di Alessandro Frascella alias UT (the original) – tarasreporter@fondazionetaras.it
Nel giorno in cui il Taranto vince il suo primo campionato senza ottenere alcuna promozione, vi racconteremo della “trasferta” dei tifosi Tarantini in quel di…Taranto.
Chissà se ci affrancheremo mai da questo “colonialismo” del tifo verso le grandi squadre del nord. Un consolidato retaggio culturale che si perpetua da più generazioni. E’ un dato di fatto incontrovertibile, l’Italia del pallone è divisa in 3 clan: quello bianconero, quello rossonero e quello nerazzurro. Un dogma di fede duro a morire. Tutto ciò anche in barba all’Italia del “campanilismo”, le corazzate padane raccolgono sostenitori in modo trasversale, soprattutto al sud.
Lo specchio fedele della realtà del nostro meridione sta tutta qui, incapaci di perseguire un riscatto sportivo attraverso la via più stretta del club cittadino, si delegano passioni, sentimenti, emozioni e persino rappresentatività e identità alle maglie e ai colori delle grandi potenze calcistiche del nord, le cui leggendarie prestazioni danno lustro all’intero panorama calcistico nazionale. Il Taranto relegato ad essere complessivamente la quarta forza del tifo cittadina. Ci si sente più rappresentati da una maglia bianconera, rossonera o nerazzurra, che da quella rossoblu.
Ad ogni modo, questa riflessione non vuole essere antistorica o fare dell’integralismo rossoblu, è un fatto noto che il 95% della tifoseria del Taranto è “doppiofedista”. Poi c’è doppiofedismo e doppiofedismo, molto dipende dalle miscellanze delle passioni, si va da quello tiepido dell’occasionale a quello più solido di chi segue sempre (o quasi) il Taranto allo stadio. Se dovessimo invece contare i tifosi da “solo Taranto”…ci ritroveremmo per davvero come quattro gatti messi in croce.
Uno può essere doppiofedista, avere un doppio passaporto, ma lascia sempre l’amaro in bocca vedere con quanta foga vengono celebrati i festeggiamenti e i caroselli in città per le grandi squadre del nord. Si poteva forse essere più sobri…ma si sa che i festeggiamenti in pompa magna sono dovuti soprattutto per umiliare l’altra fede opposta nordista.
Proprio per questo, non dobbiamo farci ingannare dall’onda lunga dello sdegno per i caroselli dei gobbi in città, con tanto di fuochi d’artificio, festa in piazza Ebalia e carri carnevaleschi bianconeri. Il doppio fedista…lo sdegno ce l’ha solo perchè festeggiano gli “altri”, se avesse vinto una squadra della “Madonnina”…questi erano per strada e gli altri erano a fare gli indignati su internet celandosi come da copione dietro il Taranto pure loro.
Noi che tifiamo solo Taranto, scusateci ma è più forte di noi, ci sentiamo comunque feriti e un pò ci vergogniamo di vedere piazza Ebalia tripudiante di bandiere “estranee” alla causa rossoblu, così come ci vergogniamo di quei due tarantini ripresi dalle tv che sono corsi a Torino per festeggiare in una piazza San Carlo a quell’ora deserta o di quanti ieri da Taranto riuscivano a prendere la linea sul programma radiofonico della Rai per eprimere la loro felicitazione bianconera.
La stessa gente che a breve ci costringerà a fare i salti mortali per ottenere un sacrosanto tagliando play off.


8 Maggio 2012 - 13:19
Ma noi tarantini siamo falsi integralisti, buoni a sbeffeggiare lo straniero solo quando ci fa comodo. Ottimi ad appaltare la passione calcistica alla vincente di turno.
Posso ritenermi indignato dall’ennesimo dileggio della nostra tarentinità ?
9 Maggio 2012 - 23:52
Carissimo Stefano, ti chiedo scusa per il ritardo con cui rispondo. Credo che hai centrato il problema, la riprova è che in occasione della vittoria del quarto scudetto del Cras, non ci siano stati festeggiamenti paragonabili minimamente allo scudetto della Juventus. Va bene, si dirà che il basket femminile è poco popolare, ma è pur sempre un’eccellenza di primo piano dello sport Tarantino. Allora, il Taranto è semplicemente una “ruota di scorta” del calcio del nord, un ripiego, mentre agli toccano solo le briciole. Questo è un dato di fatto incontrovertibile. Un retaggio culturale che putroppo “i nostri genitori” ci hanno insegnato e che i media ci hanno inculcato: Juve, Inter e Milan. Non esiste altro.Al Taranto calcio al massimo vanno le simpatie…ma solo se vince, non è una fede calcistica di pari dignità calcistica. Vincere è fondamentale, l’unica cosa che conta, molto più del senso di appartenenza ad una comunità. Proprio per questo la Fondazione Taras cerca di divulgare ai giovani il valore morale e storico di Tifare Taranto. Aiutateci a creare le future generazini del tifo rossoblu. Entriamo nella Storia della nostra città e della nostra tifoseria, diventiamo tutti soci della Fondazione Taras. Sempre Forza Taranto
10 Maggio 2012 - 09:46
Un articolo che fotografa fedelmente la situazione. Taranto e’ sempre messa in secondo piano dai tarantini!