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Il Campania bestia nera ma…

Domenica 19 Novembre 1989 – Taranto. Una giornata autunnale come tante nel mese di Novembre a Taranto. C’è la partita allo stadio quel giorno, contro il Campania Puteolana, battuta un sola volta dal Taranto, ma in netto vantaggio nei precedenti con il Taranto! Ma quest’anno abbiamo uno squadrone, stiamo andando benissimo, non possiamo steccare proprio oggi, dato che c’è da riscattare la sconfitta di Ischia per 3 – 1, dove incrociammo un arbitro, completamente calvo e dal piglio deciso, che poi avrebbe fatto una grandissima carriera: Collina. L’arbitro della partita con il Campania, invece, era di Reggio Calabria, si chiamava Scarfò, ma a differenza del fischietto viareggino, non farà una carriera brillante.

Invece…

La partita è stregata. Su un contropiede, quasi all’alba della partita, Nistri, della “simpatica” squadra campana impallina il nostro Spagnulo. Il Taranto accumula occasioni su occasioni, ma non riesce a segnare o per i ripetuti miracoli del portiere o per l’imprecisione dei suoi attaccanti. La rabbia aumenta, la delusione pure. Il tempo passa, la fine della partita si avvicina, sembra di vivere una vera e propria maledizione contro questa squadra: una sola vittoria nei 6 precedenti tra casa e fuori, 4 sconfitte e 1 pareggio ed 1 vittoria! Ma a 5 minuti dal termine, Insanguine, se non ricordo male, con un bel diagonale, supera finalmente Anellino, ma, proprio sulla linea fatale, un loro difensore rinvia in angolo in modo strano. Cos’era successo? Il difensore del Campania rinviò sì, il diagonale rasoterra di Insanguine, solo che usò la mano, fece una vera e propria parata, e non la testa. L’arbitro ed il guardalinee non vedono niente ed assegnano un calcio d’angolo. Non è possibile!!! Si scatena il putiferio, dalla curva nord viene lanciato di tutto: bottigliette di plastica, borghetti pieni e vuoti, rotoli di carta, pacchetti di sigarette, qualcuno intonso…, addirittura un tamburo arriva a pochi metri dalla bandierina del calcio d’angolo. L’esasperazione dei tifosi ormai ha raggiunto il limite di guardia, non si accetta quella decisione palesemente ingiusta. L’arbitro ed il guardalinee sono accerchiati dai calciatori del Taranto, soprattutto, e del Campania, si teme l’invasione di campo da un momento all’altro. Ma l’arbitro, dopo qualche altro, lunghissimo, secondo, decreta il calcio di rigore, sicuramente intimorito dalla reazione della Curva Nord, tutta, e dell’anello inferiore in particolare. Il rigore poi sarà trasformato da Coppola, che insacca alla destra del portiere. Una liberazione! 1-1! Era solo un pareggio, è vero, ma sembrava una vittoria, perché mai sconfitta sarebbe stata più ingiusta, per il numero delle occasioni avute, per la sfortuna che ci stava accompagnando, e perché sembrava che il Campania, soprattutto con noi, fosse insuperabile. L’episodio appena descritto, ricorda il goal di Di Bari contro il Sorrento nel finale di partita, solo che in questo match, l’anello inferiore della curva Nord era inagibile, gli oggetti in campo non si possono gettare più, era ora, ed i tamburi non ci sono più…

Al termine di quella stagione, però, vincemmo il campionato e fummo promossi in B. Non potevamo sapere, però, che quella sarebbe stata l’ultima volta che si festeggiava una promozione del Taranto in B…

Da brividi anche le precedenti due partite interne contro i puteolani. La prima in assoluto fu nel campionato 1981-82, l’anno di Scungio…, il primo dopo la più lunga militanza del Taranto in serie B, ben 12 anni consecutivi, dal 1969/70 al 1980/81. Piccola parentesi. Nel campionato 1980-81, il Taranto partì con la penalizzazione di 5 punti legato al primo scandalo del calcio scommesse del 1980, e tale handicap fu determinante per l’esito finale della stagione. Da ricordare, sempre quell’anno il successo contro il Milan per 3-0, firmato dalla nostra premiata ditta Mutti-Cassano-Mutti. Dei due calciatori citati, il primo fece una buona carriera in serie A, ed attualmente è rimasto nel calcio che conta in qualità di allenatore di buon livello anche nel massimo campionato. Il secondo, che non è parente del Cassano attuale giocatore dell’Inter, poi uscì dal calcio e attualmente opera in un campo nettamente diverso.

Il primo confronto interno contro la “simpatica”squadra” campana, terminò con il risultato di 1 – 3 per loro, grazie alle reti di Sorbello, Grassi e Arena e l’autorete di Guaglianone a favore del Taranto. All’andata a Napoli fummo sconfitti per 2 – 1, Sorbello realizzò una doppietta, compreso un rigore, mentre per noi segnò un’attaccante in rotta con l’allenatore di allora, Carrano, cioè Barbuti, che poi fece una bella carriera nelle serie superiori, destino comune ad altri calciatori che dopo aver vestito la maglia del Taranto, militarono con discreto successo in squadre di serie A e B.

 L’anno successivo, campionato 1982-83, la stagione della vergogna del Vestuti e di Coppetelli (che fatica scriverne il nome …), pareggiammo in casa per 1-1 per l’autorete di Falcetta per i campani e il pareggio di Vituccio Chimenti a 4 minuti dalla fine. Da notare che in quella partita, ci fu un episodio increscioso che vide protagonista il calciatore campano Aprea, il quale fratturò la tibia del figlio dell’ex presidente del Taranto Mimmo Greco, raccattapalle nell’occasione a due minuti dalla fine. Fu giustamente portato in questura e denunciato. Al ritorno altro pareggio, stavolta a reti bianche.

L’anno dopo, quello della promozione thrilling in B appresa dalla radio e grazie ai… carabinieri!, il Campania fece en – plein vincendo sia all’andata a Napoli, sia al ritorno allo Iacovone con il medesimo risultato di 1-0. Il marcatore della vittoria all’andata per i campani fu un giovane di belle speranze, un “certo” Antonio De Vitis, mentre al ritorno il goal vittoria lo siglò Orazi.

Il nome di Antonio De Vitis, suscita in chi scrive una montagna di emozioni e di ricordi tutti bellissimi, quasi da lacrime agli occhi. Dalla tripletta contro la Cremonese, alla doppietta contro il Parma di Sacchi, ai goal decisivi contro Arezzo, Genoa, Catania, Campobasso, Brescia, Catania, ecc., al goal vincente contro la Lazio negli spareggi di Napoli, al goal della sicurezza a Trieste nel famoso 6 – 4, il rigore thrilling di Padova, calciato sul palo, ma che provocò l’autorete di Russo ed il malore all’allenatore Pasinato, ed ai tanti goal che raddrizzarono tante partite. Chiudo la parentesi, sottolineando che tra gli attaccanti del Taranto visti direttamente dal sottoscritto, il “nostro” Totò è secondo solo a Iacovone, e davanti, nettamente, a Riganò, Chimenti, D’Ottavio, Insanguine, Cipriani, D’Isidoro, De Florio, ecc.

Torniamo al campionato 1983-84.

Quell’anno per poter festeggiare il ritorno in serie B bastava un solo punto, ampiamente alla portata, dato che si giocava a Benevento, squadra che non aveva quasi più niente da chiedere al campionato, a parte l’accesso alla Coppa Italia dei grandi. Infatti, prima dell’ultima giornata avevamo 2 punti di vantaggio rispetto a Francavilla e Casarano. Le nostre rivali erano impegnate entrambe con squadre coinvolte nella lotta per la salvezza, particolare che si rivelò poi decisivo, il Francavilla a Terni contro la Ternana, ed il Casarano in casa con la Civitanovese. Noi riuscimmo a perdere per 1-0, mentre arrivavano notizie contrastanti da Terni e Casarano. Al termine, arrivò la notizia del pareggio per 2 – 2 tra Ternana e Francavilla, mentre il risultato di Casarano tardava ad arrivare. All’epoca non c’erano telefonini e le notizie dai campi della C non erano tempestive, allora venne l’idea di chiamare la stazione dei carabinieri di Casarano. Dall’impianto di radiodiffusione, non esistevano ancora i maxischermi, montato per l’occasione in Piazza Garibaldi e che ci permise di ascoltare in piazza la radiocronaca di Gianni Carrieri da Benevento, sentimmo la risposta tanto attesa: “pareggio”. Iniziarono i festeggiamenti, non senza aver “ringraziato” le due squadre ed i calciatori Raggi, della Ternana e Galli della Civitanovese, autori dei goal liberatori.

Nota a margine. Quello fu l’ultimo campionato, in assoluto, nel quale abbiamo sconfitto allo Iacovone i “galletti” baresi. Vincemmo 2 – 1 con le reti di Chimenti e Formoso. L’ultimo successo interno con il Bari in serie B risale al campionato 1980-81, precisamente il 26-10-1980, quando vincemmo per 1 – 0 grazie ad una rete di Fagni all’82°. Da notare che quella partita fu giocata con il lutto al braccio per il Taranto, per ricordare la scomparsa di D’Angelo, avvenuta 5 giorni prima in un incidente stradale mentre si recava a Rende, sede della società alla quale era stato appena ceduto. A beneficio dei più giovani, ricordo che a Taranto, in qualsiasi campionato, il Bari NON HA MAI VINTO, mentre noi nel campionato 1955-56 in serie B, trionfammo allo Stadio della Vittoria per 4 – 2!

 Ma nel campionato 1985-86 il Taranto realizzò due “imprese”, riuscì a sfatare il tabù Campania, vincendo allo Iacovone, finalmente, per 1 – 0 con rete di Nicola D’ Ottavio e non perse al ritorno, strappando un pareggio per 2 – 2, grazie alle reti di D’Ottavio e Rocca. Il successo interno di questo campionato è l’unico conseguito dal Taranto contro il Campania, o Puteolana, o Internapoli Puteolana…

 Dell’incontro casalingo del 1989-90 abbiamo già parlato, ricordiamo il ritorno che si concluse con un pareggio per 1 – 1, grazie alle reti di Massimo De Solda (Taranto) e Sciarappa.

Nel 2000-2001, riprende la tradizione negativa con la Puteolana, si chiamava così in quel campionato, dato che perdemmo per 2 – 1 in trasferta e 0 – 1 in casa per un rigore trasformato da Chietti. Questo fu l’ultimo incrocio con i puteolani, mentre quello di domenica prossima sarà il primo ad essere disputato in serie D.

Questo il prospetto delle sfide con i campani:

Storia delle partite contro il CAMPANIA, INTERNAPOLI PUTEOLANA, ECC.

Stagione

Serie

Risultato

CASA

FUORI

1981-82

C/1

1

3

1

2

1982-83

C/1

1

1

0

0

1983-84

C/1

0

1

0

1

1985-86

C/1

1

0

2

2

1989-90

C/1

1

1

1

1

2000-01

C/2

0

1

1

2

2012-13

D

Giocate

Punti (V=2)

Punti (V=3)

V

N

P

F

S

D. reti

Casa

6

4

5

1

2

3

4

7

– 3

Fuori

6

3

3

0

3

3

5

8

– 3

Totale

12

7

8

1

5

6

9

15

– 6

In 12 incontri, tutti in C/1, tranne quello della stagione 2000-01 in C/2, una sola vittoria, risalente a ben 37 anni fa, 5 pareggi e ben 6 sconfitte, 3 in casa e 3 fuori casa! Nessuna vittoria esterna e bilancio decisamente negativo, tra i peggiori nella storia del Taranto. Autentica bestia nera, anche di più della Battipagliese, e non è proprio l’avversario più indicato per “espugnare” lo Iacovone quest’anno.

Quello di domenica sarà il primo confronto tra le due compagini in serie D, e speriamo di sfatare questo vero e proprio tabù.

Ma al di là delle considerazioni prettamente statistiche e/o scaramantiche, c’è da dire che il Campania, soprattutto nei primi anni ’80, costituiva una formazione di tutto rispetto, in quanto piena di calciatori esperti per la categoria e con trascorsi importanti, assieme a giovani promesse: vedasi Sorbello, Massa, Foscarini, Nobile, Negrisolo, Marigo, Della Bianchina, Orazi, Totò De Vitis, Aldo Bet. Scienza, Vavassori, Vio, Lunerti, ma anche Toledo, Cangiano, Ascenzi e Migliaccio.

L’Internapoli Puteolana che affronteremo domani ha una storia gloriosa, ma nel calcio pioneristico degli anni ‘10 e ’20 del secolo scorso, e piuttosto movimentata, soprattutto per quel che riguarda il nome. Infatti, è stata la prima società calcistica della Campania, anno di fondazione 1902 con il nome di Puteolana, la terza nel meridione dopo Palermo, anno di fondazione 1900, e Messina, anno di fondazione 1900. Nel 1921-22, ottenne il risultato più prestigioso, disputando la finale, persa per 2 – 0 , di Lega Sud contro la Fortitudo Roma. Nel corso degli anni ha assunto varie denominazioni, ha visto tanti trasferimenti di titoli sportivi da e per Pozzuoli, che hanno contribuito a confondere non poco la ricerca dei dati ad essa collegati. Tra questi nomi più o meno collegati, abbiamo la Puteolana 1909, il Campania Puteolana, il Comprensorio Puteolano, il Pozzuoli, F.C. Puteolana 1902, Atletico Puteolana, e l’attuale Puteolana 1902 Internapoli, ma possiamo citare pure il Campania. Comunque, spulciando di qua e di là, sembra che l’attuale società sia ricollegabile proprio al Campania dei primi anni ’80 di cui ho ampiamente trattato. C’è un tratto in comune con queste denominazioni. Sono sempre state squadre ostiche per il Taranto.

Speriamo davvero di invertire la tendenza e, soprattutto, di tornare alla vittoria casalinga allo Iacovone che manca ormai da quasi 6 mesi in assoluto e da , da Taranto – Reggiana 1 – 0 del 29 Aprile 2012, rete di Prosperi al 34° del primo tempo. L’ultima vittoria interna del Taranto in serie D, risale alla 33^ giornata del campionato 1999-2000, disputata il 14 Maggio del 2000, quando vincemmo il derby con il Martina per 1 – 0 grazie alla rete di D’Isidoro siglata al 46° del 1° tempo.

Il prossimo post sarà, finalmente imperniato sui calciatori del Taranto “decisivi” nei campionati dilettanti, e sulle presenze e le reti complessive di tutti i calciatori che hanno vestito la maglia del “nostro” Taranto, per adesso solo nei dilettanti.

Antonio Palese

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