
“I titoli d’ingresso per il settore ospiti dello Stadio Silvio Piola, riservati ai soli possessori di tessera del tifoso…”
Con questo epitaffio finisce la speranza di poter seguire il sogno play off al fianco del Taranto in quel di Vercelli, la novità è che sarà la prima volta della Curva Nord assente in uno spareggio, visto che l’anno scorso fu possibile recarsi al Flaminio anche per i tifosi sprovvisti di Tessera del Tifoso. E’ forse questo il “reato” più grave perpetrato ai danni della nostra tifoseria da quell’odioso e illiberale strumento chiamato “Tessera del Tifoso”.
“Tessera del Tifoso” o come la nuova propaganda vuole oggi chiamarla “Fidelity Card”, la sostanza non cambia. Resta una schedatura, una limitazione alla libertà personale. E a nulla serve ricordare che non ci sono profili di rischio nella trasferta a Vercelli e che la tifoseria in tutto questo tempo si è comportata in maniera esemplare in casa come in trasferta.
Restare a casa in queste partite è doloroso per chi ha fatto la “storia” del tifo rossoblu o per chi ha fatto del Taranto e dei suoi colori, una ragione di vita. Da questo punto di vista, anche la scelta di non dare seguito al recente progetto “Porta un amico allo stadio” rappresenta un’ulteriore quanto inspiegabile segnale di recrudescenza della repressione sul tifo.
La scelta di non piegarsi al ricatto della sottoscrizione della Tessera del Tifoso presenta dunque un conto davvero salato, una questione di coerenza, il prezzo della propria libertà e della propria dignità personale che vale la pena portare avanti affinchè non passi il messaggio che tifare Taranto sia un reato preventivo che richiede una schedatura.
Nostro malgrado, resteremo a casa a vederci la partita davanti alla TV, i nostri cuori invece saranno idealmente lì, al fianco dei tifosi fuorisede, la staffetta vincente continua e che ci porti un pizzico di fortuna anche per questi play off.


14 Maggio 2012 - 12:13
Solita vecchia storia della tessera del tifoso, se ci si reca alla stadio magari con la famiglia, senza intenzioni violente, senza alcuna intenzione di rispondere per le rime, anche se provocati. Se non si ha nulla da temere dalla giustizia perchè tanto odio verso la tessera del tifoso? Voi che ne parlate male per il solo fatto di scrivere dei post siete costretti a concedere a siti sconosciuti i vostri dati personali, e così quando partecipate ad un concorso a premi, e così in ogni attimo della vostra vita siete schedati e seguiti passo passo quando portate con voi i vostri telefonini ma per voi tutto questo è normale. La vostra battaglia contro la tesssera del tifoso è una richiesta di impunità che va condannata. Ogni gioco ha le sue regole, se amate il Taranto rispettate le regole che la stessa squadra deve rispettare, altrimenti statevene a casa perchè il tifo non è lotta ma passione.
14 Maggio 2012 - 12:17
L’articolo in questione non vuole e non può evidentemente spiegare se c’è qualche tifoso tesserato disposto a invitarne un altro non tesserato perchè ricade nella sfera delle scelte personali. Il focus, invece, è posto sul fatto che mentre per altre partite è stato previsto il progetto “Porta un amico allo stadio”, ai play off questo discorso è caduto. Poi mi si consenta, il nome del progetto dice chiaramente “Porta un AMICO allo Stadio”…chiaramente uno si porta un amico. Ciò avrebbe comunque favorito l’afflusso di tifosi tarantini da Taranto. Ipotizzo invece una risposta al fatto che non sia stata fatta l’iniziativa ai play off, forse a Vercelli non è attivo il circuito “questura on line”. Saluti