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CRAS: una storia tutta tarantina

Raccontare del Cras è come ripercorrere gli ultimi cinquant’anni dello sport tarantino: un progetto nato nel 1961 dalla volontà di Angelo Curci e portato avanti per anni da Dario Maggi, allenatore prima e presidente poi, che, nel tempo, ha avvicinato centinaia di bambine e ragazze/i al meraviglioso mondo della pallacanestro. Negli anni ’70, ricordo, c’erano il Cras Maria Pia e la Ricciardi : il primo portava avanti soprattutto un discorso al femminile, la seconda eccelleva nel maschile. Il progetto era proprio questo, creare negli anni un vivaio in continuo rinnovamento che potesse, nel tempo, portare lo sport tarantino a livelli di eccellenza. Certamente all’epoca non si immaginava che il Cras Taranto potesse addirittura arrivare ad essere la realtà che oggi tutti conoscono a livello nazionale ed europeo, anche per merito di una nuova dirigenza che ha saputo crederci e realizzare un sogno allora insperato.

Sembra ieri, palazzetto Ricciardi alla Salinella, 1981, quando il Cras Appia Viaggi battendo l’Angiulli Bari saliva in seria A2, alla guida di Ciccio Vitti, prematuramente scomparso. Era il Cras delle sorelle L’Imperio, della Serafica pivot, Lanza playmaker, Fornaro, Fiorentini, le sorelle Grillo e tanti altri talenti della nostra città. Poi la A2, Cras Borsci San Marzano e playoff per la A1, allenatore Bifulco, si giocava al Tursport: Paola Dell’Aquila, Micelli, Maggi, D’Artibale, Corallo, Serafica, Grillo. Venne poi la serie B e un lungo periodo di buio: ma il vivaio del Cras continuava a lavorare. Fino al 2000, quando il neonato Cras Basket Taranto (nato dopo l’addio di Dario Maggi alla fine degli anni novanta) rilevò il titolo di A2 dal Gragnano e pose le basi di un sogno che dura ancora.

Promosso in A1, il Cras conquista il suo primo scudetto nel campionato 2002-2003, di nuovo al Tursport di San Vito, con giocatrici come Moro e Phillips alla guida di Nino Molino e presidente Mino D’Antona, a spese della plurititolata Pool Comense e realizzando, prima squadra italiana, il grande slam: scudetto, coppa Italia e Supercoppa.

Da allora è storia recente: semifinali scudetto nel 2008, campioni d’Italia nel 2009 sul campo della Reyer Venezia con Greco, Zimerle, Batkovic, Sauret-Gillespie e il nuovo coach Roberto Ricchini, dopo aver perso ai supplementari la finale di Eurocup a Istanbul contro il Galatasaray. Altra vittoria in Supercoppa ai danni di Faenza.

Nel 2010 lo scudetto arriva sul parquet del Palamazzola, in una tiratissima gara -5 contro il Famila Schio: indimenticabile Megan Mahoney, MVP della finale scudetto, e poi Becky Brunson, Michelle Greco, Jami Montagnino e tutte le altre, che ad ottobre conquistano la terza Supercoppa sempre contro Schio.

Nel 2011 il Cras arriva ai quarti di finale di Eurolega, ma perde a gara -5 lo scudetto al Palacampagnola di Schio. Un ricordo che brucia a lungo nel cuore dei tarantini.

Ma il presidente Lillo Basile continua a crederci. Riesce a trattenere per il campionato 2012 la nostra bandiera, Michelle Greco, sette anni con la maglia del Cras, e porta a Taranto Giorgia Sottana, Simona Ballardini, Kia Vaughn dalla WNBA, Florina Pascalau (infortunata prima dei playoff) e Kathrin Ress (da subito in maternità).

Il Cras gioca il campionato 2011-2012 da protagonista: primo posto in regular season con due sole sconfitte e conquista della coppa Italia sul campo di Schio, il 17 maggio. Una grandissima soddisfazione per Taranto, Schio battuta due volte in campionato e in finale di coppa.

Ma come dice una canzone degli anni ’40, “The best is yet to come”. E il meglio arriverà.

Il 5 aprile 2012 iniziano i playoff: quarti di finale, Sesto San Giovanni battuta in due partite.

Semifinale con Le Mura Lucca, il Cras perde la prima gara, vince la seconda a Taranto e perde la terza, sempre in casa. Ma quando il gioco si fa duro, i duri iniziano a giocare.

A gara 4, primo match point per Lucca. Il presidente Basile porta al Palatagliate di Lucca 200 tifosi tarantini. Il coach sprona le sue ragazze: non possiamo non andare in finale dopo una stagione chiusa al primo posto. E il gruppo Cras vince, e vince ancora (67 a 47) in gara -5 a Taranto, davanti ad un pubblico infuocato. Anche Schio soffre in semifinale, battendo la Pool Comense a gara -5.

E così siamo in finale. Ancora, di nuovo, contro il Famila Schio di coach Lasi, con Macchi, Cohen, Masciadri e McCarville che l’anno scorso ci hanno strappato lo scudetto. Una storia infinita, come ha commentato Alice Pedrazzi, ex del Cras ed ora telecronista di Raisport.

Prima gara a Schio il 2 maggio. Una partita equilibrata e nervosa, si soffre fino all’ultimo istante, ma una magia di Michelle Greco a due secondi dalla fine ci porta alla vittoria 65-64. Fa tutto da sola e piazza un canestro difficilissimo in sottomano. Cras-Schio uno a zero.

Gara -2 sabato 5 maggio. La stella di Megan Mahoney brilla da subito, e con lei tutto il gruppo, nonostante la forte difesa a zona di Schio che imbriglia Kia Vaughn. Il palazzetto esplode quando Michelle Greco piazza una tripla a due minuti dalla fine, Megan infila il + 9 e la partita si chiude sul 65 a 56 per il Cras: 2-0, è primo match point scudetto.

Gara -3 lunedì 7 maggio. 3500 spettatori per inseguire un sogno che dura da un anno, da quella finale persa a Schio in gara -5, da quel fischio arbitrale a due decimi dalla fine che portò il Cras a perdere gara -2 di un punto.

Descrivere le emozioni di questa partita è impossibile. All’inizio il Cras soffre i tiri da 3 di Macchi & company, ma Giorgia Sottana risponde con le sue triple e Simona Ballardini firma il primo vantaggio: 19-18. Sottana continua a dare spettacolo, e la superiorità del Cras al rimbalzo è schiacciante. Si va al riposo sul 41-31.

Nella ripresa il Cras è più preciso e più forte al rimbalzo, ottima circolazione di palla,continua il Sottana-show ma tutto il gruppo è imbattibile; le scledensi si innervosiscono, due falli tecnici ed un antisportivo. Si chiude 72 a 58: il Cras Basket Taranto conquista il 4° scudetto della sua storia, il terzo in 4 anni sotto la guida di Roberto Ricchini e della dirigenza Basile-D’Antona. Il Palamazzola esplode in un tripudio di bandiere rossoblu e tricolori, il resto è storia e gloria, invasione di campo e premiazione.

Giorgia Sottana MVP della serie scudetto: in questa gara ha messo a referto 24 punti! Ma vogliamo ricordarle tutte, a partire dalla mitica Michelle Greco, 7 anni e 3 scudetti a Taranto, Megan Mahoney, su di lei gli apprezzamenti non bastano mai, Simona Ballardini al suo primo scudetto dopo una gloriosa carriera, Angela Gianolla, play della nazionale, Sara Giauro, puntuale ad ogni chiamata, Valentina Siccardi, il capitano, Kia Vaughn, purtroppo in partenza per Praga, Florina Pascalau, purtroppo infortunata, Marta Masoni, tarantina, giovanissimo talento, Elodie Godin, una roccia senza eguali, Zenta Melnika, l’ultimo acquisto. Una parola sola per definirle: UN GRUPPO MERAVIGLIOSO. E questo è stato, da sempre, lo spirito del Cras: IL GRUPPO.

Chi ha assistito a tutte le partite contro Schio, quest’anno, ha visto scontrarsi un gruppo coeso (il Cras) contro 5 individualità eccezionali ma slegate tra loro. Questo il segreto del 6-0 nei 6 confronti diretti, questo il grande merito di Roberto Ricchini, creare un amalgama incredibile tra giocatrici molto diverse tra loro ma assolutamente complementari. Ieri sera emozione fortissima, lacrime, sudore, spumante, bandiere.

Campioni d’Italia per la quarta volta in nove anni. E adesso?

Adesso si deve ricominciare. Un mese fa il presidente Basile ha parlato chiaramente: se non interviene un grosso sponsor, se le istituzioni non si fanno avanti, la società subirà un grosso ridimensionamento. In parole povere, mancano i soldi, ed in tempo di crisi non è facile trovarli.

In una città devastata da problemi ambientali e finanziari come la nostra, alla vigilia di un ballottaggio per l’elezione del sindaco, una realtà importante e ai massimi livelli come il Cras Basket Taranto, operante sul territorio da più di cinquant’anni, rischia di perdere tutto ciò che con fatica, abnegazione, sacrificio, dispendio economico ha portato la nostra Taranto ad essere (almeno nel basket femminile) una capitale dello sport italiano ed europeo. Un sogno iniziato 51 anni fa non può sprofondare in questo modo. Serve qualcosa, qualsiasi cosa, perfino una cordata degli appassionati, per non lasciare sola una dirigenza che ci ha portato al top. Facciamo in modo che RespiriAMO Taranto non sia soltanto una scritta su una maglietta.

Chiudo ringraziando le ragazze del Cras Taranto che ci hanno fatto sognare anche quest’anno, e i tifosi tutti : salviamo il Cras, ragazzi, ne vale la pena!

CAMPIONI D’ITALIA 2003, 2009, 2010, 2012.

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La redazione di taras706ac.it è formata da volontari, non professionisti, che si dedicano al progetto Fondazione Taras con passione, spirito di servizio, amore e la giusta dose di follia.

0 Responses to "CRAS: una storia tutta tarantina"

  • Uttheoriginal
    UT (the original)
    10 Maggio 2012 - 00:19

    Bellissimo articolo, complimenti. Lunga vita al CRAS!

  • Monica
    11 Maggio 2012 - 11:38

    Leggere è stato rivivere tanto, anche ciò che è capitato oltre 20 anni fà e che ricordo abbastanza bene.
    E adesso? Io sono pronta a “dare una mano” e come me c’è altra gente. La cordata deve iniziare adesso senza perdere un attimo di tempo perchè il tempo è prezioso come la nsotra grande squadra, il Cras!