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I tre punti di vista | 24ª – Fidelis Andria-Taranto

di Angelo Briganti alias “Lambrugo” – Coordinamento Tifosi Tarantini Fuorisede “Danilo Fato”

1. Noi. La vicenda Musacci ha confermato e sancito definitivamente il momento di grande instabilità del calcio in Italia. Soprattutto di quel calcio meno conosciuto come la Lega Pro, ma ugualmente seguito appassionatamente da grandi masse di tifosi pari, ma anche in parecchi casi superiori, al cosiddetto “calcio che conta”. Mancanza di programmi, regole, controlli, competenze e serietà hanno favorito il grande flusso di faccendieri senza scrupoli, provocando situazioni tristemente spiacevoli come, appunto, il caso della (mancata) cessione del centrocampista viareggino al Taranto. Musacci era felicissimo di firmare, dopo che tutto era stato concordato. Il comportamento dei dirigenti del Messina è la prova definitiva di tutto ciò. Tornando al campo, l’argomento “Musacci” ci pone un intrigante interrogativo: il calciatore era stato inseguito e pensato per un nuovo percorso tattico (centrocampo a tre)? O per aver individuato l’uomo leader che, assieme a Stendardo, avrebbe potuto condurre i rossoblu verso un futuro importante?
In attesa di risposte dal campo, speriamo in una prova d’orgoglio proprio dai quei calciatori messi “in uscita”. Il calcio, proprio in casi come questi, si esalta e riesce a tirare fuori della favole magnifiche.

2. L’avversario. Fidelis Andria. Squadra quadrata, forse troppo, contestualmente ad una rosa con età media appena sotto i 25 anni. Costruita da un mestierante, l’esperto e regolare Favarin (che fortunatamente per i rossoblù non siederà in panchina per squalifica), con basi ed idee importanti e rifinita a gennaio con i due pezzi che cercava. E che sono puntualmente arrivati: il centrocampista under, Vasco dalla Roma, che sostituirà (numericamente) Matera approdato a Benevento con tanto di esordio ieri a Verona (oramai pronto per la B), e l’esperta punta Croce, arrivata dal Teramo, che probabilmente esordirà contro il Taranto. Quest’ultimo attaccante con numeri non da urlo ma ritenuto funzionale per il gioco della Fidelis, che ricorda l’Avellino di Castaldo e Galabinov. L’Andria non concede moltissimo allo spettacolo ma difficilmente si concede allegramente agli avversari. Lo dicono i numeri. Ottavo posto con 31 punti in 23 gare. Peggior attacco della griglia play off con 18 reti, ma migliore difesa con 18 reti subite. Ultime 5 gare con altrettanti pareggi. Non vince da quasi due mesi ma è imbattuta da 15 giornate (record assoluto fra tutte le squadre professioniste). Ad Andria hanno perso, ed anche male, Juve Stabia, Matera e Cosenza. Gara che per i rossoblù jonici si presenta piena di insidie. Siamo tutti curiosi di vedere la reazione del Taranto dopo le movimentate vicende legate al mercato di gennaio.

3. Il modulo. Oramai lo schema definitivo e più usato dalla Fidelis è il classico 3-5-2. Davanti al giovanissimo rumeno Pop (prestito Roma) la difesa si dispone a tre con al centro il capitano Aya ed accanto l’adattato (bene) brasiliano Curcio, che sostituisce Colella, e dall’altro lato il sicuro ed esperto Rada. Centrocampo a 5 con i cursori Tartaglia e Tito sui lati a spingere. Sono i calciatori che poi garantiscono e trasferiscono aggressività a tutta la squadra. In mezzo il giovane e seguitissimo Onescu affiancherà e supporterà l’esperto Piccinni. Uno tra Menicucci e Mancino sarà l’interno sinistro. Interessante sapere chi di questi ultimi due sarà scelto da Favarin viste le caratteristiche totalmente differenti. Mancino infatti sarebbe un “attaccante” aggiunto. Le due punte che si contenderanno le due maglie in avanti saranno scelte tra il più compassato brasiliano Cruz, il giovanissimo gigante Cianci e il neo acquisto esperto Croce. Probabilmente Favarin, grazie anche all’assenza del rossoblù Stendardo, si affiderà agli ultimi due Cianci e Croce (quindi doppio centravanti), impostando la gara sui molti cross che arriveranno dai lati. Il Taranto deve fare molta attenzione. Vedremo.

Intanto, buon Taranto a tutti.


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