E’ il giorno del Derby, ma in mattinata, siamo in pochi ad avvertirlo, girando per i soliti punti d’incontro, sono più coloro che resteranno a casa che quelli pronti alla battaglia: effetto D. Pattuglia rossoblu all’osso e al netto delle varie defezioni, del solito gruppetto di curvaioli, si va al campo solo in 2. Pochi ma buoni.
L’atmosfera da Derby non si avverte per nulla tranne che all’arrivo allo Stadio, la società si è impegnata a colorare i settori vuoti con dei giganti “copricurva” che sono gonfiati dal vento, ne esce fuori un suggestivo effetto ola…che però stride fortemente con il baratro sventrato dell’anello inferiore.
Dopo tutto ci sono ancora discrete presenze rianimate dalla vittoria esterna nel recupero di Trani. Gli Ultras si presentano ancor più colorati e rumorosi: stavolta spuntano i bandieroni di diversi gruppi e si registra persino il ritorno del Tamburo.
Nella fase del pre match, per la “Curva” urge una premessa d’obbligo: “Non c’è calcio senza rivali…”. E in effetti l’assenza forzata dei supporters satanelli mortifica non poco lo spettacolo del Derby privando notevolmente di fascino alla sfida. Come sempre la mentalità della Curva Nord non difetta mai e in assenza dei satanelli non si registrerà alcun coro di scherno contro. Non è una cosa da tutti.
L’ingresso in campo è salutato con il più classico e poderoso dei cori: “Quando l’urlo si alzerà…”. La Nord è vogliosa, in forma, il tamburo poi, regala ritmo e un’intensità ormai dimenticata, guida le danze del tifo, trascina tutti con secchi battimani.
Ma la partita, scorre su binari diversi e paralleli, alla pochezza del Taranto sceso in campo, fa da contraltare la grandezza della sua tifoseria. Una tifoseria paziente, che incoraggia sempre, che non batte ciglio quando il Foggia trova il vantaggio, imperturbaile che continua a sostenere il Taranto, non si risparmia, non molla e invita a crederci a reagire. Mentalità da vendere a pacchi.
Nel secondo tempo la fiducia è ripagata, quando Cosa su una ribattuta trova il drop giusto e trafigge il portiere avversario. E’ l’apoteosi, il Taranto torna a segnare il casa, il suo primo goal allo Iacovone in Serie D. Ci crediamo sempre più, il Taranto sembra poter reagire. Intanto si viene a sapere che in Tribuna c’è una nostra vecchia conoscienza, Gigi Blasi.
La Nord non si può dunque esimere “dall’omaggiarlo” a dovere. Intanto però i satanelli affondano e il Taranto va sempre più in difficoltà, solo un paio di strepitose parate di Maraglino evitano la capitolazione.
A un certo punto arriva anche il momento di una sciarpata da brividi…forse il momento più bello della giornata, perchè poco dopo il Taranto incassa il secondo goal…e buona notte ai suonatori. La mazzata è forte…la curva tiene ancora e stoicamente accompagna la partita con immutato piglio ma scende d’intensità…per poi riavere una fiammata d’orgoglio.

Sciarpata da brividi
La partita finisce con la seconda sconfitta consecutiva del Taranto in casa, come dire, “Solo gli ultras vincono sempre”. Sarà un campionato duro, durissimo, dove ancora una volta la squadra non si è dimostrata all’altezza della proria tifoseria, dovremo forse farci l’abitudine, ma intano il coro finale è eloquente: “Meritiamo di più!”





