Il primato provinciale dilettantistico è salvo! Il Taranto batte il Grottaglie nella prima sfida ufficiale in campionato della sua storia pallonara centenaria e riscatta la sconfitta subita in Coppa Italia Dilettanti nello scorso agosto al D’Amuri.
Si stenta a credere vere le cose che si stanno scrivendo ma purtroppo è esattamente così, ed anzi, visto il periodo di magra della formazione rossoblu, c’è anche da non fare troppo i “choosy” come direbbe l’attuale Ministro del Lavoro e prendersi questi 3 punti vitali per non cadere in una depressione forse irreversibile.
D’altronde non esistono partite più pericolose per una squadra in difficoltà che quelle giocate in casa contro avversari più modesti: sono vere e proprie trappole perché l’obbligo è quello di vincere a tutti i costi e quando hai qualche paura di troppo è facile incorrere in errori deleteri.
Grazie al cielo invece è andata bene, seppure per un attimo si sono materializzati lugubru fantasmi di una rimonta subita dal 2-0 a favore…
Prima della cronaca un dato “ambientale”: lo Iacovone attuale mette una tristezza infinita. Uno stadio fatiscente, spoglio e sporco, con lavori in corso da tempi biblici solo per sostituire poche file di gradoni, con un terreno di gioco indecente anche per questa categoria. Si, per carità, ci sono esigenze più impellenti per le scarse risorse comunali a disposizione, non lo si mette in dubbio, ma, una volta per tutte, si volga uno sguardo e si faccia qualcosa di concreto per lo sport tarantino, ultimo momento di aggregazione sociale in questa città senza ormai altri ritrovi che non siano i punti scommesse…
Menomale che qualcosa ancora si muove, magari sotto la cenere, visto che dagli altoparlanti invece dei soliti motivetti è stata diffusa “TARANTO LIBERA”, la canzone/iniziativa sociale messa in opera da 30 Artisti Uniti per Taranto per tenere desta l’attenzione dell’opinione pubblica sull’annosa tematica ambientale nella nostra città.
Squadre in campo. Taranto in maglia bianca, Grottaglie interamente in granata, come la Puteolana, unica squadra uscita senza punti dallo Iacovone. Una cinquantina di ragazzi “vurtagghiesi” (con affetto) segue la squadra della propria città con uno striscione amletico “Onorate la storia” che non riesco a decifrare: è la richiesta di onorare il primo appuntamento storico contro il Taranto oppure di far valere la propria storia calcistica? E proprio contro il Taranto che ha un passato di lignaggio “leggermente” superiore? Vabbè, misteri… comunque un plauso a loro per la presenza.
Pettinicchio squalificato non si scosta dal 3-4-3 che ricalca quello di Matera tranne che per il centrocampo: in quel reparto l’unico confermato è Stigliano a sinistra, Papa a destra rileva l’infortunato Biondo ed in mezzo si rivedono gli over Vicedomini e Cordua in luogo della giovane coppia Cosentini-Gnoni, che finisce in panca. Difesa confermata Maraglino-Rosato-Prosperi-Prete, così come l’attacco Curri-Bongermino-Fumai. Inizia dalla panchina il nuovo tesserato, il brindisino Faccini, classe ’92, ex primavera del Pescara, in attesa di Mignogna, che sarà a disposizione da domenica prossima (intanto il Milazzo da cui si è svincolato non perde più da 3 domeniche…).
Il Grottaglie di Pellegrino, reduce da due pareggi consecutivi (clamoroso quello conseguito in casa del Gladiator dopo l’altrettanto incredibile 9-1 subito ad Ischia) viene a Taranto per sfruttare i nostri problemi in fase di creazione del gioco, chiudendosi a riccio con un 4-1-4-1 molto abbottonato con il solo Radicchio in attacco: l’organico a disposizione del mister non è che permetta particolari voli pindarici ma onestamente avrei impostato una gara d’attacco, tanto non è che ci fosse chissà cosa da perdere…
Lo spettacolo in campo è discretamente… pietoso. Il terreno ridotto ad un campo di patate sommato alla qualità calcistica molto bassa di quasi tutti i 22 in campo non regala praticamente null’altro che lotta in mediana e azioni confuse. Si prova a sfondare sulle fasce ma Papa non si sgancia con i tempi giusti, Stigliano è piuttosto timido, Curri non punge e Fumai è stranamente abbastanza avulso dalla manovra. Si batte con il fisico il diciassettenne Bongermino ma quel buon lavoro raramente si concretizza con conclusioni verso la porta di Laghezza: soltanto una, a metà tempo, strozzata e debole, troppo facile per il portiere.
In mezzo Cordua lotta sempre, a volte senza necessità, solo contro i mulini a vento e Vicedomini si intestardisce in una serie di apertura imprecise ed insignificanti: con tutta sta voglia di strafare al rientro probabilmente realizza la sua peggiore prestazione in riva allo Jonio.
Di riffa o di raffa, tra una risata, un’ironia e una “iastema” dei pochi spettatori, nel finale del tempo il Taranto passa in vantaggio con Cordua, che nell’area piccola sfrutta un tiro mal centrato dal limite deviandolo in rete. Si, proprio il tanto discusso Ermanno Cordua, colui per il quale qualcuno invitava il medico Petrocelli a “non sprecare la bomboletta” per anestetizzare una botta subita qualche minuto prima, colui che qualcun altro dice “si è fatto crescere la barba per assomigliare a Pirlo”… insomma, se ne sentono di tante in gradinata, ma almeno si chiude il tempo in vantaggio, scacciando qualche fischio già pronto.
Nella ripresa il Grottaglie timidamente prova a farsi vedere ma il Taranto si ridisegna quasi subito in campo con l’ingresso di Francesco Faccini per Curri: il vice trainer D’Ignazio, probabilmente imbeccato nell’intervallo da Pettinicchio, mette quindi una seconda punta più “vera” al fianco di Bongermino accentrando Fumai sulla trequarti, si passa ad un 3-4-1-2.
Il giovane subentrato fa subito intravedere buoni colpi e si procura un rigore dopo 2 minuti dal suo ingresso arrivando sul fondo a crossare su un braccio del difensore Danese. Trasforma Fumai in tranquillità spiazzando il portiere: 2-0. Non basta, sempre Faccini gira in demi-volèe una palla vagante su azione d’angolo e timbra la traversa. Applausi.
Sembra scivolare tutto troppo bene, infatti la distrazione è dietro l’angolo (un vizio che non ci si riesce a togliere) perché al 20esimo Vitagliano, un mediano grottagliese, sfrutta un buco della difesa, si inserisce e non perdona Maraglino. 2-1 ed il Taranto si impaurisce abbassandosi subito pericolosamente e sbagliando appoggi semplici in serie.
Pellegrino prova ad approfittare dello sbandamento dei padroni di casa inserendo De Cristofaro in luogo del terzino Magliano mentre il Taranto risponde con Brancato per Papa, ma proprio un attimo prima del cambio il laterale destro si fa infilare in tunnel dall’avversario sulla linea di fondo, cross pericolosissimo che attraversa tutto lo specchio della porta e Radicchio arriva all’appuntamento col pareggio con una frazione di secondo di ritardo. Brivido gelido ma pericolo scampato.
I rossoblu si chiudono ulteriormente con il centrocampista Gnoni per Bongermino e soffrono meno, anche perché Pastano commette un’ingenuità facendosi ammonire per la seconda volta per un intervento abbastanza inutile sempre su Faccini. Il brindisino non chiuderà qui la giornata perché trova pure il tempo di colpire di nuovo la traversa in un face-to-face con il portiere e segnare all’ultimissimo giro di lancette una punizione dal limite conquistata da Fumai per il definitivo 4-1.
Ma intanto poco prima, al minuto 88, si era finalmente raggiunti la tranquillità del secondo gol di scarto con la prima rete in campionato anche per Raffaele Stigliano, che di sinistro fulmina nell’angolino opposto Laghezza mettendo a frutto un’apertura a tutto campo di Cordua, al quale tutto gli si potrà “rimproverare” ma non certo l’impegno, l’agonismo e la voglia di fare bene. Che poi ci riesca come oggi o meno come altre volte è un altro paio di maniche.
Fatto sta che il Taranto, con Chiaretti in tribuna (sono ancora molto presenti, forse anche troppo, i rimpianti per la sciagurate conclusione dell’anno passato), ritrova i tre punti e ora ha bisogno di dare un minimo di continuità al suo cammino. E’ una fase di cambiamento, è evidente, che probabilmente è solo all’inizio. Il 4-1 per ciò che si è visto in campo è troppa grazia ma è importante segnare sempre quando è possibile, ed abituarci a farlo.
Tatticamente serve qualcosa di meglio in mezzo alla difesa, al centrocampo e all’attacco. Prosperi, che conosce a memoria il ruolo di terzo a sinistra, soffre al centro, finendo per impostare male e compiere qualche fallo di troppo. Vicedomini è un rebus, davvero un anno horribilis, finora. Speriamo abbia la forza e soprattutto l’umiltà di ripartire dalle giocate più semplici e dal lavoro intenso in allenamento. Bongermino secondo me ha buoni mezzi e potenzialità, va solo ben istruito ed usato nelle occasioni giuste: dargli troppo peso sulle spalle può essere controproducente così come i fischi e le richieste a voce alta di sostituzione al primo errore di qualche scienziato sugli spalti. Ora, accantonati Cosa e Sarli, rimpiazzati da Faccini e Mignogna, con il recupero di Biondo e la conferma di Fumai la squadra acquista molto più valore e freschezza in fase offensiva. Pettinicchio sappia lavorarci bene, come ha dimostrato di saper fare in altre occasioni.
Nessuna esaltazione (non è proprio il caso) ma cerchiamo di essere comunque ottimisti.
Alla prossima.
Fab_Ta

