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Lambrugo


Luca perdonami. Ognuno di noi ha un telecomando in mano e sceglie i suoi programmi preferiti. Le notizie, gli articoli, ma anche i semplici commenti su di un guest, si possono anche non leggere. Io ad esempio filtro e vado avanti. Non perdo neppure il tempo. É semplice. Mica lo dice il dottore di leggere tutto e per forza.

Scritto il 27 Ottobre 2017 ore 09:14



nonnoluigi


su Rosania pazientiamo sui giudizi...vediamo a l' opera ...anche Diakitè ...aspettiamo le proiezioni dei giudizi ....

Scritto il 27 Ottobre 2017 ore 08:56



nonnoluigi


"la Redazione farebbe bene a rimuovere un post come questo. " e noi tutti a rimuovere dalla memoria certi personaggi....

Scritto il 27 Ottobre 2017 ore 08:53



Andrea_Gullotta


Buongiorno a tutti per quello che dovrebbe essere l'ultimo giorno di un lungo incubo. Il problema per me non è il fatto che Pieroni venga intervistato, il problema è il come, facendogli dire tutte le [non consentita] che vuole senza metterlo di fronte alle sue menzogne, non chiedendogli dello scempio fatto nel primo anno di D, non chiedendogli cosa avrebbe fatto se il Taranto fosse stato promosso avendo l'Ancona in B, etc. È questo giornalismo senza nerbo che dà fastidio, lo stesso che fa dire una marea di idiozie a Mancini e che rende Galigani un guru

Scritto il 27 Ottobre 2017 ore 06:49



vecchiorossoblu


luca Coppola....rosania lo scorso campionato ha giocato, quindi non è rotto- Non insinuiamo sempre dubbi, Benvenuto a lui e a Diakitè

Scritto il 27 Ottobre 2017 ore 06:45



Luca.Coppola


Non capisco perchè rossoblu82 ha ritenuto opportuno inserire su questo guestbook l'intervista a pierone. Il passaggio più delirante è nel punto dove dice che non appena avrà raccolto le prove della partita venduta col Catania, andrà a fare un esposto in Tribunale. Una frase che ha già ripetuto decine di volte in tutti questi anni, perchè noi glielo abbiamo sempre permesso, con la testa china. Peccato che siano passati 15 anni. Peccato che esista in giurisprudenza l'istituto della prescrizione, per cui nemmeno di un omicidio stradale può essere chiamato a rispondere un reo confesso a distanza di 15 anni, figuriamoci un calciatore che risponde per una partita venduta. Dichiarazioni di questo tipo offendono gravemente la nostra intelligenza, e la Redazione farebbe bene a rimuovere un post come questo.

Scritto il 27 Ottobre 2017 ore 00:05



peppone


😀 é un Fuk !

Scritto il 26 Ottobre 2017 ore 23:32



Luca.Coppola


Concordo con chi prima ha sottolineato l'assoluta inutilità dell'intervista a pierone. Inutile e assolutamente fuori luogo.

Scritto il 26 Ottobre 2017 ore 23:29



Luca.Coppola


Buona sera, su Rosania non ho purtroppo buone referenze. Due anni fa ha giocato nella Paganese, e il mio grande amico Luigi Napodano, supertifoso paganese, mi ha appena detto che era da non più di 5 in pagella, e inoltre dopo un grave infortunio ai crociati pensava che addirittura la sua carriera fosse finita. Speriamo di non aver fatto l'ennesimo acquisto 'a scatola chiusa'.

Scritto il 26 Ottobre 2017 ore 23:18



danymetal


peppone fatt l uecchie https://www.facebook.com/Rolloid/videos/763933833804289/

Scritto il 26 Ottobre 2017 ore 23:08



RistoKallaste


E_D: perché il tafazzismo impera

Scritto il 26 Ottobre 2017 ore 22:53



E_D


Mi sfugge il senso di intervistare uno come Pieroni, idem di dare spazio al Cocco come fa Blunight. Non riesco proprio a condividere tali scelte editoriali.

Scritto il 26 Ottobre 2017 ore 22:39



passion_red_blue


Daniele Rosania, nato a Terracina il 22 marzo 1991 Grandi manovre in casa Taranto. Con l’avvento di Massimo Giove, che nelle prossime ore diventerà ufficialmente il nuovo presidente, il mercato rossoblu ha fatto registrare una forte impennata. Oltre ad Adama Diakitè, attaccante classe 1993, il diesse Volume ha chiuso anche per il difensore centrale, ruolo numericamente ridotto dopo l’addio di Salvatore Scoppetta. Si tratta di Daniele Rosania, classe 1991, nella passata stagione in Serie D tra Grosseto (11 presenze) e Matelica (10). Cresciuto nell’Ascoli, ha indossato la maglia della Virtus Lanciano conquistando la storica promozione in B con gli abruzzesi. In rossonero, tra C1 e B, ha collezionato 26 presenze complessive. In C1 ha giocato anche con Ascoli, Catanzaro, Pordenone, Paganese e Juve Stabia. Una curiosità: non ha mai avuto il piacere di mettere a segno un gol nel corso della sua carriera. Sia Diakitè che Rosania dovrebbero essere annunciati nella giornata di venerdì 27 ottobre subito dopo il cambio di proprietà.

Scritto il 26 Ottobre 2017 ore 22:30



RistoKallaste


Niente da fare, a Taranto facciamo parlare cani e porci

Scritto il 26 Ottobre 2017 ore 22:16



rossoblu82


TARANTO FC Ermanno Pieroni - foto MRB.it Ermanno Pieroni è stato direttore sportivo di un Taranto che vedeva allora Carelli presidente, figura di spicco nel panorama tarantino. Ha ottenuto grandi risultati anche in altre piazze importanti, come Messina e Perugia, portando quest'ultima persino in Europa. Con Il Taranto ha vinto un campionato di Serie C e ha sfiorato la Serie B, perdendo ai play-off in quella partita maledetta con il Catania che ha segnato le sue sorti, tanto quanto quelle dell'intera società. A lui subentrò Blasi e si aprì una nuova era. Apprendiamo i progetti di un uomo dal gran carisma tra ferite e desideri per il futuro, una mera confessione ai microfoni di MRB.it. Entriamo subito nella vivo dell'intervista, ciò che più ci sta a cuore, voci di corridoio a Taranto parlano di supporto a Massimo Giove da parte di Ermanno Pieroni, cosa c'è di vero? "Intanto la ringrazio dell'occasione che mi da per chiarire bene la mia posizione. Intendo assolutamente smentire che ci possa essere qualsiasi collegamento, in quanto ho dichiarato che avrei fatto ritorno a Taranto una volta risolte le questioni legate a problemi patrimoniali. Ora entriamo nello specifico, dopo 12 anni ho vinto forse una delle battaglie più importanti della mia vita. La corte d'appello di Ancona, tribunale fallimentare, ha revocato quella che era un'ingiusta sentenza di fallimento decretata nel 2005 alla mia persona fisica. A seguito di questo all'epoca ho perso l'intero mio patrimonio, ben 7 immobili di proprietà, conti correnti, la barca, oltre a tutti i danni a livello professionale e a livello mediatico che ho subito. Adesso finalmente, anche se dopo tanto tempo, ci sono stati giudici onesti che hanno riconosciuto che all'epoca quella sentenza era iniqua. Questo ha come conseguenza che tutto ciò che era all'epoca il mio patrimonio dev'essere restituito. Detto questo, quando ho dichiarato che la vicenda Taranto mi è rimasta sempre nel cuore e non lo posso nascondere, che è ne rimarrò sempre legato, in primis perché ci vivono i miei figli, Luciano ed Edoardo, secondo per essere stato ammaliato e conquistato da questa città. Qui ho trascorso momenti meravigliosi e finali molto onerosi e difficili, ma sottolineo che pur di scrivere il Taranto alla Lega Pro nel lontano 1 luglio 2004, il sottoscritto ha fatto un grande sacrificio economico. Ho versato nelle tasche del Taranto 1 milione e 200mila euro cash ed ho rinunciato alle proprie anticipazioni personali per fare la ricapitalizzazione e coprire le perdite di bilancio che erano ben 2 milioni e 300mila euro. Versate da me e dalla società fiduciaria, Reseco, che è tarantina, dove ho avuto la fortuna di conoscere una grande professionista come il ragionier Locascio che può testimoniare quello che fu il mio sacrificio. Riassumendo, nel Taranto non ho messo solo il cuore, la competenza calcistica, ho messo ben 6 milioni di euro. Dopo questo sacrificio compiuto il 12 luglio 2004 a distanza di 3 mesi la società mi è stata sottratta per il fallimento a seguito della vicenda Ancona calcio, e chi se lo è aggiudicato lo ha preso pulito senza un euro di debito a 250mila euro. Aggiungo che è stato anche bravo perché ha fatto dei risultati sul campo, anzi Blasi è stato bravissimo poiché capace di venderlo in seguito a 3 milioni di euro, se non erro, a D'Addario. Fatta questa precisazione e tornando alla domanda, le dico che ci sarà il momento in cui Ermanno Pieroni tornerà a prendere quello che sento ancora in parte suo, al di là del puro discorso patrimoniale, è una scommessa con me stesso. Arriverà il giorno in cui sarà possibile, e sottolineo che non è ora, poiché non ho nessuna partecipazione nel presente in questa società. Ho colto la palla al balzo quando su facebook citavano le dieci città importanti d'Italia che non hanno mai avuto la Serie A, e da qui son partito per dire che sarebbe una bellissima scommessa per me se un giorno guidando il Taranto si realizzasse. Così è nato un grande dibattito, non le nascondo che in questi giorni mi hanno chiamato decine di persone, essendo stato Giove il presidente del mio Taranto, in cui ero azionista di maggioranza con il 60%. In quel periodo lui aveva il 10% e nonostante questo gli ho dato la possibilità di fare il presidente. Quindi all'epoca c'è stata questa collaborazione che oggi non c'è, posso solo dire forza Taranto e fargli un grande in bocca al lupo perché sono i risultati che mi stanno a cuore. Ma io non ho assolutamente nessun rapporto economico né presente e ne progetti futuri con Giove". Ma quali sono i rapporti attuali con Massimo Giove? "Non lo sento da anni, e non conosco la sua situazione professionale. Sono passati tantissimi anni e non ho mantenuto alcun rapporto con lui". Ma se Massimo Giove dovesse richiedere un suo aiuto, la sua risposta sarebbe positiva? "Le ho già risposto indirettamente, quando sarò pronto entrerò in pista e tornerò a prendermi questa rivincita sportiva. Ho avuto una grande perdita economica, e negli ultimi due anni io per amore del Taranto non l'ho abbandonato e pur essendo ancora proprietario del solo 60% ho fatto fronte solo io alle ingenti spese necessarie. Oggi io non son pronto per affrontare in maniere seria qualsiasi discorso di acquisizione di società calcistica. Il giorno in cui avrò le spalle coperte economicamente parlando, poiché il danno che ho subito è stato gravissimo, e solo rientrando in possesso di quello che era mio, mi potrò rimettere seduto, e vagliare le possibilità che mi saranno offerte. In tutto questo è normale che Taranto rappresenti una scommessa che valuterei in primis". Quindi ci sta dicendo che fra i suoi sogni c'è quello di riportare il Taranto ai livelli che gli spettano, o meglio che spettano ad una città così importante? "Si, è proprio così. Mi auguro possa succedere, dove non sono riuscito all'epoca. Il discorso si interruppe su un'ingiusta promozione del Catania ai danni del Taranto calcio. Posso dirle francamente che il Taranto arrivò secondo in classifica nel doppio confronto, meritava il pari anche all'andata. Le faccio notare che a Catania vinsero 1 a 0 ma fu annullato un goal regolarissimo, poi ci fu uno 0-0 al ritorno, una partita non giocata. Credo incise qualcosa in alcuni giocatori del Taranto, non ho le prove, ma sicuramente il giorno che le avrò presenterò io un esposto in tribunale a Taranto. Ci ho provato in tutti questi anni e non le nascondo che qualche sospetto ce l'ho di persone che si son prestate. Ripeto non ho le prove, né mi posso prendere una condanna per calunnia. Ma è una qualcosa che non ho mai lasciato invano, e ho tentato in tutte le maniere di poter arrivare alla verità. Non ci sono ancora riuscito perché nessuno parla, c'è omertà anche fra gli stessi giocatori. Concordo su una questione con la tifoseria tarantina, quel giorno sicuramente non è stata disputata una partita regolare. E' qualcosa che non dimentico, certo è che ha segnato il destino del Taranto. Quell'anno il famoso giugno 2002 se c'era una società che merita la B era proprio il Taranto". Quindi ai tifosi che serbano ancora rancore per quella famosa finale, cosa vorrebbe dire? "Il rancore è giusto che ce l'abbiano, ce l'ho anch'io. Se qualcuno mi aiutasse a far luce sulla vicenda incriminata oscura e tenebrosa che non ha solo danneggiato me dal punto di vista professionale, andrei avanti. Le faccio notare che il danno che ho dovuto subire perdendo la Serie B, a livello patrimoniale, non ha prezzo. Ma è stato grande soprattutto il danno che ha ricevuto la società, quel giorno era in festa tutta in rossoblu l'intera città, ricordo i 35.000 tifosi allo stadio e l'arbitraggio alquanto discutibile, ricordo tante situazioni strane, ma ci vogliono prove. Magari ci andrò insieme ai tifosi tarantini in procura a fare la denuncia ma ho bisogno di prove certe, ho anche provato a chiederle ad alcuni calciatori del Taranto che militavano in quella squadra, perché loro per primi dovevano parlare. Cazzarò per me è serio, un bravo ragazzo gli faccio i miei auguri e si è preso un'eredità non molto facile in questo momento. Però Ermanno Pieroni aveva l'interesse al contrario di quello che è successo. Il primo che insinua che sia responsabilità mia solo perché sono stato tesserato per 7 anni con il Perugia gli dico che si sbaglia altamente. L'azienda Taranto era mia, i soldi ce li ho messi io, Gaucci è stato un mio nemico sportivamente parlando, hanno tanto insinuato su di me pur avendo lasciato anni prima il Perugia. Ho investito milioni di euro, immagini se potessi regalare qualcosa a qualcuno. Io ho perso con quella maledetta partita sulla carta 20 milioni di euro, quello che poteva essere il patrimonio di una squadra che milita in B. Sembro sereno ma dentro ho ancora il dente avvelenato per le accuse che qualcuno fuori di senno (scusatemi per l'espressione), ha innescato con chiacchiere da bar senza essersi documentato. Perché in tante occasioni ho dimostrato la validità di ciò che sostengo sui social o altrove anche attaccando lo stesso Gaucci. Tante domande che ho fatto sperando che qualcuno mi querelasse, così in tribunale avrei avuto modo di fare luce, ma nessuno ha dato seguito perché non hanno interessa a farlo. Il Taranto ha passato un brutto momento, con tanti veleni e io mi sono un pò disamorato. Quando lei mette soldi e viene anche contestato ingiustamente, ho tenuto fede agli impegni per la mia etica professionale ma potevo fare come Giove e gli altri soci che si sono dissociati. Parlare è facile ma i fatti hanno dimostrato il contrario. Tengo a dirle una cosa, in quegli anni Ermanno Pieroni, nella sua gestione, ha portato il meglio del meglio nella storia del calcio tarantino degli ultimi 20 anni. Calciatori che hanno militato in Serie A e in B, minimo una decina ed è inutile citarli tutti. Dopo i miei anni di gestione quanti sono stati i calciatori del Taranto che sono giunti alla massima serie, quasi nessuno. Questo per sottolineare anche il livello tecnico del calcio a Taranto di quegli anni, con quanta passione, quanta competenza che gli altri magari non hanno avuto in seguito. Ho regalato a questa città tanto, rimarrò sempre profondamente legato, mi innamorai nel lontano '89 quando arrivai a fare il direttore con il grande presidente Donato Carelli che ricordo con grande affetto. Vincemmo un campionato che fu un record con 48 punti. Nel 2000, pur avendo già la proprietà dell'Ancona, decisi di acquisire i 60% del Taranto. Erano in serie D, mi mossi grazie alle mie grandi amicizie, e ne ho tantissime nel mondo del calcio, e fummo ripescati. Ricordo quando proprio con Massimo Giove tornando da Roma e dalla Federazione in auto ci aspettava una città con 10mila tifosi festanti con il sindaco Di Bello che festeggiò con noi il ritorno del Taranto in C. Da queste mie parole traspare l'amore verso questa città, una meravigliosa e grande città che soffre. Questa maledetta situazione dell'Ilva che non si risolve mai, mi auguro che si possano risolvere tutti i problemi non solo sportivi, perché ci sono quelli molto più importanti". Un mero giudizio sulla situazione attuale del Taranto calcio. "Ho imparato una cosa nel calcio, che ci sta da 50 anni, che bisogna avere rispetto delle persone che mettono i soldi, perché senza il mecenatismo di tanti dirigenti il calcio nelle piccole società non avrebbe seguito. Ho sempre avuto un ottimo rapporto con la dottoressa Zelatore e Antonio Bongiovanni e in alcuni occasioni scendendo a Taranto li ho frequentati e ho mangiato dell'ottimo pesce con loro. Li rispetto a livello professionale e umano, calcisticamente purtroppo i fatti non sono andati a loro favore. Bisogna fare qualcosa, io gli auguro ogni bene, a loro e al Taranto calcio a partire da quest'anno anche con questo straripante Potenza. Bisogna comunque tentare, c'è un campionato intero da disputare".

Scritto il 26 Ottobre 2017 ore 21:55



Multijet_360


Anche a "Striscia la Notizia" si sono accorti dei danni ambientali provocati dalla grande industria!!

Scritto il 26 Ottobre 2017 ore 21:31



CUCS


La verità e che moltissimi sono stanchi, stanchi di società che basano le loro fortune, e nostre, sulla capacità di finanziamento del tifoso rossoblù, ma fortunatamente sono certo tutto ciò nn avverrà più, il sentore è che in giro ormai nn si crederà piu a prescindere ma solo portando risultati, finalmente forse l'abbiamo capito! Allora Giove voglio essere ottimista e postivo, trascinaci allo stadio con le vittorie e la professionalità e io sarò il piu felice del mondo

Scritto il 26 Ottobre 2017 ore 21:18



CUCS


Il problema Giove, per quanto mi riguarda, ma credo riguardi a molti come me, e prima di tutto il fatto che sembra che lui personalmente nn abbia potenzialità economiche tali da fare davvero un salto di qualità e se ha dei soci occulti al momento, rivedo con terrore il passato...lui con il marchigiano da fargli da spalla, vabbè...Speravo finalmente in un cambio con qualche soggetto/i davvero importanti economicamente, invece gira e rigira ci ritroviamo sempre i soliti a gironzolare intorno al Taranto....misteri di questa città...Vedremo per l'ennesima volta un tarantino cosa saprà fare, io spero sempre il massimo, ma fino ad oggi sono stati sempre i peggiori paragonati a i pochissimi "forestieri" reggenti di questa società

Scritto il 26 Ottobre 2017 ore 21:13



peppone


😀

Scritto il 26 Ottobre 2017 ore 19:28



Menelao


zio Fester = Zeus

Scritto il 26 Ottobre 2017 ore 17:26



Menelao


scende

Scritto il 26 Ottobre 2017 ore 17:25



Menelao


E-D: guarda che in realtà scenda dall'Olimpo degli dei, è Zeus in persona...

Scritto il 26 Ottobre 2017 ore 17:21



E_D


dolphin Ti ripeto, credo che la tifoseria sia matura e non si farà più infinocchiare da nessuno, neanche se scende dall'Olimpo degli dei. Quindi neanche mi preoccupo, tanto so che chiunque proverà a fare il furbo si ritroverà lo Iacovone con 800 paganti come se li è ritrovati il Duo.

Scritto il 26 Ottobre 2017 ore 16:51



zannoni78


Ma si è capito a quanto ammonta la massa debitoria?!

Scritto il 26 Ottobre 2017 ore 16:42



I.PRETE


Uhè passion, ho capito che sono anziano ma ancora riesco a distinguere le cose semplici

Scritto il 26 Ottobre 2017 ore 16:25



Dolphin


aggiungo: anche una maggiornaza che punti in modo certo, senza nessuna forma di bizantinismo, alla gestione stadio, con un comune collaborativo sulla ristrutturazione dello stesso( a che servono tribuna bassa e curva, ma 27 mila posti quando li copriamo? una volta ogni vent anni! e si può ritenere un intervento economicamente giusto rifare tribuna e curva? o non sarebbe meglio mettere 20 locali da affittare e con le plalle sotto iniziare un altro percorso? p.s.nonoo: dimenticavo il pescara( città meridionale per millenaria tradizione storica) che ha un settore giovanile anni luce da noi.

Scritto il 26 Ottobre 2017 ore 16:24



passion_red_blue


I.prete é un editoriale del sito mondorossoblú. Non sono parole mie casomai hai pensato a questo

Scritto il 26 Ottobre 2017 ore 16:22



Dolphin


e_d:la questione non è la taras, la quale il suo controllo in linea generale l ha svolto bene in questi 5 anni. e che ho il sospetto che giove sia l ennesimo che spacca il salvadanaio, prende quattro soldi per iniziare e poi spera che tutto vada con incassi favolosi ecc ecc. è un sospetto... spero nn sia stata un' intuizione, ma sicuramente gli elementi che ho indicato nn depongono a favore. diverso è se si cercasse un societyà composita, formata da vari soci, ognuno con buona disponibilità e sopratutto capace di vivere civilmente in un menage societario, senza fare passerelle in tv e boiate varie

Scritto il 26 Ottobre 2017 ore 16:18



mimmo-dolente


E_D, Ippazio si riferiva al testo di mondorossoblù riportata da passion_red_and_blue. Io al riguardo vorrei solo dire che se ognuno si interrogasse sulla propria, di utilità, sarebbe molto meglio per il Taranto.

Scritto il 26 Ottobre 2017 ore 16:16



peppone


Attendiamo dobbiamo essere ancora pazienti e non prendere nessun tipo posizione a favore,giudicare please, step by step!

Scritto il 26 Ottobre 2017 ore 16:15



I.PRETE


E-D: ma no scusa, non sono così veloce. Mi riferivo al post di passion

Scritto il 26 Ottobre 2017 ore 16:15



E_D


i.prete Ma ti riferisci al mio commento? Non mi pare di aver detto una cosa del genere.

Scritto il 26 Ottobre 2017 ore 16:07



I.PRETE


La fondazione non vale una cippa, per cui non capisco come mai debba sempre popolare i pensieri di chi, giustamente, ha tanti argomenti invece molto validi

Scritto il 26 Ottobre 2017 ore 16:01



E_D


dolphin A differenza del 2000/2002, adesso se c'è qualcosa che non va lo vedremo subito. Sia dal punto di vista dei risultati sul campo, sia dal punto di vista finanziario perché se gli stipendi non vengono corrisposti arrivano i punti di penalità. Poi c'è comunque la Fondazione che monitorerà dall'interno. Ripeto, stiamo tutti calmi e con i piedi per terra. La recente diserzione contro il Duo dimostra che sconti non vengono fatti più a nessuno e la tifoseria, eccetto la minoranza amante del pallone che rotola prescindere, non si fa più prendere a pesci in faccia senza reagire. Giove lo sa benissimo e il destino di Volume, se non immediato quanto meno nel futuro prossimo, è già il primo segnale di dove vorrà andare a parare. Per quanto mi riguarda mi aspetto due sole cose: abbandonare la serie D immediatamente (non esistono secondi posti "prestigiosi" stile Penelope nè play off importanti, o si vince o si vince) e in serie C programmare e rinfondare la società. Poi in terza serie possiamo anche rimanere per un decennio per quanto mi riguarda, ma voglio vedere serietà e settore giovanile degno di questo nome. Altrimenti il mio sostegno domenicale tornerà a mancare.

Scritto il 26 Ottobre 2017 ore 15:59



Dolphin


massimo giove: già all epoca per tenere su una squadra di C, e senza i paletti di oggi, sono successi bordelli inenarrabili, oggi che l ilva è quella che è con un indotto boccheggiante, ... laciami stare zitto va...

Scritto il 26 Ottobre 2017 ore 15:48



Dolphin


nonnoluigi: se l erba voglio cresce solo nel giardino del re, vol dire che siamo circondati da sovrani . giusto per rimanere al sud ti ri cordo: crotone e benevento( irraggiungibili), foggia, bari, lecce, sicilia varia,salernitana, avellino.... vado avanti? avrò il diritto di dire che mi sono stancato di passare da una sacca alla altra a giro continuo?

Scritto il 26 Ottobre 2017 ore 15:39



passion_red_blue


Da mondorossoblú: Imperversa anche a Taranto la "febbre da It"; file interminabili per assistere al remake del film in cui un demone si manifesta nelle vesti di un pagliaccio, solo alle sue sfortunate vittime e a nessun altro. Non vorrei che IT fosse proprio l'acronimo (o forse l'abbreviativo) de "Il Taranto". E si perché quella fragile "barchetta" chiamata Taranto Fc ancora non conosce porto o destinazione sicura; ha un equipaggio che cambia continuamente, tra cui molti disertori, ufficiali di manovra inesperti e presuntuosi ma, soprattutto, le manca un vero Comandante. Ora sembrerebbe che, proprio come nel film, IT il pagliaccio demone, abbia davvero "offerto la barchetta"; ma siccome nella trama scritta da Stephen King questo rappresenta una trappola, sino a quando non vedremo i famosi "solde suse à ù bancone", non potremo rendere gli onori a colui che si sta proponendo per condurla verso porti più sicuri e magari prestigiosi. Si riaffaccia, infatti, sulla passerella, un vecchio Comandante con il quale ci sembrava di essere una nave da crociera, ma che poi si rivelò un precoce precursore di Schettino (che da queste parti comunque si buttano). Ora quella barchetta, lo sappiamo, riesce a navigare solo in Mar Piccolo (una piccola serie D); qualcuno si accontenta di una buona pesca ogni tanto (come accaduto a Francavilla) e si affretta ad applaudire il mozzo ed i proprietari della paranza sperando di raccogliere altri pesci nella rete. Ma se vai per mare senza mezzi adeguati, veri uomini di mare esperti e "navigati", prima o poi affondi con tutta...l'Ancora. Ecco perché, (non credo di doverlo sottolineare), auspico che questo preannunciato avvicendamento societario si concretizzi ma per ora, pur essendo di animo proletario e non vestendo "griffato", attendo..."le firme". E vorrei anche capire se quel comunicato della fondazione uscito poche ore prima di quello in cui la società annunciava l'accordo con Massimo Giove, sia stato davvero partorito da chi "non sapeva nulla"...o piuttosto tutto il contrario. Anche se, in effetti, saperlo cambia poco, proprio come poco (anzi nulla) ha cambiato il voto negativo dei rappresentanti della fondazione nel Cda cha ha preventivamente approvato il bilancio; la presenza dei tifosi in società rappresenta infatti, ormai solo una mutazione del dubbio amletico: "Essere o non essere li"; per gli altri (soci), non è proprio un problema. Troppi due anni di inopinato silenzio per poter essere cancellati dalla raffica di comunicati dell'ultimo periodo. Come si dice a Taranto: "troppa cunfedenze l'è date!"... Vorremmo, pertanto, augurare presto buon lavoro al sig Giove; in tema di "pianeti" non chiediamo la Luna e non essendo di Marte non le faremo la guerra a priori ma, per il momento, ci lasci rimanere con i piedi ben piantati per...Terra. Senza dimenticare il suo passato (un tristissimo epilogo ma anche qualche vittoria sul campo, gioia ormai "straniera" allo Iacovone) rivolgiamo lo sguardo al futuro; ma che non ci sia inganno perché, per dirla con Caparezza, "ho bisogno almeno di un motivo che mi faccia stare bene". E per far star bene una tifoseria "spoetizzata" occorrerà discontinuità nelle scelte, nelle strategie e nella gestione, prima possibile; corpose iniezioni di professionalità in un mare di dilettantismo. Non farei nomi neanche sotto tortura (va be, non esageriamo) ma i Tarantini buoni sono a spasso, mentre quelli incapaci giocano a fare i manager sulla nostra pelle. Per questi ultimi, avvicinandosi il Natale, ci vorrebbe uno shuttle per mandarli su un altro...pianeta. Ecco perché la sua volontà già espressa (e scontata) di riportare la gente allo Iacovone non può prescindere dai fatti, dalle scelte fatte in ottica rinnovamento. E invece, nelle primissime affermazioni ha già detto che "va tutto bene: la squadra, lo staff dirigenziale...manca solo la gente allo stadio". Sinceramente questa filastrocca l'avevamo già mandata a memoria e non c'era bisogno di cambiare presidente per sentirla riecheggiare. Ecco, piuttosto lei ha giustamente precisato di essere, da sempre, un tifoso e questo può rappresentare il primo e più evidente segno di rottura con un passato, retto (?) da gente indifferente e poco amante non solo del Taranto FC ma del calcio, come sport, più in generale. Quindi, presti ascolto alla "piazza"; lei, Giove, sappia stare in mezzo a noi che siamo "figli delle stelle"; perché per riportare entusiasmo, ora, ciò che serve è, (come richiesto da più parti), abbassare i toni ed il... volume; magari non con un repentino colpo di mano, magari "sfumando" lentamente, ma bisogna spezzare ogni legame con uno scomodo, recente passato. Ipotesi, smentite, nomi di soci o di sponsor; in queste ore ne abbiamo sentite di tutti i generi e colori. Dagli imprenditori baresi e massafresi, ai pericolosi amarcord marchigani sino ad arrivare alle "Frecce indiane". Stante l'enorme confusione ci riserviamo,come già detto, ogni ulteriore commento quando ci saranno le firme dal notaio a suggellare la cessione totale e definitiva delle quote di maggioranza. Diversamente continueremo a seguire la barchetta fermi sulla nostra spiaggia, sperando non sia... l'ultima. Chiarezza e rinnovamento quindi signor Giove, affinché il suo film vada davvero in onda, non preveda la partecipazione di scomode comparse e non diventi un altrettanto pauroso..."A volte ritornano...". Noi...stiamo andando a comprare i popcorn... M.F.

Scritto il 26 Ottobre 2017 ore 15:27



Multijet_360


Prevedo musi lungi nella tifoseria se il DS viene riconfermato..

Scritto il 26 Ottobre 2017 ore 15:05



Cambiala


Anticipato a domani il passaggio delle quote.....

Scritto il 26 Ottobre 2017 ore 14:54



Lambrugo


Ovviamente aspetto come tutti segnali importanti. Ora è solo chiacchiericcio. Io per primo.

Scritto il 26 Ottobre 2017 ore 14:12



Lambrugo


Andrea 13,54. È il limite di internet. Credi che alcune cose siano scontate. Invece ti tocca ribadirle. Il tuo esempio è l'esempio per definizione.

Scritto il 26 Ottobre 2017 ore 14:10



E_D


andreagullotta cose da pazzi, ma davvero pensa che ci beviamo simili fandonie? È vero che in passato abbiamo creduto a tante false promesse, ma c'è un limite a tutto...

Scritto il 26 Ottobre 2017 ore 13:58



Andrea_Gullotta


E_D oltre a Nela, Rivera e Biagioni ha dimenticato di dire che Ronaldo e' suo figlio e che e' stato lui a insegnare a giocare a calcio a Messi

Scritto il 26 Ottobre 2017 ore 13:55



Andrea_Gullotta


Lambrugo leggendo le dichiarazione di Giove ho pensato a me: quando sono arrivato nel mio nuovo posto di lavoro ho trovato un macello. Avrei voluto mandare tutto all'aria e ricominciare da zero, invece ho preferito entrare in punta di piedi, capire la situazione e cambiare gradualmente. Ed e' andata alla grande. Non vedo perche' non possa succedere lo stesso con Giove, come sempre saranno i fatti a parlare

Scritto il 26 Ottobre 2017 ore 13:54



E_D


Cmq Mancini ridicolo, sia lui che il suo portavoce di origine tarantina che da mesi imperversa sui social con commenti e post zeppi di strafalcioni ed orrori grammaticali. Sul suo profilo scorgiamo dichiarazioni a favore di Cito, la Di Bello e sull'importanza di avere la criminalità alle spalle di una giunta. Tutti da noi questi personaggi un cerca d'autore...

Scritto il 26 Ottobre 2017 ore 13:53



E_D


rossoblu82 sul sedicente D.s. la pensiamo uguale, ma credo che Giove stia evitando scossoni a causa sia della fragilità della rosa che dell'imminente mercato di riparazione. Infatti, è vero che questo inizia il 1 dicembre, ma tutti sappiamo che gli addetti ai lavori si muovono almeno un mese prima. Mi auguro che se dovesse essere confermato sia solo una cosa temporanea in vista della scelta del sostituto che dovrà programmare la prossima stagione. Io continuo a giudicare questa ormai persa e utile solo a gettare le basi per il 2018/19. Se così non dovesse essere sarà il primo errore di questa società

Scritto il 26 Ottobre 2017 ore 13:49



nonnoluigi


2 Roselli al posto di uno...prendi due e paghi uno...

Scritto il 26 Ottobre 2017 ore 13:44



rossoblu82


peluscina il problema non è diakitè ma che il ds sia ancora operativo ...

Scritto il 26 Ottobre 2017 ore 13:40



rossoblu82


Il mio progetto partiva dall'acquisizione di due squadre di Serie A estere" - ha esordito Benedetto Mancini a MRB.it spiegando il suo "Progetto Rinascimento del Taranto Fc" - "un progetto che non avrebbe coinvolto solo la parte sportiva ma anche altre attività collaterali. Il Taranto doveva farne parte grazie al coinvolgimento di professionisti pronti a mettersi in gioco". "Tutto ciò sarebbe sfociato poi in un progetto tecnico con la creazione di una squadra pronta a fare risultati positivi in campionato" - aggiunge Mancini - "Taranto è una piazza ideale per fare questi tipi di discorsi. Lì c'è tanta passione e tanta storia. In 90 anni sono stati disputati tantissimi campionati di Serie B e secondo me è una piazza che può esprimere tanto professionismo e tanta passione". Nello Staff di Benedetto Mancini ci sono professionisti come Nela e Cervone che sarebbero stati pronti a scendere a Taranto. "Il mio staff sarebbe sceso a Taranto per riportare quell'entusiasmo che purtroppo al momento non è presente. Nel calcio moderno non si improvvisa nulla. Ci vuole organizzazione, fatta da persone che sono nel calcio da anni che avrebbero fatto crescere altri professionisti del luogo. Sono sicuro che a Taranto c'è tanta gente valida che va solo istruita e instradata. Gianni Rivera? Si, anche lui è nel mio staff, occupandosi di settore giovanile. Un altro aspetto secondo me molto importante per una società sportiva. Ormai i giocatori devi essere bravo a crearteli da solo, senza spendere tanti soldi per acquistarli altrove". Benedetto Mancini, era già pronto per arrivare a Taranto. "Il 18 Ottobre dovevo essere a Taranto per chiudere" - aggiunge Mancini - "ma la sera precedente mi hanno chiesto di non scendere perchè c'era il Cda. A me dispiace di non poter iniziare a lavorare a Taranto perchè sono convinto che questa squadra avesse già delle buone potenzialità, bisognava solo rinforzarla. E con i personaggi che avrei portato io, avremmo fatto grandi cose". Con Mancini presidente, ci sarebbe stato il cambio di allenatore e del direttore sportivo. "Direttore sportivo e allenatore li avrei cambiati sicuramente" - dichiara l'imprenditore laziale - "le persone che ricoprono gli altri ruoli non li conosco ma su quelle due posizioni sarei intervenuto sicuramente. Il ds forse lo avrebbe fatto Sebino Nela, mentre come allenatore avevo pensato ad Oberdan Biagioni. E' nel mio staff, credo molto nella persona e nel professionista e poi è uno che conosce molto bene il campionato di Serie D". Fallimento Latina, ecco la spiegazione. "Il Latina non è fallito per colpa di Mancini. Anzi, io ho permesso alla formazione laziale di continuare a giocare il campionato fino alla fine. Ho preso la squadra il 28 Dicembre e l'11 Gennaio è arrivata l'istanza di fallimento per colpa della precedente gestione. Con me inizialmente c'erano anche due soci, poi a quel punto sono rimasto da solo. Ho lottato in Tribunale per cercare di trovare una soluzione che consentisse al Latina di salvarsi. A Marzo è partito l'esercizio provvisorio, mi sono ritrovato con i conti della società bloccati e fuori dalla gestione tecnica. Successivamente ho partecipato all'asta per rilevare il titolo sportivo di Serie B di una squadra con 6 milioni di euro di debiti. Una volta retrocessi, l'asta è diventata per una squadra di Serie C e sarebbe stato veramente difficile pagare quei debiti. Non ho effettuato il saldo finale, lasciando in tribunale solo 2 milioni di euro, perché significava buttare i soldi. Era davvero una pazzia...". Catanzaro, Modena... tutte trattative non concluse. Fino ad arrivare al Taranto, il suo rimpianto più grande. "Per il Catanzaro la storia è abbastanza semplice. Il sindaco mi chiese di scendere giù il giorno dopo le elezioni, ho visto le carte della società e mi è stato detto che c'erano comunque altri imprenditori locali disposti a rilevare la squadra. A quel punto mi sono fatto da parte perchè era giusto dare la società a persone del luogo". "Sul Modena, invece" - aggiunge - "ho inviato la richiesta i primi giorni di Agosto e il 24 Agosto avevo un appuntamento per acquisire la società ma chi doveva presentarsi non lo ha fatto. Da quel giorno nessuno mi ha risposto più al telefono, facendolo solo qualche giorno dopo". "Avere o meno una squadra in Italia mi cambia poco la vita. A me interessava avere il Taranto perchè per le potenzialità della piazza mi sarebbe piaciuto coinvolgerlo in quello che sto facendo. L'incontro con Bongiovanni e Zelatore era andato bene, avevo accettato tutte le loro condizioni. Poi non so cosa sia successo... Ma io rimango sempre disponibile. Era davvero tutto pronto per arrivare lì, rinforzare la squadra e ridare di nuovo entusiasmo allo spogliatoio". Mancini avrebbe rilevato le quote di Bongiovanni e Zelatore. Si sarebbe trovato a gestire il tutto con la Fondazione Taras, ma senza alcun problema... "Le quote che stavo acquistando sono quelle in mano ai soci Bongiovanni e Zelatore. Ero pronto ad accollarmi mutuo, fideiussione, iscrizione. Tutti i debiti attuali. Con la Fondazione Taras credo che avremmo avuto un rapporto leale e sereno. Il mio intento era quello di riportare il Taranto ad alti livelli e per questo motivo credo che con loro non avremmo avuto problemi a rapportarci".

Scritto il 26 Ottobre 2017 ore 13:38



peluscina


con Diakitè addoammascé

Scritto il 26 Ottobre 2017 ore 13:31