Finalmente una vittoria in trasferta, finalmente 6 punti in una settimana, finalmente una rimonta all’ultimo respiro fatta e non subita, finalmente un pò di episodi che ci girano a favore!
E dove altro sarebbe potuto accadere se non a Brindisi, città dalle sorti molto simili alle nostre da tanti punti di vista, da quello politico, a quello ambientale fino ad arrivare alle disgrazie pallonare…
Eh si, evidentemente alla dea bendata piace prendere di mira qualche tifoseria magari proprio come quella adriatica che dopo anni di serie B ormai lontani nel tempo, playoff persi più o meno clamorosamente e chissà quanto fortuitamente, dirigenti discutibili, fallimenti in serie e ripartenze continue dal dilettantismo si vede costretta a subire una rimonta in casa addirittura dal Taranto reduce da 4 sconfitte in trasferta consecutive, persino in casa del derelitto Potenza!
In realtà il Brindisi di Mino Francioso, 45enne brindisino di nascita, bomber di razza in una carriera ad alti livelli, non se la passa affatto bene: dopo un avvio incoraggiante ha inanellato una serie di sconfitte, molte delle quali subite proprio in rimonta, che hanno lasciato la sua squadra nel limbo di “color che son sospesi”, e cioè in una mezza classifica che non porta prospettive diverse dalla salvezza, visto che i piazzamenti nobili sono ormai lontanissimi ed un altro anno probabilmente passerà via senza ulteriori soddisfazioni.
Francioso dispone in campo i suoi con un 4-4-2 nel quale spicca su tutti il centrocampista centrale Laboragine, abile nel lavoro di cucitura del gioco, dinamismo ed inserimenti in fase offensiva quando possibile. Sulla carta non male anche la coppia d’attacco composta dall’argentino Villa e Diego Albano, ex Matera, ma solo il secondo si rivelerà un vero pericolo per la retroguardia rossoblu. Per il resto tanti ragazzi, ma nessuno con doti particolarmente notevoli, forse ad eccezione dell’altro mediano Sireno e del centrale difensivo Cacace.
Tante novità in casa Taranto. Mister Pettinicchio al rientro in panca dopo la squalifica deve fare a meno di Bongermino, Stigliano e Del Bergiolo ma recupera gli acciaccati Terrenzio e Fumai, in dubbio fino all’ultimo, ed ha per la prima volta a disposizione Francesco Mignogna, che torna a vestirsi dei colori della sua città dopo un girovagare di 6 anni e lo fa per la prima volta contro la squadra che lo scorso anno ha guidato fino ai playoff di serie D poi persi in semifinale a Sarno.
Il tecnico tarantino non si scosta dal suo 3-4-3 modificandolo negli interpreti anche per rispettare la regola degli under: Maraglino in porta, Rosato sul centrodestra e Prosperi sul centrosinistra con Terrenzio in mezzo alla difesa; Brancato è il ’94 prescelto e gioca a destra del centrocampo con Papa dirottato a sinistra e la coppia Cordua-Vicedomini al centro; Faccini opera da prima punta supportato da Mignogna e Fumai: un tridente temibile, tecnico, veloce e piuttosto giovane, senza dubbio il punto di forza della squadra. Quanto sembrano lontani i tempi del trio d’attacco le cui età sommate erano superiori a 100 anni……
Fischio d’inizio in un Fanuzzi che fa registrare un paio di migliaia di presenze con più o meno 300 tarantini nel settore ospiti che dopo tempo torna a colorarsi con un mega striscione straordinario in risposta ai padroni di casa che mostrano un eloquente “Nati a Brindisi, provincia di Brindisi”, civile protesta in merito all’accorpamento (o assoggettamento, secondo il loro punto di vista) con la provincia di Taranto previsto dal 2014.
Neanche il tempo di disporsi in campo che i biancazzurri passano in vantaggio: angolo dalla sinistra battuto con uno schema abbastanza elementare (passaggio rasoterra verso l’area), dormita monumentale della difesa e Cacace ha il tempo di provarci ben due volte a 0 metri dalla porta con la seconda che va a segno! Roba da oratorio! 1-0 e partita in salita per il Taranto.
La squadra sembra in difficoltà a causa dei tanti uomini non a proprio agio nel ruolo affidatogli ma tutto sommato non si scompone ed inizia a pedalare. Il Brindisi ha dalla sua ora invece la possibilità di agire di rimessa, lasciando al Taranto l’onere del crearsi i varchi. A centrocampo gli adriatici sono superiori: Laboragine e Sireno vincono nettamente il duello con i dirimpettai Cordua e Vicedomini, con soprattutto quest’ultimo ancora una volta molto deludente. Tuttavia la tecnica di Fumai e un pò di esperienza messa in campo da Mignogna permettono ai rossoblu di rendersi insidiosi con spunti troppo spesso solo personali: l’imprecisione di Faccini verso il quarto d’ora e il debole tiro di Prosperi dopo pochi altri minuti non danno grattacapi al portiere Agostini.
Albano e Villa, con il continuo supporto di Laboragine (molto meno degli esterni invece), cercano di prendere in velocità negli spazi la traballante difesa di Pettinicchio nella quale spicca in negativo l’involuzione di Rosato, a mio avviso in calo già da qualche giornata, e le incertezze degli altri compagni di reparto, inclusi gli esterni, che tendono ad abbassarsi troppo. E la frazione scorre via su questo binario, con i brindisini che insistono e graziano Maraglino in un paio di circostanze e i tarantini troppo poco concreti nel finalizzare il possesso palla.
Nella ripresa Pettinicchio prova a sorprendere Francioso modificando l’assetto tattico: esce Rosato, gli esterni diventano terzini di ruolo, subentra Gnoni a rinforzare una mediana apparsa in difficoltà. Praticamente si passa al 4-3-3, con il probabile dettame tattico di spingere agli esterni ed ai mediani di inserirsi, tanto non c’è più niente da difendere. E le risposte sul campo sono piuttosto buone: la partita si vivacizza proponendo un’azione per parte come in un botta a risposta, chi vuol paerggiare contro chi vuol chiudere la contesa.
Brindisi ad un passo dal raddoppio un paio di volte su azione d’angolo, Taranto che non capitalizza un centro dalla destra con Cordua e Faccini che si ostacolano e Fumai non trova il pertugio giusto. Ancora Brindisi: lancio dalla metà campo opposta per lo scatto di Albano che si allarga per tenere a distanza Terrenzia tira di sinistro e centra il palo interno: Sfortuna biancazzurra completata con la frittata del terzino Frascello, appena un minuto dopo, che si fa ammonire per la seconda volta per un fallo ingenuo lasciando i suoi in inferiorità numerica.
Siamo a venti minuti dalla fine ed è la svolta della gara: il Taranto prende fiducia e Pettinicchio dà la scossa psicologica inserendo immediatamente una quarta punta, il 17enne Battista di cui si dice un gran bene, al posto del terzino Brancato (diventa una sorta di strano 3-3-4), mentre Francioso mette dentro un difensore per riassettare la sua compagine e dopo qualche altro minuto è costretto ad inserire un altro completando i cambi a sua disposizione a causa dell’infortunio al terzino sinistro Sain.
Il Taranto ora spinge forte, si buttano tutti dentro, anche Cordua e Prosperi, Faccini spara alto in girata, il Brindisi difende troppo nella propria area, è in difficoltà e non riparte più.
All’83esimo, sotto la curva rossoblu che facendo seguito al comunicato infrasettimanale non ha mai mancato di incitare e di invitare i propri a tirar fuori gli attributi, Fumai pesca dal cilindro della sua tecnica una perfetta parabola dal limite dell’area che sorprende il portiere e muore beffardamente all’incrocio dei pali: 1-1 con un gran bel gol! Incredibile che un ragazzo dai piedi molto buoni e dalla testa sempre alta come questo giovane barese (ahimè, ognuno ha i suoi difetti) fosse confinato in Eccellenza. Davvero grande il merito del mister che lo ha ripescato e portato da noi, altro che i fenomeni del “consulente”…
Il Taranto rifiata un attimo e subito rischia grosso a causa di un presunto tocco di mani in area di un suo difensore su calcio piazzato dalla trequarti: proteste veementi ma l’arbitro non fischia ed il guardalinee non segnala nulla. Si prosegue e la beffa si materializza definitivamente: ancora Fumai centra dalla sinistra, smanaccia male il portiere disturbato da un suo compagno e Mignogna non si lascia scappare l’occasione di bagnare con il gol decisivo il suo ri-esordio, facendo diventare “da ricordare” una prova fino a quel momento non straordinaria. E’ il gol vittoria ed a nulla serve l’arrembaggio finale nel lungo recupero dei ragazzi di Francioso, che ancora una volta non sono stati in grado di difendere il risultato nonostante fossero avanti nel punteggio.
Ci è andata bene, altre volte non era successo, ma ora si riparta da questa iniezione di fiducia e Pettinicchio rifletta sul fatto che irrobustire un centrocampo non straordinario come il nostro, tenere una difesa a 4 con meccanismi semplici e puntare sulla fantasia ed il dinamismo di un attacco ora si, abbastanza variegato, può essere una buona soluzione per far rendere al meglio l’intera squadra. Si difetta ancora in concentrazione, il banalissimo gol a freddo ne è la dimostrazione, e se stavolta così come contro il Grottaglie l’avversario non ci ha punito è merito di episodi favorevoli e non può sempre succedere.
Vincere aiuta a vincere, agevola il lavoro e le scelte, mette di buon umore ed allontana un pò la tristezza di contestazioni talvolta rivolte a destinatari sbagliati.
Sfruttiamo il momento.
Alla prossima.