Il Taranto prende forma anche se ancora appare informe. Si ritrova a San Giovanni in Fiore per il ritiro e subito torna in mente una delle trasferte più difficili della D: quel 2 a 2 con la Silana e un pareggio in pieno recupero di Naccari che scatenò incidenti da parte della tifoseria locale. Era il primo anno dell’Arsenal Taranto di Papalia. Corsi e ricorsi storici.
Bisogna aver pazienza, tanta pazienza.
E’ questa la parola d’ordine. Inutile girarci intorno: la serie D è complicata, il girone difficile e la società troppo giovane e variegata e reduce da un parto sofferto per poter pretendere da subito una squadra vincente. Ciò non esclude che lo diventi nel tempo.
La settimana ci ha consegnato finalmente l’allenatore: un giovane con qualche esperienza in categoria e reduce da un ottimo campionato a Cosenza dove ha sfiorato il primato e ha vinto i playoff. Certo si era parlato di Di Costanzo, sembrava fatta con Ruotolo, è naturale che Tommaso Napoli faccia storcere il naso a più di qualcuno. Ma anche Dionigi fece storcere il naso al suo arrivo e poi ci ha lasciati da eroe.
Già Dionigi! E’ questa la sfida più importante di quest’anno: dimenticarci il campionato appena trascorso, quello in cui dominavamo in casa e fuori, dilagavamo a Lumezzane o a Carpi e quello in cui per farci perdere a Benevento hanno dovuto spegnere le luci dello stadio. Quello dei record.
Ora siamo in D: le nostre antagoniste si chiamano Ischia, Bisceglie e Matera e sono sulla carta le corazzate del girone. Poi ci sono squadre dai nomi improbabili tipo San Felice Gladiator o Monospolis (denominazione ufficiale del Monopoli), squadre doppie come Puteolana Internapoli o compagne di sventura come Brindisi e Foggia e qualche vecchia conoscenza come Trani (ricordate il 3 a 3 in C/2?) e Potenza (l’1 a 0 all’ultimissimo minuto di Sergi sotto la curva dei tarantini?).
C’è il Sant’Antonio Abate, città che ospitò un Juve Stabia-Taranto finita 3 a 1 con il debutto di Russo, una punizione da brividi di Carrozza e Stringara in panca.
Si ricomincia a Grottaglie in Coppa Italia. Furbi i grottagliesi: hanno messo i biglietti a 10 euro perché sanno quanto amiamo la nostra squadra! Una squadra che prende forma ma che ancora non c’è. Una squadra che impareremo ad amare come abbiamo sempre fatto!
Certo in C era un’altra cosa. E se allora cantavamo: portaci via da questa m…. di categoria!, ora che siamo in D che dobbiamo dire? Buon campionato a tutti e forza Taranto!
Gianluca Semeraro alias Kuldelski

