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I tre punti di vista: 16^ giornata

Monopoli-Taranto

di Angelo Briganti alias “Lambrugo” – Coordinamento Tifosi Tarantini Fuorisede “Danilo Fato”

1. Situazione sempre molto complessa ma anche intrigante e piena di curiosità, perché attualmente si lavora su due fronti. Il primo è quello del campo: cioè cercare di portare punti, semplicemente perché la classifica lo richiede. È vero che ci si aspettava la squadra posizionata nella parte destra della classifica, ma non esattamente così in basso. Contestualmente a questo aspetto, comincia il vero restyling della squadra; il neo D.S. è troppo esperto per non sapere che la tifoseria non vuole sentire tanti discorsi: vuole risultati, o quanto meno, vuole che la sua mano, la sua impronta, cominci a lasciare segni certi di competenza e professionalità. Proprio lui, durante la presentazione, li annunciò come primi obbiettivi sui quali lavorare. Tornando al campo, neppure i tanto citati “episodi” ci danno un aiuto, anche se poi quando sono tantissimi, c’è da chiedersi il perché. È ovvio che la differenza tra Lecce e Taranto era (ed è) notevole, ma se avesse avuto un altro epilogo, intendo positivo, squadra e ambiente avrebbero giovato di un minimo di tranquillità per affrontare con più fiducia una trasferta che vedrà quasi sicuramente la difesa al completo e sulla quale abbiamo affidato il peso della squadra delle prime giornate. Quelle che poi hanno portato, anche in maniera discutibile, qualche punticino. Intanto la non convocazione di alcuni calciatori rossoblu conferma che è cominciato il piano B. Non sarà facilissimo per il D.S. De Poli trovare e riassemblare uomini e strategie, però è stato chiamato per questo e l’interesse di far bene non è solo per la squadra ma anche per ridare visibilità a sè stesso. La vetrina di Taranto è sempre molto ambita. Chi fa bene in riva allo Jonio è bravo due volte.

2. L’avversario. Il Monopoli. Al momento, il percorso del Monopoli è stato in gran parte rispettato. La squadra , in generale, si è espressa sempre molto bene, e tranne nelle ultime giornate, coincise con la variazione di modulo dovute alla forzata assenza di Genchi, ha sempre incassato punti attraverso un gioco piacevole. L’ambiente ha metabolizzato con dignità le recenti sconfitte ma rimane un periodo nero per i biancoverdi. Al momento la squadra è sempre in zona play-off con ben 19 punti in 15 gare, ma le tre sconfitte consecutive non lasciano tranquilli. Una vittoria nel derby migliorerebbe il morale della squadra; un pareggio, invece, limiterebbe i danni. Non si esclude il ritorno, dopo i rispettivi infortuni, del portiere Mirarco, che prende il posto di un indeciso Pellegrino, e dell’attaccante Genchi che permetterebbe a Mister Zanin di riproporre il proprio credo calcistico composto da un tridente offensivo. Miglior marcatore è la punta Montini con 7 reti seguito dall’ex Gatto con 3 reti. Il Taranto dalla sua cercherà di mantenere il primato di non aver mai perso al “Veneziani”.

3. Il modulo. Mister Zanin, ex-attaccante velocissimo che ricordiamo come avversario calciatore – fine anni ’80/inizio ’90 a Padova (testimone di quel mitico 2-2 a Padova da infarto) e Reggina (Coppa Italia ai tempi di Pino Lorenzo) – ha costruito una squadra molto gradevole che si è espressa col 4-3-3 (fino a quando è stato possibile), con ottimi risultati fino a che non si è infortunato Genchi, utilizzato alto a destra alla Berardi o, se volete, alla Sansovini zemaniano. Parliamo di un mese fa. Da quel momento Zanin ha variato l’attacco (4-3-1-2), pur mantenendo inalterato il quartetto di difesa e il trio di centrocampo. Modulo che non ha portato risultati. Questo per far capire l’importanza tattica di un calciatore (Genchi), che pur segnando pochissimo (un gol), si è messo a disposizione del gruppo e ha contribuito a dare alla squadra un’idea di gioco che ha portato risultati e credibilità. Ed è proprio il trio d’attacco, molto mobile dei biancoverdi, il settore in cui il Taranto deve fare molta attenzione. Soprattutto in relazione alle motivazioni di Genchi, le doti del goleador Montini e la forma del giovanissimo ed agilissimo Mavretic, reduce di una doppietta a Melfi. Oltre ad Alessandro Gatto, un attaccante sempre molto insidioso, come possibile variante. Non si esclude quindi il ritorno del 4-3-3 con Mirarco in porta. Dietro a 4: Ricucci a destra ed il bravissimo mancino Pinto a sinistra; i classici centrali di categoria, composti dai sempre affidabili Esposito e Ferrara, assicurano cattiveria e “prepotenza”. Sounas, Nicolini e Franco (o D’Auria) sarà il terzetto di centrocampo con la possibile variante Viola (ex Potenza) al posto di uno dei due interni. Davanti Genchi-Mavretic-Montini comporrà il trio mobile d’attacco. Punte versatili e sempre molto disponibili a variare zona di campo per confondere una difesa che ad onor del vero, si presenta a Monopoli finalmente al completo.

Buon Taranto a tutti, Angelo Briganti


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