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Vecchio scarpone

Cerchiamo di intenderci su cosa significhi un progetto serio per il calcio a Taranto. Di certo non è serio il progetto di chi ha dichiarato più volte che non è interessato al Taranto ma se i tarantini glielo chiedono e il Comune gli dà lo stadio gratis e in concessione pluriennale allora si può fare. Parlo di Gigi Blasi ovviamente oggi protagonista di un processo di riabilitazione senza precedenti.

Lo stesso Blasi che un progetto serio lo poteva costruire dal 2004 quando prese il Taranto dal tribunale per soli 250.000 euro ed ebbe poi un contributo sostanzioso dal Comune attraverso un risarcimento dell’Ilva abbastanza cospicuo. Lo stesso Blasi che se da un lato ha avuto il merito di riportarci in C/1 e di farci fare due playoff per la B dall’altro ha potuto godere di incassi al botteghino che oggi non si fanno più e di regole sull’accesso allo stadio e il suo utilizzo molto meno severe di adesso. Lo stesso Blasi che se da un lato ha avuto il merito di portare a Taranto giocatori del calibro di Plasmati e Cutolo, poi non ha riscattato lo stesso Cutolo per pochi soldi. Lo stesso Blasi che se da un lato ha avuto diverse partite a porte chiuse per i ritardi del Comune nell’adeguare lo stadio dall’altro non ha reclutato un numero sufficiente di steward per far aprire lo stadio col Foligno quando i lavori erano terminati facendo fare un figurone a Spalluto che invece avrebbe dovuto dimettersi.

E tutto questo ve lo dice un Taleblasi. Il fallimento odierno frutto dell’incapacità e dell’arroganza di D’Addario nasce da quel 2004 e dai cinque anni in cui Blasi non ha costruito nulla ma ha tessuto e poi disfatto le sue tele peggio di Penelope quando aspettava Ulisse.

Oggi il Taranto si trova in una posizione difficilissima. E’ come se puzzasse di peste e nessuno volesse avvicinarsi. Per questo motivo il mio obiettivo minimo è quello di iscriverci in D e darci un anno di tempo. E per fare questo la cordata che sta mettendo a punto Papalia è l’ideale. Non c’è un soggetto che detiene la totalità delle quote come nel recente passato e che quindi può tenere in ostaggio la società. I due soci più potenti hanno appena il 10%. Un equilibrio facile da sovvertire se questo si rendesse necessario.

Mi sembra inoltre che il modello Papalia, che io stesso avevo caldeggiato all’indomani della mancata iscrizione, sia l’unico praticabile in una città come Taranto visto che con i proprietari eroi abbiamo fallito miseramente tutte le volte. E poi, lasciatemi sognare, è quello che più di ogni altro prepara il terreno all’azionariato popolare che ha bisogno di tempo per essere implementato, non può essere costruito su due piedi.

Ciò detto, qualunque progetto è il benvenuto. Purché sia un progetto serio appunto. Mai come in questo momento le chiacchiere stanno a zero e la pazienza dei tarantini è esaurita.

Gianluca Semeraro alias Kuldelski

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Gianluca Semeraro alias Kuldelski.

0 Responses to "Vecchio scarpone"

  • Taranto Rossoblù
    17 Luglio 2012 - 08:49

    Solito articolo riprovevole di un nostalgico di D’Addario che attacca Blasi. Forse Kuld lavora per la concessionaria di km0.

  • Gregorio Falcone
    17 Luglio 2012 - 09:48

    Attribuire a Blasi il fallimento morale ed economico di D’Addario è una delle operazioni di revisionismo storico peggiori che si siano mai viste. Nascondersi dietro lo stupido appellativo di “taleblasi” aumenta la povertà di analisi del passato più o meno recente.
    Blasi viene agitato come problema,ora come negli ultimi tre anni, per distrarre da ciò che accade realmente sotto il nostro naso. Non si impara mai. Magari poi accade ciò che Blasi aveva postulato, nessun problema, verrà accolto come il giusto impegno dell’amministrazione.