Go to Top

Guestbook

   Nuovo utente

Effettua il login per poter scrivere

Registrati



nonnoluigi


non saprei se ebbe troppa fretta.....ma non rientrava nel progetto tecnico ....fece bene ad andare a brindisi...strappò un buon contratto...francesco montervino portò campitiello a rilevare il taranto...la maggioranza del taranto ...il 51 % nardoni rimase in società e in minoranza...ma lo strappo con la tifoseria era ormai netto...in un primo allenamento allo iacovone dai tifosi ultras venne preso di mira ...chi c'era se lo ricorda...in seguito non andò meglio...nell'autunno porto campitiello a rilevare fino al 92 % ....francesco montervino portò favo e favo porto genchi....e i suoi......per hernan non c'era più posto...da luglio si era deciso tutto ...

Scritto il 15 Marzo 2018 ore 20:29



auer


Molinari firmò al terzo giorno di mercato, con troppa fretta, per il Brindisi, forse allettato da una buona offerta economica. È vero che non rientrava nel progetto tecnico, ma avrebbe potuto aspettare e vedere come si mettevano le cose, se ci teneva a rimanere, come fece Prosperi. inizialmente escluso e poi contrattualizzato. Non riceverà applausi neanche questa volta se non da una piccola parte di pubblico, perché il nostro pubblico è avaro di applausi con i nostri giocatori, figuriamoci con gli avversari. Purtroppo, peccato.

Scritto il 15 Marzo 2018 ore 20:09



rossoblu82


Murianni in conferenza stampa: Boccadamo è il sostituto naturale di Bilotta e con il Gravina dovrebbe giocare lui. Corbier? Si deve ancora ambientare, era stato presentato come difensore ma in realtà è un’ala naturale...... Ennesima perla del ds volume quello che ha fatto un miracolo sportivo....

Scritto il 15 Marzo 2018 ore 18:47



Romanzini


Hernan Molinari è stato uno dei centravanti che ha vestito la casacca rossoblù che più mi ha entusiasmato. Ragazzo d'oro, come giocatore aveva sempre il colpo in canna, riusciva a tramutare in gol palloni difficilissimi, e soprattutto era uno che in campo ha sempre dato tutto. Sicuramente sarebbe rimasto a Taranto per anni, ma qualche tempo fa nonostante la sua volontà non lo fecero rientrare tra i confermabili, e lui firmò per il Brindisi. Quella cosa fu erroneamente vista come un tradimento, anche perchè i cugini dovevano sulla carta essere nostri avversari per la promozione. Probabilmente se Hernan fosse andato a giocare altrove la sua scelta non sarebbe stata considerata in quel modo. Forse scelse Brindisi per non allontanarsi dalla Puglia, che a lui piace tanto. Ma Taranto non l'ha mai dimenticata, e qui ha ancora tantissimi amici e tanta gente che lo apprezza, prima come uomo e poi come centravanti. Sono sicuro che stavolta riceverà gli applausi che merita, perchè i gol fatti da noi, tantissimi, sono tutti stati veramente belli, e perchè in campo, quel giorno, in quel Taranto Brindisi, l'allenatore avversario fu costretto addirittura a sostituirlo quando si rese conto che il ragazzo proprio non ce la faceva a giocare contro il "suo" Taranto. Io ringrazio ancora hernan Molinari per le splendide emozioni che ci ha regalato in quei due campionati giocati in rossoblù, e domenica certamente gli regalerò prima della gara un applauso sincero, e poi avversari per i tre punti, come è giusto che sia.

Scritto il 15 Marzo 2018 ore 18:47



nonnoluigi


io a essere sincero il vecchio hernan ...per vincere il campionato l'anno prossimo lo prenderei...un accordo economicamente vantaggioso per la società e il calciatore....un posto nello spogliatoio e un alternanza in panca e campo....è un ragazzo che non rompe i [non consentita]...unisce e non divide...utilizzato come fu un altafini per la iuve quando berta filava.....pur partendo dietro ai titolari Pietro Anastasi e Roberto Bettega ...subentrava dalla panchina e realizzava...."alla altafini" ...poi la tecnica del nostro diventerebbe "strumento" per molti ragazzi...sia per i suoi compagni di squadra più giovani sarebbe credo sarebbe un maestro....oltre agli attaccanti anche altri ruoli.. tutti succhierebbero benefici...è noto che se al fianco hai un compagno bravo diventa tutto più facile....il giovedì il giovanotto che vorrebbe imparare il mestiere del difensore in ginnasio che lo marcherebbe anno 2000 o anche 2001-2002 apprenderebbe molto del mestiere e i trucchi dei bravi centravanti...

Scritto il 15 Marzo 2018 ore 17:32



Tonino_Palese


Grazie Hernan.

Scritto il 15 Marzo 2018 ore 16:17



rossoblu82


E’ stato uno dei giocatori più amati dal pubblico tarantino quando ha vestito la gloriosa maglia rossoblù: Hernan Rodolfo Molinari, giocatore del Gravina, affronterà il Taranto nel derby di domenica prossima allo “Iacovone”. Il bomber di La Plata è uno degli ex più attesi: con la maglia rossoblù si è rivelato determinante nei momenti topici della stagione e realizzò il gol che riaprì le speranze per il primo posto del Taranto contro il Matera. L’attaccante è stato intervistato, in esclusiva, dalla redazione di TUTTOcalcioPUGLIA.com circa la prossima sfida di campionato, con uno sguardo al passato. “Il girone H è il più bello da giocare: avevo voglia, insieme a mia moglie, di tornare in Puglia ed è ciò che alla fine ho ottenuto. C’era una piccola possibilità di tornare a Taranto ad inizio anno, poi l’allora tecnico Francesco Cozza ha preferito Pera a me. Conosco la situazione che c’è stata in riva allo Ionio, seguo i rossoblù dal giorno in cui sono arrivato e continuerò a farlo fino a quando non morirò: è il posto dove mi sono sentito a casa. Sono legato a questa piazza, dopo ogni mia partita, vado sempre a controllare ciò che ha fatto il Taranto: è rimasta nel mio cuore. Il Gravina? Ho scelto loro dopo aver trascorso la prima parte della stagione a Varese: un po' tutti sanno ciò che è successo, poi è arrivata la chiamata dal direttore sportivo ed ho scelto il loro progetto. Gravina è una bella realtà e sono stato attratto dalla loro idea di calcio: so che questa è una società seria e mi piace vedere lo stadio pieno di famiglie e bambini la domenica”. Lo scorso weekend, nel recupero con l’Altamura, il Gravina ha subito la prima sconfitta in trasferta, interrompendo la striscia di dieci risultati utili consecutivi: cosa è andato storto nel derby? "Abbiamo fatto la partita, come spesso succede, e loro sono riusciti ad avere la meglio grazie ad una bellissima giocata: purtroppo, però, l’arbitro non si è accorto del fuorigioco del loro calciatore. Non siamo riusciti a sbloccare il risultato; l’Altamura dopo aver trovato la rete del vantaggio ha difeso il risultato e si è aggiudicata la sfida”. A Taranto, in due anni, hai realizzato 35 reti in 46 presenze: cosa proverà Molinari quando farà il suo ingresso sul manto erboso dello “Iacovone”? “L’anno e mezzo che ho vissuto a Taranto è stato il più bello, l’ho sentito mio: mi sono anche sposato a Taranto. Tornare nella cittadina ionica è come tornare in Argentina. Nella mia vita e nella mia carriera, ho baciato due maglie: quella dell’Estudiantes e quella del Taranto. Quello che io provo per Taranto ed i tarantini si sa già: per me sarà un’emozione molto forte”. Affronterai la tua ex squadra: che tipo di accoglienza ti aspetti? “Ho già affrontato il Taranto da ex contro il Brindisi: so che ci saranno dei fischi ed un clima un po' “cattivo” ma ci sta e lo posso capire. La maggior parte della gente sa, comunque, come davvero è andato a finire il mio rapporto con i rossoblù: io avevo già un accordo per proseguire la mia avventura in riva allo Ionio, poi cambiò la dirigenza e hanno virato l’attenzione su altri giocatori. La verità è questa: mi prenderò i fischi e gli insulti ma ciò non mi farà mai cambiare l’amore che provo verso la maglia del Taranto”. Il Taranto vuole conquistare l’undicesimo risultato consecutivo per rimanere aggrappato al treno playoff, il Gravina, invece, deve fare bottino pieno per continuare a lottare nelle zone alte della classifica. Che partita ti aspetti? “Noi sappiamo la squadra che ha il Taranto: era un “gigante addormentato”. Nel momento in cui si sono svegliati, hanno fatto più che bene. Hanno una rosa composta da grandi giocatori come D’Agostino, Marsili, Miale, Ancora, Galdean e Favetta. Sappiamo che vorranno imporre il loro gioco e cercare di vincere la partita. Dal nostro canto, vogliamo conquistare i tre punti anche noi. Come hanno visto tutti, fuori casa giochiamo sempre a viso aperto: butteremo il cuore oltre l’ostacolo, sapendo che sarà una partita molto difficile, ma metteremo in campo la nostra voglia di fare bene”. La carica dell’ex. Un gol con la maglia del Gravina sotto la Curva Nord: cosa succederebbe? “Io sono un professionista e giocherò sempre per vincere: domenica vivrò delle emozioni fortissime. Quando giochi a calcio, soprattutto se lo fai di mestiere, devi dare sempre tutto in campo. Se ci sarà la possibilità di fare gol, non mi permetterei mai di esultare contro il Taranto: ripeto, è una squadra che io porto nel cuore e non farei mai una cosa del genere”. Rimpianti sul Taranto? Non posso dire di avere rimpianti perché io avevo già chiuso con la società per rimanere un altro anno. “Quando è cambiata la struttura societaria, hanno scelto altri giocatori e non mi è stata data nemmeno la possibilità di parlare con i nuovi dirigenti: se io fossi stato contattato da loro e non avessi accettato, avrei avuto un rimpianto nel non rimanere a Taranto ma, purtroppo, non è stato così. Se fosse arrivata una chiamata dal Taranto, non avrei esitato ad accettarla”. Un tuo giudizio sul campionato di Serie D… “Secondo me, il Potenza ha fatto le cose quasi perfette: si è rivelata una grande squadra, con un’identità fissa e sta conquistando meritatamente la promozione. Penso che Cerignola e Taranto potessero avere qualche punto in più: gli ionici, in particolare, non hanno fatto benissimo nella prima parte del campionato e pagano, ad oggi, questo handicap. Questo campionato è bello per questo: tolto il Potenza, io credo che dal secondo al quinto posto sarà una bella lotta fino all’ultima giornata”. Rispetto alla tua ultima stagione col Taranto, che differenze hai riscontrato nella Serie D/H? “Questo girone è sempre stato più difficile e competitivo rispetto agli altri. L’ultima volta, dopo le prime dieci giornate, ci trovavamo nella seconda parte della classifica, poi risalimmo piano piano la china. Il Marcianise, invece, cominciò a razzo per poi rallentare partita dopo partita. Quel campionato fu vinto dal Matera e sappiamo tutti benissimo com’è andata a finire. Quest’anno, secondo me, è un po' meno forte ma equilibrato: ci sono più squadre che si contendono le posizioni alte della classifica ed anche le prime della classe riscontrano difficoltà a vincere con i team meno blasonati. Il girone H ha un’evoluzione ogni anno: lo scorso anno c’erano squadre che non erano allestite per lottare alla promozione e, alla fine, si sono ritrovate a giocarsela fino alla fine. E’ un campionato affascinante, il più bello dell’intera Serie D”.

Scritto il 15 Marzo 2018 ore 15:20



angelix0374


..... oltretutto anche lo scorso anno in un'altra categoria sia il finto DS che Papagni preferirono spostare un centrocampista qual'era Pippo Balzano a Quarto di difesa piuttosto che prendere un difensore di ruolo... scelte tecniche e solo questo... domenica probabilmente giocheremo con Marsili centrale...beh non la vedo proprio nera come situazione... piuttosto dovrai scegliere under adeguati...punterei su Boccadamo (scelta obbligata come '99) e Giannotta o Li Gotti...a centrocampo inserirei Capua...in attacco il solito assetto con staffetta Diakite'/Favetta...partirei con quello che sta meglio.....oppure tutti e due insieme e toglierei Ancora da far subentrare a partita in corso

Scritto il 15 Marzo 2018 ore 14:09



angelix0374


Vorrei evidenziare a E_D che la scelta di rimanere con questo organico o prendere altri giocatori a dicembre non era esclusiva scelta del DS ma anche della società e soprattutto del Mister...... Dire che si stava puntando su Troianello quando quasi tutti erano d'accordo sul numero risicato di centrali over è una grande stupidaggine.... La squadra deve essere fatta dal mister che deve segnalare una rosa di giocatori al DS che si deve attivare x accontentarlo sulla base del budget dettato dalla proprietà..... insomma una prassi da rispettare...

Scritto il 15 Marzo 2018 ore 13:43



lenotarima


La mia idea di calcio: 11 casacche rossoblu che vanno intorno ad un pallone e che sia contro Inter o Francavilla al Bernabeu o al Tursi poco importa 🙂

Scritto il 15 Marzo 2018 ore 05:39



Romanzini


La riforma del calcio va fatta e va fatta possibilmente da gente che di calcio ne capisce. Io una idea me la sono fatta, e sostanzialmente coincide con quanto scritto da Andrea. Qualche imprenditore possidente oggi ancora esiste, ma questi preferisce per ovvi motivi investire in piazze piccole o senza storia, perchè li non avrà pressione da parte dei tifosi, perchè li si accontenteranno di quel che passa il convento, perchè li magari puoi far giocare i giovani di club importanti valorizzandoli e percependo ricchi rpemi valorizzazione, perchè li nessuno ti chiede il risultato, perchè li con una gestione intelligente magari riesci a lanciare qualche giocatore e a venderlo a peso d'oro, "rischiando" anche di guadagnarci dal calcio. Potremmo parlarne all'infinito, prendiamo l'esempio del Sassuolo. Squinzi avrebbe potuto (e secondo me dovuto) investire nella Reggiana, invece lo fa a Sassuolo dove l'aria è più tranquilla; poi si va a prendere in gestione lo stadio di Reggio, dove gioca con la squadra di un paese sperando di campare in A e attrarre l'interesse di tanti tifosi interessati a vedere le grandi squadre. Mica [non consentita]. Resto dell'idea che il calcio debba tornare quello della gente, e se vogliamo che succeda è inevitabile che si ricrei, in molte piazze con più storia ma soprattutto con bacini d'utenza più grandi, una situazione societaria forte, stabile, credibile, duratura. Perchè a tutti quanti noi piace e attrae di più un Taranto-Messina di un Taranto-Troina, con tutto il rispetto, e questo in Federazione devono comprenderlo una volta per tutte se vogliono rianimare un calcio moribondo. Tutti questi problemi una volta non esistevano perchè c'erano squadre che giocavano quasi sempre in A, molte quasi sempre in B con puntate in C, e altre che facevano la C a vita, e squadrette di centri innominabili e sconosciuti non le conoscevi neanche perchè non varcavano mai la soglia del dilettantismo. Oggi abbiamo voluto essere democratici, abbiamo esultato quando abbiamo visto il Chievo in A 20 e più anni fa, ma non ci siamo resi conto che in quel modo il calcio avrebbe imboccato un tunnel senza uscita. Basta vedere quanti spettatori fa un Inter-Chievo, o un Roma-Chievo, e quanti ne faceva una volta ad esempio Roma-Avellino (quello di Juary)...andate a spulciare gli almanacchi....ve ne accorgerete della enorme differenza.....e qui non si tratta di non rispettare i piccolini, ma solo di essere realisti...

Scritto il 14 Marzo 2018 ore 18:11



E_D


Rossoblù82 Ringraziamo il nostro ex D.s per essere costretti a schierare un centrocampista in difesa quando anche l'ultimo dei tifosi chiedeva l'arrivo di un centrale difensivo anziché Troianiello nel mese di gennaio.

Scritto il 14 Marzo 2018 ore 18:11



rossoblu82


Per la difesa i giornali oggi parlano di marsili difensore centrale viste le assenze di miale d Angelo e bilotta

Scritto il 14 Marzo 2018 ore 17:54



E_D


Per la serie "succede solo a Taranto": caos societario a Manfredonia e tifosi che annunciano la diserzione dagli spalti fino a fine stagione.

Scritto il 14 Marzo 2018 ore 15:33



angelix0374


Andrea...qui nessuno vieta ai paesi o quartieri (Chievo x intenderci) di salire di categoria ... hanno tutto il diritto di iscriversi basta avere la possibilità economica di pagare l'iscrizione ed accendere la fidejussione (indispensabile oggi come oggi visti i tempi che corrono ... Anzi fossi nella Federazione punterei ad un raddoppio della fidejussione piuttosto che a un fondo perduto che non sappiamo che fine faccia)... però a quelle società che hanno la ventura di essere promosse sul campo oltre all'anno di deroga circa le infrastrutture di un anno...dai la possibilità se non rispetti i tempi di poter giocare in uno stadio a norma un po' come ha fatto il Francavilla quest'anno e forse farà il prossimo anno

Scritto il 14 Marzo 2018 ore 13:45



nonnoluigi


mi piacerebbe vedere esterno un giovane ...cardea davide classe 2000 ...una classe importante per l'anno venturo...qualche presenza ...l'abitudine alla categoria un pò di fango sotto i tacchetti non gli farebbe male...vorrei ricordare a michelino un suo gol di pregevole valore in coppa serie c credo a fondi....e a michelino volevo ricordare che arriva il monento di dimostrare coraggio ...ci vuole audacia per esordire con i giovani talenti.........

Scritto il 14 Marzo 2018 ore 12:37



nonnoluigi


che poi facendo due conti cosa manca all'appello ...favetta 5 e d'agostino 6 i loro gol li fanno in frequenza e di bella fattura ...anche diakite se non gioca con frequenza per minuti giocati i suoi 2 gol li ha realizzati....quello che manca al pallottoliere sono i gol di cristianone 2 gol pochi e dell'esterno lorefice due gol molti da centrocampista e non da esterno o anche altri come portoghese......ad assurdo il nostro migliore cannoniere è giuseppe capua per minuti giocati con i due gol realizzati...

Scritto il 14 Marzo 2018 ore 12:29



nonnoluigi


Tonino ...ho letto che tra infortuni e squalifiche abbiamo pochi disponibili a schierare la difesa ..potrebbe fare il centrale marsili...certo abbiamo la questione da risolvere dei 60 minuti poco produttivi con la punta centrale troppo isolata in avanti.....ma ormai sappiamo essere il DNA dei nostri eroi...ma la difesa se non ci sono recuperi credo bisogna adattarla domenica.....

Scritto il 14 Marzo 2018 ore 12:18



Tonino_Bisignano


Nonnoluigi, io mi chiederei con quale attacco giochiamo visto che le partite le abbiamo pareggiate o vinte mai con la formazione e lo schema scelti ad inizio partite.

Scritto il 14 Marzo 2018 ore 12:04



nonnoluigi


con che difesa giochiamo domenica?

Scritto il 14 Marzo 2018 ore 10:56



Andrea_Gullotta


Buongiorno a tutti, è bello leggere una discussione del genere, con tante opinioni diverse. Secondo me la verità sta nel mezzo: il calcio italiano è stato talmente mal gestito che ci troviamo in una condizione così pietosa, che l'unica soluzione trovata dalle menti illuminate di via Mazzini è quella di introdurre sette squadre farlocche pur di avere stabilità. Sfiancati da venticinque anni di mala gestione del calcio italiano e tarantino, e nostalgici di un calcio che fu, arriviamo al punto di ipotizzare soluzioni antisportive. Troina, Gozzano, Chievo etc. hanno tutto il diritto di andare nelle serie che si conquistano, il problema grave di questa situazione (e in generale del calcio italiano) è che non si è pensato a salvare le grandi piazze di provincia che, con l'aumento dei costi di gestione del calcio negli ultimi anni, non riescono più a competere adeguatamente. Intendo dire che non riesco a dare torto agli imprenditori che investono nel Matelica o nel Gozzano invece che nel Taranto o nel Brindisi. Quanto mi costa gestire lo stadio di 1000 posti a Matelica, e quanto lo Iacovone a Taranto? Se ho bisogno di fare modifiche strutturali per la nuova categoria, quanto ci mette a rispondere il comune di Matelica (o Monopoli, giusto per ricordarci un caso in cui siamo stati coinvolti), e quanto quello di Taranto? Se faccio una squadra giovane e di prospettiva, quanta pressione ho a Matelica, e quanta a Taranto? La verità è che oggi chi investe nel Taranto, nellìAncona o nel Messina etc. si trova a gestire stadi spesso fatiscenti, enormi per la categoria e miseramente vuoti, tifoserie avvilite e situazioni istituzionali allucinanti, e questo è il motivo per cui negli ultimi venti anni le grandi piazze di provincia sono tutte fallite ad eccezione di rari esempi come l'Empoli. Il problema quindi non è il Gozzano, o il Francavilla, o il Castel di Sangro: chi vince deve giustamente godere delle proprie vittorie nello sport (io sarei addirittura per l'eliminazione dei criteri infrastrutturali, perché è giusto che queste squadre giochino nei loro stadi e davanti ai loro tifosi). Il problema è che questa situazione provoca una specie di "doping finanziario" per cui le grandi piazze, in mancanza di grandi introiti derivanti dalle tv o ad esempio da una gestione più intelligente della Coppa Italia (con un incasso di una partita con una squadra di A il Taranto si pagherebbe mezza stagione in C), non riescono a stare al passo e falliscono di continuo. Bisognerebbe studiare delle forme di distribuzione delle risorse dalla A alla D basate sul bacino d'utenza, per far sì che Giove sia messo nella condizione di ridurre le spese di gestione ed essere in grado di investire le stesse risorse di Magri (se le avesse...). Il dramma è che il sistema calcio in Italia è completamente fottuto, politicizzato, poltronizzato. Se la Figc avesse voce in capitolo sulle diverse leghe potrebbe organizzare una redistribuzione delle risorse e un progetto di riforma dei campionati con cui far veramente rinascere il calcio. Insomma, votate per me e risolvo tutto 🙂

Scritto il 14 Marzo 2018 ore 10:49



nonnoluigi


torna hernan domenica...e non sappiamo se da titolare....certo rimane tra i pochi che in quarta serie ci hanno divertito..... qualche gol indimenticabile...

Scritto il 14 Marzo 2018 ore 10:00



Stefano


Concordo in parte con romanzini. Premettendo che tutti devono avere il diritto di accedere alle categorie superiori, solo in Italia vedo il proliferare di squadre inesistenti sulla cartina geografica. Perché investire a francavilla e non a brindisi? Perché a sassuolo e non a reggio emilia? Perché nel chievo e non a verona? È tutto assurdo. Al netto del disastro delle pay e degli stadi fatiscenti, della poca sicurezza e della confusione normativa tipicamente italiana. Regole che non esistono e che si cambiano ogni anno, provocando incertezza e allontanando la gente

Scritto il 13 Marzo 2018 ore 23:15



johnpetrucci


Domenica torna allo Iacovone uno degli attaccanti più prolifici e amati degli ultimi anni a Taranto. Degli ex saranno anche Mbida e Balzano.

Scritto il 13 Marzo 2018 ore 19:40



CUCS


e noi li ringraziamo anche.... siamo diventati una tifoseria dilettantistica aime!

Scritto il 13 Marzo 2018 ore 18:26



CUCS


Sono d'accordo con Romanzini. Il mio discorso è di stò tipo...se sai già che con una struttura inadeguata (e uso un eufenismo per certi campetti assurdi) non puoi avere il "permesso" di accedere nei professionisti, credo che in pochissimi farebbero grandi investimenti in serie dilettantistiche. Ma se anche pur essendo una piccola realtà di provincia hai lo stadio con dei criteri assolutamente da professionisti ok! Il grande problema secondo me sono le strutture inesistenti per supportare un campionato professionistico, chi ha campetti da dilettanti rimanga nei dilettanti. Questione ripescaggi...Il punto focale quì è sempre lo stesso da decenni, non riesci ad avere presidenti o società all'altezza di una città di 200mila abitanti, sempre proprietà con grandissimi limiti economici...ma cosa ve lo prendete a fare il Taranto????????????????? Una certa idea ormai me la sono fatta...eppò chiangn meserie!!!

Scritto il 13 Marzo 2018 ore 18:24



joetaras


P.S. Le cosiddette squadre B sono un qualcosa di assurdo. Già il calcio in Italia è moribondo, credo che sarebbe il colpo di grazia.

Scritto il 13 Marzo 2018 ore 17:00



joetaras


Credo che l'ultima parola spetti sempre al campo. Se il Troina vince il suo girone è giusto che giochi in Serie C. Il problema siamo noi. Siamo noi che non abbiamo attenuanti, una città da 200.000 abitanti che non riesce a vincere un campionato di Serie D, è questo il problema. Ci sono innumerevoli giustificazioni economiche ma non possiamo giocare la C o la B per diritto divino. Dobbiamo sudarcelo come fanno le altre squadre. Poi se si aprissero possibilità di ripescaggio e la società volesse perseguirle tanto di guadagnato, ma non mi sento di togliere il posto ad un Troina per un cavillo burocratico (stadio non conforme) e regalare una promozione immeritata a noi od altra squadra "blasonata". Opinione personale, ovviamente.

Scritto il 13 Marzo 2018 ore 16:58



auer


Sulle squadre B. I campionati di Serie C sono già falsati dalle squadre che falliscono in corsa, dalle penalizzazioni, e dalle partite aggiustate. Ci mancano solo 2 o 3 squadre a girone che non hanno interesse a salire di categoria e che hanno una rosa variabile ed in parte in comune con una squadra di Serie A. Non ci vuole molto a capire che se funziona in Spagna o in Inghilterra non è detto che debba funzionare da noi, che siamo molto diversi

Scritto il 13 Marzo 2018 ore 16:54



auer


Non solo il fondo perduto è una invenzione italiana, ma fissare un tassa così alta è stata una invenzione di Tavecchio. Ora che lui non c'è più vedremo come faranno gli altri. Probabile anche che blocchino del tutto i ripescaggi per fare entrare le squadre B visto che sono praticamente tutti d'accordo su questo. Quindi Giove col ripescaggio fa come la volpe e l'uva, quasi certamente non ci potremo arrivare quindi meglio dire, almeno per ora, che sia acerba. Per avere una eventuale riammissione invece non avremmo preclusioni, ma servirebbe un signor piazzamento nella graduatoria di Serie D e che almeno una neopromossa da un qualsiasi girone non si iscrivesse

Scritto il 13 Marzo 2018 ore 16:14



E_D


luxtarentum il discorso non è farsi illusioni, ma bensì avere la consapevolezza che se c'è anche una possibilità su mille di abbandonare la fogna della D in estate la nostra società farà l'impossibile per acciuffarla. L'intervista di Giove dice esattamente l'opposto e vedo che molti sono anche concordi con la sua linea di pensiero. Contenti loro...

Scritto il 13 Marzo 2018 ore 15:04



LuxTarentum


E_D: ma infatti sono assolutamente d’accordo! Fermo restando che il fondo perduto è una porcata tutta italiana, e su questo non si discute, la teoria che si deve risparmiare sul fondo perduto che comunque ti garantisce la partecipazione al campionato di serie C, per poi spendere il triplo senza nemmeno averla quella garanzia, è una teoria che non sta minimamente in piedi! E, d’altronde, i fatti parlano chiaro: abbiamo fatto 10 campionati di serie D e ne abbiamo vinto uno solo, a testimonianza che chiamarti Taranto non conta proprio nulla se poi non costruisci una corazzata, con annesso esborso economico imponente.. P.S. Ovviamente il nostro è un discorso che allo stato attuale equivale ad aria fritta, visto che, ad oggi, nulla lascia presagire che il Taranto possa ambire ad un ripescaggio.. Però è un discorso che va tenuto sempre a mente, perchè non ci si debba trovare a mangiarsi le mani come al solito in un ipotetico futuro...

Scritto il 13 Marzo 2018 ore 14:50



E_D


luxtarentum a parte questa fiaba, è discutibile l'idea che bisogna risparmiare il fondo perduto e investire la somma per costruire la squadra in serie D pur sapendo che il prossimo anno ci saranno almeno altre 2 o 3 squadre in grado di investire somme ingenti per tentare di vincere il campionato. Morale della favola: si può spendere anche un milione di euro ma finire secondi o terzi. E noi ne sappiamo qualcosa....

Scritto il 13 Marzo 2018 ore 14:12



LuxTarentum


Tornando a noi, pensare veramente che qualcuno debba chiamare il Taranto per dire che lo vuole in C e che debba farlo pure in tempo utile e senza chiedere di fare follie (cito testualmente) significa vivere sul pianeta Marte, anzi.. sul pianeta Giove 🙂 Cerchiamo di prendere contatto con la realtà per favore, che ormai non contiamo più una beata mazza nel panorama calcistico nazionale, nè come blasone, nè come piazza... È più facile che chiamino l’Albalonga o l’Unione Sanremo piuttosto che noi.. Scusate la cruda franchezza, ma è bene essere realisti...

Scritto il 13 Marzo 2018 ore 13:57



johnpetrucci


E quando trasmettevano un secondo tempo della serie A ogni domenica sulla Rai?

Scritto il 13 Marzo 2018 ore 13:50



rossoblu82


e molti di quelli che oggi passano le domeniche spaparanzati sul divano di casa a vedere diretta gol prima, quando non c'erano le paytv, stavano allo stadio e la serie a la seguivano alla radio...

Scritto il 13 Marzo 2018 ore 13:37



LuxTarentum


A proposito di calcio di una volta, ci ha lasciati uno dei baluardi di quel calcio: Luigi Necco.. Un grande, in tutti i sensi! 🙁

Scritto il 13 Marzo 2018 ore 13:33



rossoblu82


parlo da romantico...le tv hanno ammazzato il calcio sopratutto quello minore e gli stadi sono sempre più vuoti...ci sono partite tutti i giorni ed a tutte le ore...prima si aspettava la domenica per andare allo stadio e chi non poteva rimaneva attaccato alla radiolina a casa e si aspettava alle 18 per vedere i gol a 90 minuto (oggi è morto lo storico inviato da napoli luigi necco)...non c'erano le scommesse legalizzate (che sappiamo a cosa hanno portato) ma la schedina del totocalcio e totogol...l'atmosfera che si respirava sugli spalti nelle sfide calde era particolare perchè non c'erano divieti e restrizioni per le trasferte...ma ve lo immaginate un derby con il bari senza tifosi ospiti??

Scritto il 13 Marzo 2018 ore 13:29



nonnoluigi


Salernitana, Palermo, Samb, Avellino, ecc. ...in effetti siamo noi gli assenti...

Scritto il 13 Marzo 2018 ore 13:15



nonnoluigi


io ....vi posso assicurare che provo questo rimpianto...la nostalgia dei tempi migliori...qui bei ricordi di calciatori importanti e campionati importanti...si ...diciamo che sono molto dispiaciuto partecipare ad un calcio odierno mediocre ...odierno mica tanto è un quarto di secolo di occasioni mancate...

Scritto il 13 Marzo 2018 ore 13:14



Romanzini


Eppure, vi posso garantire che al contrario di quanto si scrive, siano in molti ad avere una visione differente del calcio. Quante volte allo stadio ci siamo lamentati delle squadre avversarie prive di storia, blasone, tifosi, bacini di utenza grandi, contestando la loro presenza in campionati importanti? quante volte abbiamo rimpianto le grandi sfide del passato? Vi ricordate la vecchia C1 anni 80 e primi anni 90? Torneo che vedeva Salernitana, Palermo, Samb, Avellino, ecc. che noi abbiamo anche vinto col record di punti.....Non ti annoiavi mai, non pensavi minimamente di mancare dallo stadio perchè quel Taranto-Palermo, o Taranto-Brindisi, o Taranto-Samb erano un pezzettino di storia che si incastrava in un puzzle bello come quello del calcio. Inutile girarci, il calcio tornerà ad essere quello della gente, quello dei tifosi, quello sport amato da tutti, solo quando tornerà ad esprimere la passione e l'amore di tifoserie oggi in disgrazia. Non me ne vogliano a Lentini o a Francavilla, ma vedere il Messina o il Brindisi così giù fa male, tanto. Provassero a tornare indietro, provassero a fare una riforma seria, provassero a recuperare l'entusiasmo della gente, e vedrebbero, in Federazione, risultati migliori. Non parliamo poi delle strutture che in alcuni centri definiscono stadi, ma per piacere. L'abbiamo visto a Nardò la settimana scorsa cosa vuol dire, terreno pessimo e vergognoso, stadio o meglio campo fatiscente e senza sicurezza....e noi vorremmo continuare così? Il calcio è una cosa, il romanticismo un'altra. Io la vedo così, e vi posso assicurare che quasi ovunque c'è questo rimpianto...provate a chiedere ai tifosi della Samb cosa penserebbero di un Samb Taranto.....ne sarebbero entusiasti, loro, e noi pure.....

Scritto il 13 Marzo 2018 ore 12:57



rossoblu82


romanzini i tempi sono cambiati, il calcio non è + più quello degli anni 80...ed il nostro blasone (purtroppo) non esiste più...

Scritto il 13 Marzo 2018 ore 12:43



DEMOCRATE


Lo sport è competizione, agonismo e tecnica, non può essere appannaggio solo delle città che superano un certo numero di abitanti ho hanno un bacino d'utenza maggiore, se così fosse dovrebbero fare una serie A con le 20 squadre delle 20 città più grandi d'Italia e così via via a scendere, mi sembra assurdo e fuori dalla logica sportiva. Se il Sassuolo o il Crotone o il Benevento sportivamente parlando sono superiori al Taranto o al Messina e giusto che loro siano in serie A. Il problema del nostro calcio un altro, cioè bisogna fissare regole chiare che non possono essere aggirate con controlli severi da fare prima che iniziano i campionati, per esempio, mi sembra assurdo che le regole per il ripescaggio vengano fissate a campionato finito o quasi, prima si fissano le regole e poi si gioca.

Scritto il 13 Marzo 2018 ore 12:40



lenotarima


Romanzini. Mi spiace ma non condivido 🙁 al Martina o all'Empoli vanno riservati gli stessi diritti del taranto o della fiorentina. Se vincono hanno il diritto di giocarsi le loro chance nel campionato di pertinenza e le partite sul proprio campo anche se piccolo. Parere personale naturalmente 🙂 🙂

Scritto il 13 Marzo 2018 ore 12:15



Romanzini


Leno. Quella tua è una visione romantica del calcio, ma assolutamente non in linea con la stretta attualità. Le risorse economiche sono diventate sempre di meno, e la fetta di torta a disposizione sempre più piccola. L'assurdità oggi è vedere ad es.un Leonzio che gioca a Catania, o un Cittadella che per anni ha giocato a Padova. Le strutture sono importantissime, il bacino d'utenza anche. Il paradosso è poi vedere il Chievo in A pur sapendo, tutti, che si potrebbe chiamare benissimo Paluani, e l'esistenza di queste squadre fa estremamente comodo al sistema perchè mentre queste realtà galleggiano in A o in B per anni, i grandi club fanno gli affari loro ben sapendo che a queste cosiddette "piazze" basta la sopravvivenza nei pro. Io resto dell'idea, più vicina alla realtà di oggi, che chi vuole investire a Cittadella lo possa fare a Padova, o chi lo fa al Chievo lo possa fare nel Verona, ecc.ecc. Ci lamentiamo infine della pochezza di alcune piazze in termini di presenze e poi vogliamo un calcio romantico. Mi chiedo, non sarebbe più bello vedere il Brindisi in C anzichè un Francavilla che porta al campo 1000 unità? Io che sono un inguaribile romantico, e penso al calcio che è stato, dove la squadra di riferimento è sempre stata quella del capoluogo, la penso così. Alla luce della clamorosa crisi del calcio e dell'economia, penso che un passo indietro sarebbe d'obbligo. E forse torneremmo a vedere palermo, Catania, Taranto, Catanzaro, Reggina, Ancona, Samb, solo per fare qualche esempio, tornare a giocare tra loro, con l'immenso fascino che queste sfide hanno sempre provocato nel tifoso comune.

Scritto il 13 Marzo 2018 ore 11:46



lenotarima


quindi funziona cosi, fino a quando non toccano i tuoi interessi va bene tutto, poi quando alzano il tiro ed arrivano anche a te, allora ci incazziamo e sbraitiamo. Ma che bell'atteggiamento, proprio bello clap clap clap

Scritto il 13 Marzo 2018 ore 11:40



Tonino_Bisignano


I reazionari, spesso, guardano il dito e non la luna!

Scritto il 13 Marzo 2018 ore 11:31



lenotarima


certo che i vostri ragionamenti sono davvero allucinanti, scusate. Solo guardando al piccolo cortiletto di casa: io mi incazzerei e non poco se dopo aver vinto un campionato sul campo magari mi dicono che non posso salire perche il bacino di utenza e' troppo piccolo e questo vale per il Troina o anche per il taranto se dovesse andare in A e chiedono che so una stadio di 50.000 posti e un bacino di utenza di 1 milione di cristiani e magari che il campo sia in erbetta naturale al profumo di gelsomino e calendula

Scritto il 13 Marzo 2018 ore 11:17



lenotarima


io penso invece che il calcio e' bello per questo e se il Gozzano, Troina, Matelica salgono io sono contento. Vuol dire che il calcio, quello vero esiste ancora

Scritto il 13 Marzo 2018 ore 11:12



Tonino_Bisignano


..e in serie C stanno per approdare Gozzano, Troina, Matelica ecc. che al campo portano max 2/300 persone. Questi paesini hanno invaso e stanno invadendo i campionati professionistici grazie a mecenati(?????) che hanno deciso di investire(?????!!!) nel calcio ma nello stesso tempo ne stanno mortificando il senso. Queste società(?), non avendo strutture adeguate o giocheranno in deroga sui loro campetti o dovranno emigrare altrove. Il tutto non ha alcun senso da qualsiasi parte lo si prenda. Quindi Gravina, se è vero che vuole fare la riforma, la faccia profonda o taccia per sempre!

Scritto il 13 Marzo 2018 ore 10:59