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Le punture di Romanzini | Semplicità e organizzazione

Di Alessandro La Tanza (alias Romanzini).

Quella di sabato pomeriggio nel derby contro il Foggia è stata la vittoria della semplicità e dell’organizzazione portate a Taranto da un signore, tal Ciullo da Taurisano, che di mestiere fa l’allenatore, e si è visto. Al Taranto dunque è servito come il pane soprattutto qualcuno che sapesse condurre la squadra in un campionato lungo e difficile come la Lega-Pro, un tecnico capace di ottimizzare il rendimento della squadra basandosi sul materiale umano che c’è, su una organizzazione di gioco che è cosa fondamentale nel calcio se vuoi ottenere risultati a qualsiasi livello e soprattutto su concetti semplici e elementari, comprensibili a tutti, a maggior ragione quando hai una sola settimana per preparare sfide difficili come quella appena affrontata contro l’ex capolista Foggia o come quella prossima nella difficile Catania.

Il Taranto visto in campo contro il Foggia si è mostrato finalmente “corto” e motivato, una squadra con le distanze tra i reparti davvero minime, un gruppo compatto difficile da superare per qualsiasi avversario. Bravi i difensori a bloccare un attacco da paura come quello foggiano, benissimo i centrocampisti in grado di inaridire per tutta la partita le fonti del gioco dauno, e bravi gli attaccanti a saper interpretare la gara nella maniera giusta, con attenzione e applicazione, soprattutto i due esterni di giornata Paolucci e Viola.

Un discorso a parte merita Magnaghi. Il ragazzo sino al 65′ ha giocato la solita partita anonima, ha ricevuto pochissime palle, ha corso a vuoto, costantemente beccato da un pubblico che ne ha chiesto a gran voce la sostituzione. Ma il gioco del calcio è bello e piace soprattutto per quella imprevedibilità che sa trasformare le situazioni in poco tempo. E’ bastato far arrivare a Magnaghi una palla in area di rigore, nel territorio in cui un centravanti andrebbe effettivamente valutato, per ammirare il movimento del ragazzo e il diagonale perfetto insaccarsi all’angolino della porta foggiana. Quel gol ha probabilmente cambiato il campionato di Magnaghi e del Taranto, perchè ha permesso alla squadra di conquistare tre punti importantissimi in chiave salvezza e soprattutto di recuperare moralmente un ragazzo e un gruppo sfibrati negli ultimi mesi da troppe frizioni, sempre poco sereni e soprattutto poco convinti dei propri mezzi.

Il secondo gol di un De Giorgi monumentale per impegno e bravura ha sigillato un pomeriggio da favola, che ha in parte ripagato chi sugli spalti non aspettava altro da tempo immemore. La vittoria nel derby contro il Foggia riconsegna dunque al campionato un Taranto più determinato, più convinto, più sereno e maggiormente fiducioso nel futuro prossimo.

Adesso sarà importante confermarsi a certi livelli, anzitutto per tirarsi fuori quanto prima da quella zona pericolo brutta ed umiliante in graduatoria e poi per riconquistare a suon di belle prestazioni l’entusiasmo del pubblico rossoblù che ci auguriamo di rivedere numeroso sugli spalti dello Iacovone. L’entusiasmo della gente è il carburante necessario per poter ottenere nel futuro risultati soddisfacenti; ai ragazzi il compito di riportare allo stadio la gente, che non chiede la Luna ma solo che la maglia esca dal campo sudata e una squadra capace di regalare tante belle soddisfazioni come nel derby.


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