Dopo tre gare casalinghe amarissime, terminate con due sconfitte dolorose e un pareggio insipido ed insignificante, il Taranto riesce ad espugnare finalmente il terreno dello Iacovone, e lo fa al termine di una gara in cui la voglia di vincere è stata più forte di tutto, anche di un avversario rognoso che ha risposto colpo su colpo per tutta la gara agli attacchi ionici.
La vittoria di ieri rappresenta una novità, perché per la prima volta va a segno un under, Bongermino, un classe 1995, un prodotto del vivaio ionico, un ragazzo della nostra terra che vuol dimostrare di poter essere profeta in patria, vuol dimostrare che anche qui da noi un giovane ricco di belle speranze può crescere e emergere se c’è una piazza che lo sostiene e soprattutto un mister che gli da fiducia.
La vittoria nasce da un altro giocatore eternamente innamorato della maglietta rossoblù, Fabio Prosperi, capitano di nome e di fatto di una ciurma che vuole lasciare quanto prima una posizione di classifica non in linea con la storia del Taranto nei dilettanti.
Come a Battipaglia, è Fabio che da la carica alla squadra, è Fabio che si carica il gruppo in spalla e lo trascina alla vittoria prima segnando il gol del vantaggio e poi difendendolo al meglio, è sempre Fabio che sprona i compagni di squadra a dare il meglio grazie ad un carattere di ferro che ne fa oggi il vero leader del neonato Taranto football club 1927.
Questa squadra, nata esageratamente in ritardo rispetto alle sue concorrenti, e figlia di scelte sbagliate e consulenze disastrose, sta subendo nelle ultime settimane una auspicabile opera di ricostruzione, che vede come principale protagonista mister Pettinicchio.
Il buon Giacomo, tarantino doc, attaccatissimo ed innamorato della squadra della sua città, sta rifondando il Taranto con lavoro e sacrificio, puntando (finalmente) su quei giovani che dovrebbero rappresentare presente e futuro della squadra.
Pettinicchio sa lavorare molto bene con i ragazzi, e lo scorso anno lo ha già dimostrato forgiando una formazione berretti, quella dell’ex AS Taranto, che tanto bene ha fatto nel campionato di appartenenza, lanciando tanti giovani oggi protagonisti con altre maglie per via della radiazione dell’ex società di appartenenza.
L’errore è stato compiuto a monte, dunque. Se si fosse puntato subito su mister Pettinicchio, se si fossero bloccati a luglio i giovani più interessanti di quella berretti, se si fosse evitato l’approccio con personaggi a Taranto assolutamente non graditi che hanno continuato a speculare, ancora una volta, sulla passione di una tifoseria incredibilmente innamorata del suo Taranto, probabilmente oggi staremmo a commentare un campionato completamente differente.
Il presente ci dice altro, ci parla di un Taranto società che fortunatamente ha capito in tempo gli errori commessi e sta cercando di farne tesoro per non sbagliare ancora. Il repulisti di uomini costosi, improduttivi e inutili, sta producendo i primi timidi risultati positivi, ma la strada verso il successo è lunga e ricca di insidie.
A livello dirigenziale sarebbe auspicabile un allargamento della base societaria che permetta alla stessa di essere più forte economicamente per reggere il peso di un campionato finanziariamente difficile.
A livello tecnico una ricerca immediata di un congruo numero di giovani under classe 1994 e 1995 forti tecnicamente sarebbe l’ideale per porre le migliori basi per una stagione, la prossima, che tutti ci auguriamo vincente.
Il prossimo mercato di dicembre-gennaio dovrà inoltre sfoltire la rosa di quegli elementi non in linea tecnicamente ed anagraficamente con un programma vincente a medio termine, e dovrà far arrivare calciatori che possano aiutare la squadra, nel presente e nel prossimo futuro, a fare davvero il salto di qualità.
Nel frattempo godiamoci questi primi tre punti casalinghi, colti davanti ad un pubblico purtroppo esiguo, ma ricco di bambini, forse il successo più bello di questo inizio di stagione.
Il recupero di congrue fette di tifoseria oggi troppo lontane dallo Iacovone, e la presenza domenicale di numerosi bambini, devono essere l’obiettivo nell’immediato di una squadra che fa sempre emozionare, in qualsiasi categoria.

