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Lettera aperta a Mister C. (uno che non ci azzecca proprio mai)

Carissimo Mister C.,

avremmo voluto dedicarti due minuti del nostro tempo in svariate occasioni, almeno tutte le volte in cui hai profetizzato catastrofi su ricorsi (ti ricorda qualcosa Bisceglie?), ripescaggi, nuove proprietà, tempi di tesseramento dei calciatori (hai dimestichezza con gli argentini?) eccetera, eccetera, bla, bla, bla… catastrofi che, puntualmente, non si sono verificate. Poi i nostri impegni ci hanno distratto e forse assuefatto, anche perché non si è ancora compreso, caro Mister C., chi rappresenti o meglio cosa rappresenti, oltre il tuo solito auto-incensamento (e, come si dice, chi si vanta da solo…).
Ci sembrava già di per sé ardito che qualcuno potesse allegramente scrivere a proprio piacimento una serie di affermazioni che travalicano i noti limiti del diritto di espressione del pensiero, rifugiandosi dietro poco nobili “si dice”, “dicono”, senza mai citare fonti e soggetti di certe pseudo-informazioni.
Ma si sa, caro Mister C., al di là di tutti i tuoi auto-incensamenti e di qualche seguace d’occasione, tu non sei un giornalista o il direttore di una testata: non sei tenuto a dimostrare quello che scrivi, infatti scrivi quello che vuoi, falsità comprese, e te ne assumi tutte le responsabilità dinanzi alla legge.
Poi, però, trovi persino spazio in una testata on line, da cui un lettore si aspetterebbe, come minimo, una verifica dell’attendibilità delle notizie (“rispetto della verità sostanziale dei fatti”, “doveri imposti dalla lealtà e dalla buona fede”…) prima della loro pubblicazione, ma ciò, altrettanto allegramente, non avviene… e di nuovo tu, Mister C., scrivi tranquillamente ciò che vuoi in modo allusivo, allegorico e diffamatorio.
E sì, caro Mister C., sul settore giovanile non si scherza: c’è chi si batte da anni perché le logiche che hanno caratterizzato il passato non si verifichino mai più.
Noi abbiamo fiducia dell’intero staff tecnico che sta lavorando seriamente e i frutti sono sotto gli occhi di tutti.
Sai, caro Mister C., noi nelle cose che facciamo ci crediamo. Magari sbagliamo, commettiamo errori, probabilmente non facciamo contenti tutti, ma abbiamo dei valori, quei valori che i mestieranti del pallone hanno tentato di scipparci e che noi, con forza, stiamo cercando di riprendere.
Il settore giovanile per noi è anzitutto un valore umano e come tale va gestito. Ma forse, caro Mister C., questo è un discorso inutile da fare, perché tu dimostri di sapere sempre tutto… anche se non ci azzecchi mai. Ma lascia stare le chiacchiere da bar perché portano sovente a gratuite calunnie e, come si sa, la calunnia è un venticello…
Scusaci, caro Mister C., se abbiamo perso tutto ‘sto tempo appresso alle tue chiacchiere, ma ogni tanto bisogna dedicarsi alle attività minori… Sarebbe utile, ogni tanto, farsi un esame approfondito di coscienza. Forse basterebbe anche soltanto guardarsi allo specchio… a patto che ne sia rimasto almeno uno.