Di Alessandro La Tanza (alias Romanzini).
La seconda sconfitta consecutiva maturata a Messina nell’ennesimo scontro diretto di questo girone di ritorno ha un denominatore comune con la gara persa la domenica precedente in casa contro l’Akragas, l’atteggiamento in campo rinunciatario di una squadra con la mente e con il fisico assente non giustificata.
La partita di Messina è apparsa segnata sin dal fischio di inizio, con il retropassaggio che ha seguito il calcio d’inizio battuto dal Taranto non seguito dai nostri giocatori e con Maurantonio costretto ad un repentino rinvio alla “viva il parroco”, per usare un termine di pizzulliana memoria. Il gol subito al secondo minuto di gioco è stata solo la logica conseguenza di un approccio molle alla gara da parte di una squadra che in campo non c’era né col fisico né con la testa, visto che il cross dal fondo che ha preceduto il gol non ha subito contrasti efficaci e visto che l’intera difesa non è “scalata” a copertura sull’attaccante peloritano autore del gol. Il raddoppio subito appena sei minuti più tardi ha evidenziato nuovamente la giornata no di una difesa rimasta immobile, perforata con irridente facilità dagli attaccanti messinesi.
Quando una squadra va sotto di due gol in appena otto minuti è logico che possa subire un fisiologico crollo psicologico, ma è altrettanto vero che gli ottantadue minuti restanti dovrebbero essere più che sufficienti per effettuare o perlomeno tentare la rimonta in uno scontro diretto. Nella restante parte di gara quella auspicabile reazione che avrebbe dovuto riportare il Taranto in partita purtroppo non c’è stata, mentre il Messina ha legittimato il vantaggio con altre occasioni non concretizzate per pochissimo. Una illusoria parentesi nell’arco dell’incontro si è avuta nei dieci minuti a cavallo tra il 64 ed il 74, quando il bravo Emmausso, subentrato nella ripresa ad uno spento e inconcludente Potenza, ha effettuato un bellissimo tiro a giro che ha sfiorato l’incrocio, poi si è reso protagonista di una splendida azione personale conclusa con un gran tiro al lato di pochissimo, ed infine ha realizzato un gol bellissimo per preparazione (assist di testa di Cobelli) ed esecuzione (rovesciata spettacolare dello scugnizzo di Scampia). La speranza di una ipotetica rimonta, dopo il due a uno, si è spenta dopo pochissimo, quando una palla buttata avanti senza pretese dal centrocampo messinese si è trasformata in un assist incredibile per l’attaccante peloritano Milinkovic, che ha realizzato il terzo gol siciliano, con la retroguardia rossoblù nuovamente in bambola.
La classifica dopo la debacle di Messina è nuovamente brutta, e la squadra è piombata per l’ennesima volta in questa stagione in zona playout. La domanda che tutti i tifosi rossoblù si stanno ponendo oggi è dove sia finito il Taranto combattivo e grintoso ammirato nelle vittoriose gare casalinghe contro Foggia e Catanzaro, o nelle due trasferte di Catania e Fondi, visto che questo Taranto non sembra neanche lontanamente parente di quello del mese scorso. Come è possibile che una difesa che riesce a mantenere la porta inviolata per ben quattro gare contro avversarie difficili riesca a farsi infilare per ben cinque volte in due gare consecutive con irridente facilità da squadre assolutamente normali, e come è possibile che una squadra tutta capace di mettere sotto l’attuale capolista Foggia riesca a perdere contro Akragas in casa e Messina fuori è dato incomprensibile.
Il silenzio stampa deciso dalla Società mi trova d’accordo, perchè solo la Società e la squadra insieme, all’interno dello spogliatoio, possono e devono trovare i rimedi giusti per tirarsi fuori da questa situazione incresciosa. Le parole in un momento delicato come questo servono a poco, mentre molto di più serviranno i fatti, sin da domenica prossima contro la Paganese in una gara da vincere a tutti i costi per non vedere vanificati gli sforzi fatti sinora, per raggiungere una salvezza diretta quantomai auspicabile. Servirà in campo un Taranto diverso anzitutto nella testa dei suoi giocatori, e magari in qualche interprete, come il bravissimo Emmausso, tenuto colpevolmente in panchina per troppo tempo, che con la sua bravura e con l’entusiasmo della sua giovane età può essere la benzina giusta nel motore di una squadra che deve ripartire. Prove inguardabili come le ultime due speriamo di non vederne più, perchè abbiamo già sofferto moltissimo quest’anno, e sinceramente da tifosi meriteremmo molto ma molto di più.
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