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Le grandi scoperte

A Taranto non si finisce mai di scoprire cose nuove. In settimana, ad esempio, abbiamo imparato che esistono gli “infortuni diplomatici”, sconosciuti persino all’onnisciente mondo di Wikipedia. L’espressione si riferisce a quei calciatori che al lunedì sono abili e arruolati e pronti a riscattarsi dopo alcune giornate trascorse in naftalina a causa di fastidi all’adduttore o mal di schiena e che, sfortuna delle sfortune, il giovedì, prima o durante la partitella, hanno delle ricadute.

Abbiamo scoperto anche il nuovo bomber del giovedì: Giorgio Noviello. Come il suo predecessore Marolda, la domenica sbaglia sotto rete l’impossibile ma nella partitella del giovedì è un cecchino senza pari.

Abbiamo scoperto pure che per alcuni a Taranto mettere sotto pressione i calciatori e invitarli in settimana a dare il massimo per la squadra è come commettere reato di lesa maestà. Questo perché – secondo una teoria innocentista molto diffusa – la colpa non è dei calciatori se il Taranto ha fatto finora solo 8 punti e collezionato magrissime figure, ma di chi li ha portati. Per carità, chi ha portato questi calciatori a Taranto ha tutte le responsabilità di questo mondo per averci rifilato cotanti bidoni e meriterebbe atroci sofferenze. Ma non è lui a scendere in campo e un tempo c’era l’usanza che i calciatori che scendevano in campo sudassero la maglia anche se erano dei bidoni.

Ricordo ad esempio, non tantissimi anni fa, una Sambenedettese già dichiarata fallita a campionato in corso, salvarsi in C/1 ai playout grazie all’impegno preso dai calciatori, senza stipendio da tempo immemore, nei confronti dei loro tifosi. Ma a Taranto evidentemente non c’è l’usanza di sudare la maglia, persino quando si è calciatori tarantini. Anzi.

In una settimana ricca di nuove consapevolezze, restano ancora tante scoperte interessanti da fare: ad esempio non abbiamo ancora capito – ma forse alla 33esima giornata ci arriveremo – che chiamarsi Taranto non basta per vincere in serie D anche se affronti una squadra dal nome buffo, come il CTL Campania, e soprattutto se arrivi da un’estate in cui ti sei iscritto all’ultimo momento. Cosa che non è un alibi ma è la realtà, dimenticata forse troppo presto.

Dobbiamo poi ritrovare nel nostro passato di tifosi tutta la me…lma ingoiata negli anni – ed è stata tanta – prima di storcere il naso di fronte a una D mediocre come quella che stiamo disputando. In serie D ci siamo già stati e su cinque campionati disputati soltanto due sono stati a vincere e uno dei due siamo arrivati alla fine pure secondi.

Dobbiamo capire poi – e questa è la scoperta più importante – che in momenti come quello attuale bisogna stringersi intorno alla squadra e dare tutto il nostro sostegno. Il che non significa non criticare o non fischiare a fine gara. Significa però non perdere la speranza e continuare a sostenere senza se e senza ma i colori rossoblu. Significa pensare di poter fare risultato a Matera anche se sembra sulla carta un’impresa impossibile. Perché magari scopriamo che poi tanto impossibile non è. E se anche non riuscissimo nell’impresa, vorrà dire che dovremo fare risultato alla gara successiva. Forse pioverà per sempre sul Taranto, ma ricordiamoci che il tifoso tarantino dà il meglio di sé proprio sotto la pioggia scrosciante. E magari un giorno, come già accaduto domenica allo Iacovone, potrebbero spuntare non uno ma ben due arcobaleni!

Gianluca Semeraro alias Kuldelski

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Gianluca Semeraro alias Kuldelski.