare il campionato, poi in B ci sono andate la Nocerina con Catania, la Juve Stabia con Mezavilla o la Ternana con Miglietta.
Eppure negli anni si è affidata a quegli uomini di mercato, come Maglione o Bifulco per esempio, che tanto piacciono alle nostre latitudini rossoblu in quanto ritenuti imprescindibili tasselli di una seria organizzazione. Fatto sta che il Benevento quest’anno ha fatto sul campo 12 punti meno di noi, di cui ben 4 nella doppia sfida: 3 nella gara di andata, quella in cui Chiacchio da bordo campo decideva per conto dell’arbitro e 1 al ritorno grazie a una nostra disattenzione difensiva nei minuti di recupero. E noi DS non ne avevamo ma solo un serio quanto schivo consulente di mercato che oggi è approdato ‘nientepopodimenoche’ all’Inter.
Il modello Vigorito fallisce dunque ancora una volta. Non me ne importerebbe nulla se non fosse che il Benevento in questi anni è stato accompagnato dalla spocchia di avere la ricetta vincente tra le mani e dalla pretesa di essere sempre sopra le regole, pretesa peraltro avallata anche da certa stampa nazionale. A Cremona i tifosi ancora si chiedono perché le streghe per il calcio scommesse alla fine abbiano avuto solo due punti di penalizzazione e la Cremonese sei. Eppure il calciatore in questione era lo stesso, il famigerato Paoloni. Eppure le attenuanti dovevano ragionevolmente applicarsi a chi aveva denunciato il caso, quindi la Cremonese.
Chissà se a Taranto Vigorito sarebbe durato quattro anni alla luce dei suoi fallimenti sportivi. Perché a Taranto vige la regola del tre. Tutti i presidenti dopo tre anni cadono in disgrazia, è matematico. E si innesca quel gioco al massacro in cui si fa a gara a gridare “vattene” il più forte possibile. E’ una questione di moda: lo sdegno e la disapprovazione verso D’Addario ora sono ‘in’, il riconoscere i suoi meriti e i suoi demeriti in modo più equilibrato è ‘out’ e anche un po’ da gobbioni. Come portare il marsupio. Per inciso io uso il marsupio.
Fatto sta che domenica D’Addario ha detto che a fine stagione lascia, senza se e senza ma. In alcuni detrattori il terrore di vecchi fantasmi come marchigiani, guardiani del gregge o coccodrilli mascherati da focaccia ventricina ha fatto venire un po’ di sana paura ed è scattata subito la corsa della riabilitazione. Parlo dei guestbook ovviamente.
In altri ha fatto capolino invece il nervosismo per il dover giustificare un futuro fatto di marchigiani, di guardiani del gregge o di coccodrilli, tutti mascherati da focaccia ventricina dopo il rigore, degno dell’inflessibile premier Monti, con cui è stata analizzata negli ultimi mesi la gestione D’Addario. Intanto il 15 maggio è una data importante e speriamo lo sia in positivo. E qua mi fermo.
Il calcio giocato ci consegna una squadra che ha ripreso a vincere e soprattutto che sembra aver imparato a essere cinica. Domenica ha fatto una partita orrenda eppure ha vinto, così come a Foligno. L’eroe di giornata è Fabio Prosperi, sia per il gol, sia per il salvataggio nel primo tempo ma soprattutto per il piglio da capitano che sta sfoderando nell’ultimo scorcio di campionato.
La nave prosegue imperterrita sulla sua rotta. Dopo 4 gare in dieci giorni e soprattutto dieci punti, i calciatori ora si godono il meritato riposo. Ma già sento gridare Dionigi: “Ciurmaaaaa! Questo silenzio cos’è? Svegliaaaaa tutti a rapporto da meeee!” e chiamare a raccolta tutti i suoi uomini per le ultime cinque tappe di questo tribolato viaggio. Tranquillo Mister: noi tifosi siamo già nelle stive a remare come forsennati. Si spera tutti nella stessa direzione.
Gianluca Semeraro alias Kuldelski

