CANDIDATO CONSIGLIO DIRETTIVO 2016-2019
NOME E COGNOME: Martino Cecere
NATO A: Taranto il 27.6.1967
ISCRITTO IL: 19.7.2012
TESSERA N°: 324
Sono Martino Cecere, ho 48 anni, ingegnere e docente di Fisica Presso l’Istituto Mediterraneo di Pulsano (Ta).
Seguo il Taranto calcio dal 21 Settembre 1975, Taranto-Inter 0-1, e da allora non ho mai abbandonato i gradoni del Salinella prima e Iacovone poi.
Mi onoro di essere uno dei due consiglieri di amministrazione del Taranto F.C. indicato dalla Fondazione Taras 706 A.C. dall’inizio di questa stagione 2015-16 e collaboro con l’attuale Direttivo ormai da diverso tempo.
Credo fermamente che l’esperienza del Supporters’ Trust possa essere uno strumento fondamentale per lo sviluppo della squadra di calcio cittadina quale libera espressione dei tifosi e spero di poter dare un mio piccolo contributo alla crescita della cultura sportiva nella nostra città.
Invito tutti i soci a partecipare attivamente alla vita dell’Associazione nell’ambito delle numerose iniziative messe in cantiere per questa stagione sportiva e auspico una massiccia partecipazione alle elezioni del nuovo Direttivo del prossimo 27 Febbraio per costruire insieme un laboratorio di idee che sia inclusivo di tutte le aspettative dei tifosi.
Con affetto.
Martino Cecere

22 Febbraio 2016 - 19:33
Ciao Martino.
Pongo una domanda a te e a tutti gli altri candidati: un argomento
che non e’ stato toccato da alcuno di voi ma per me fondamentale per le
sorti della Fondazione.
Sappiamo
tutti quello che la Fondazione ha fatto negli ultimi anni, ma sono
convinto che dopo gli anni spesi a mettere una dopo l’altra le varie
toppe che hanno permesso
al Taranto di sopravvivere si debba portare la Fondazione ad una sorta
di livello 2.0. Io penso che non si debba solo rincorrere gli eventi,
andando incontro o alla ricerca del salvatore della patria di turno,
secondo me e’ arrivato il tempo che la Fondazione si faccia avanti anche
come soggetto in futuro autonomo per la gestione diretta (non
necessariamente il 100% del capitale) della squadra di calcio. Questo
non vuol dire scalzare la societa attuale, assolutamente, ma porsi – ste by step –
come soggetto potenzialmente autonomo, senza timore, con chiarezza
anche in citta’. Nessun contrasto con la proprieta’ attuale, piena
collaborazione per raggiungere insieme importanti obiettivi,
ma senza timore nel caso in cui la proprieta stessa un giorno voglia
lasciare o voglia operare come soggetto minoritario.
Quindi le seguenti domande? Vorresti lanciare la
Fondazione ad un livello 2.0? Se si, in che modo? Vedi nel futuro della
Fondazione la gestione diretta della squadra di calcio? In che modo e
con quali passi?
PS: sinceramente troppa attenzione da parte di
quasi tutti i candidati (ed in passato importanti capitali della
Fondazione) al settore giovanile quando annualmente non siamo sicuri di
iscrivere la prima squadra mi sembra un po’ fuori luogo.
Con affetto e simpatia.
Massimo Spinelli
7 Settembre 2016 - 06:37
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